Come innaffiare le orchidee: una guida semplice

Le orchidee sono bellissime con i loro fiori colorati ed eleganti ma bisogna far attenzione a come e quando le innaffi.

Un’annaffiatura sbagliata è probabilmente la causa più comune della morte della maggior parte delle orchidee, più di qualsiasi altra causa.

Annaffiare le orchidee non è complicato ma richiede delle regole diverse rispetto all’annaffiatura di piante d’appartamento comuni.

Inoltre c’è bisogno che tu conosca bene come crescono queste piante e soprattutto come funzionano le loro radici.

Scopriamo allora insieme come innaffiare le orchidee e quanta acqua serve per averle sempre in salute!

Importanza delle radici

La maggioranza delle orchidee coltivate in casa sono epifite, nel senso che vivono in natura aggrappandosi agli alberi o persino alle pietre.

Le radici di queste piante sono molto diverse dalle normali radici delle piante comuni.

Ma tieni sempre presente che è difficile generalizzare quando si tratta di orchidee perché è il più grande gruppo di piante al mondo, quindi per ogni regola ci sono tante eccezioni.

Per questo, è meglio seguire le linee guida per ciascuna specie quando si tratta di regole di coltivazione.

Tuttavia, per tutte le varietà, devi imparare a conoscere le radici: le radici delle orchidee sono circondate da una sottile membrana.

Questa membrana assorbe rapidamente grandi quantità di acqua, aderisce alle superfici ruvide e favorisce lo scambio di minerali e sali.

E proprio questo strato esterno ti indica perfettamente quando la tua orchidea ha bisogno di acqua.

Se le radici sono secche, la membrana è bianca o argentea, se le radici sono state appena innaffiate, la membrana è verde.

Imparare a leggere le radici delle orchidee è il metodo migliore per annaffiare bene.

Ricorda sempre che la maggior parte delle orchidee preferisce avere radici secche per un po’ piuttosto che avere radici zuppe d’acqua.

Le radici costantemente zuppe marciranno e la pianta morirà.

Errori comuni nell’annaffiatura

Molte delle orchidee sono piante tropicali, ma sono piante tropicali che vivono sugli alberi.

Nel loro habitat naturale, sono esposte a piogge che possono durare ore o addirittura giorni, ma molte specie si adattano anche a un periodo di siccità in cui potrebbe cadere poca pioggia per settimane.

Quando coltivi orchidee in casa, non hai le stesse condizioni della foresta tropicale, con il giusto flusso d’aria, umidità e la stessa intensità della luce solare.

Una volta che hai capito questo, ti servirà capire quali sono gli errori più comuni che le persone fanno quando annaffiano le orchidee:

  • Annaffiare troppo spesso: le orchidee non dovrebbero mai essere innaffiate troppo e lasciate nell’acqua stagnante. Dovrebbero asciugarsi completamente tra un’annaffiatura e l’altra.
  • Annaffiare di sera: innaffia sempre al mattino. Se annaffi di notte consenti all’acqua di ristagnare nel vaso perché non c’è il sole che asciuga l’acqua di troppo. Questo incoraggia malattie batteriche e fungine. Le piante di orchidee dovrebbero essere asciutte durante la notte.
  • Ignorare i segnali della pianta: le orchidee sono abbastanza brave nel dirti di cosa hanno bisogno. Se vedi segni di sofferenza, controlla le annaffiature.

Tecniche migliori

Come ti dicevo, è difficile generalizzare quando si parla di orchidee, quindi è sempre meglio seguire le regole per la tua varietà di orchidea.

Esistono, tuttavia, alcune tecniche che ti aiuteranno ad innaffiare nel modo giusto.

In primis, quando innaffi, innaffia per bene. Ti consiglio la tecnica per immersione. Immergi il vaso in un secchio o in un lavandino pieno d’acqua.

Devi aspettare che le radici assorbano acqua a sufficienza. Fai scorrere poi tutta l’acqua in eccesso e riponi la pianta nel suo coprivaso.

Inoltre, tieni presente che l’acqua del rubinetto può avere un contenuto di sale più elevato e parte dell’acqua è ricca di calcio. Se vedi che si formano depositi chiari sui pezzi di corteccia, dovresti cercare una nuova fonte d’acqua.

Un’ultima regola è: se sei incerto su se sia il momento di innaffiare o no, è meglio non farlo. Aspetta ancora qualche giorno e poi innaffia quando le radici sono argentee.

Ancora una volta, ci sono alcune specie per cui non funzionerà questa regola, ad esempio le orchidee paphiopedilum che devono essere innaffiate un po’ prima che le radici si secchino.

Fattori che influenzano l’annaffiatura

Inoltre devi sapere che non basta seguire poche regole, devi considerare anche alcuni fattori che possono influenzare il programma di annaffiatura della tua orchidea.

Innanzitutto, uno di questi fattori è il materiale in cui l’orchidea è piantata: i pezzi di corteccia (o bark), ad esempio, trattengono l’acqua più a lungo dell’argilla espansa o del terriccio.

Più acqua trattiene il mezzo in cui coltivi le orchidee, meno hai bisogno di innaffiare.

Un altro fattore importante che devi considerare è la varietà di orchidea che stai coltivando: segui regole specifiche per la sua cura. Orchidee diverse possono avere un bisogno d’acqua diverso.

Altro fattore che influenza il bisogno di acqua della pianta è la temperatura dell’ambiente: più fa caldo e più la pianta ha bisogno d’acqua.

Lo stesso vale per umidità e circolazione d’aria: se l’ambiente è molto umido ci sarà meno bisogno d’acqua.

Mentre se c’è poco vento intorno alla tua orchidea, il terriccio si asciugherà più lentamente e dovrai innaffiare meno spesso.

Al contrario, se tieni all’esterno l’orchidea, il vento esterno asciugherà prima la corteccia e quindi dovrai innaffiare più spesso.

Insomma, si tratta di osservare e capire bene come agire prima di fare pasticci e di dare acqua a caso!

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.