Il mio albero di Giada ha quasi 10 anni! Ti racconto come ho fatto a tenerlo in salute

10 anni sembrano un’eternità, soprattutto se rapportati a una pianta!

Di solito, chi è un cosiddetto pollice nero non molto avvezzo al giardinaggio vede le sue piante morire in pochi giorni o, se è più fortunato, in qualche mese.

In alcuni casi, però, ci sono piante abbastanza semplici da coltivare che possiamo far vivere molto a lungo. Nel mio caso, ci sono riuscito con un albero di giada.

Non so se si sia trattato di fortuna o abilità, in ogni caso proverò a spiegarti come ho fatto così da poterti dare qualche suggerimento o spunto.

L’acquisto

Mi piace pensare che il mio anzianissimo albero di giada fosse già fortunato al momento dell’acquisto!

Ne ho acquistato uno in un negozio di arredamento che, tuttavia, aveva anche un angolo botanico dove erano in vendita alcune piante. La mia attenzione ricadde su questa Crassula Ovata (è questo il suo nome botanico) che aveva delle foglie rotonde e all’apparenza simpatiche.

Inoltre, dall’etichetta, scoprii che si trattava di una pianta grassa che, com’è ben noto, ha solitamente bisogno di meno cure rispetto alle altre piante (anche se non sempre è così!).

Tra le varie piantine, scelsi quella dall’aspetto più sano, ossia con foglie verde intenso e non annerite o all’apparenza un po’ bruciate lungo i bordi.

La scelta della posizione

Una volta portata a casa, misi subito questa piantina su di uno scaffale non troppo lontano dalla finestra, in questo modo riuscivo a tenere la pianta in un posto abbastanza luminoso.

Nel corso del tempo, ho poi cambiato spesso di posto al mio albero di giada.

A volte, nel periodo primaverile ed estivo, l’ho tenuto all’esterno, in balcone. Ho notato che, proprio con il calore e la maggior luce, l’albero di giada è cresciuto di più.

Inizialmente lo entravo sempre in casa con l’arrivo dell’autunno per evitare di esporlo a temperature eccessivamente fredde.

Da alcune ricerche ho scoperto, però, che quando l’albero di giada è ormai abbastanza grande può essere tenuto tranquillamente all’esterno anche nei mesi freddi purché le temperature non siano tali da far rischiare gelate.

I posti dove, nel corso degli anni, la pianta mi è sembrato soffrisse un po’ sono stati un angolo del balcone dove la luce era troppo forte (con conseguente scurirsi delle foglie dell’albero di giada) e un angolo del corridoio dove arrivava poca luce (in questo caso, le foglioline della pianta tendevano ad assottigliarsi).

La moltiplicazione di… sopravvivenza!

Dopo i primi anni, l’albero di giada è iniziato a crescere a tal punto che ho dovuto spesso rinvasarlo. Di solito, procedevo al rinvaso ogni paio di anni.

Tuttavia, capitava che spuntassero nuovi e folti rami, soprattutto durante la primavera inoltrata, che spesso destabilizzavano la forma della pianta stessa.

In alcuni casi ho provveduto alla potatura. Ma, in altri, mi sono deciso a coniugare lo sfoltimento della pianta con la… moltiplicazione!

Mi bastava recidere un rametto ricavandone una talea, per poi farla radicare mettendola in un vasetto apposito pieno di terriccio morbido con torba o sabbia per qualche settimana e… voilà! Tranne qualche volta, il risultato è stato sempre ottimo e ho ottenuto così nuove piantine figlie.

In 10 anni, ho ottenuto una vera e propria foresta di questa pianta, tanto che spesso ho regalato molti degli esemplari ottenuti.

In questo modo, inoltre, ho mantenuto sempre ordinata e regolare la pianta madre.

In questo video trovi alcuni consigli di moltiplicazione:

L’innaffiatura di longevità

Una delle principali cose che ho imparato in dieci anni di coltivazione dell’albero di giada è che, per farlo vivere a lungo, bisogna innaffiarlo bene. Ma innaffiarlo bene significa soprattutto non esagerare.

Tutte le volte in cui ho innaffiato un po’ troppo questa pianta, subito alcune foglie sembravano appesantite, si presentavano rugose e a volte sono cadute. Spesso, ho avuto paura di aver fatto marcire le radici ma, per fortuna, il mio errore non è stato così grave.

Fondamentale, però, è innaffiare la pianta con molta moderazione.

Durante gli inverni particolarmente rigidi, io arrestavo completamente le innaffiature per poi riprendere soltanto con l’arrivo della primavera e del calore.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".