La Pilea peperomioides ha una caratteristica che la distingue da molte altre piante da appartamento: produce con facilità piccoli polloni alla base della pianta madre. È proprio grazie a questi nuovi germogli che può essere moltiplicata senza particolari difficoltà, ottenendo in poco tempo nuovi esemplari.
La tentazione di separarli appena compaiono è forte, ma intervenire troppo presto non è la scelta migliore. Un pollone ancora troppo piccolo fatica a sviluppare un proprio apparato radicale e ha meno possibilità di attecchire dopo il trapianto.
Aspettare il momento giusto e seguire pochi semplici passaggi permette di ottenere nuove piantine sane, pronte a crescere autonomamente.
Quando intervenire
Non tutti i polloni sono pronti per essere separati.
Prima di staccarli è preferibile attendere che abbiano sviluppato alcune foglie ben formate e raggiunto almeno qualche centimetro di altezza. In questa fase iniziano generalmente ad avere anche le prime radici, fondamentali per affrontare il trapianto.
Se il germoglio viene rimosso troppo presto, dovrà concentrare tutte le proprie energie nella formazione delle radici prima ancora di poter crescere.
Un controllo ogni tanto alla base della pianta è sufficiente per capire quando è arrivato il momento di intervenire.
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Come separare i polloni
L’operazione richiede pochi minuti, ma è bene procedere con delicatezza.
La Pilea va estratta dal vaso cercando di mantenere integro il pane di terra. Una volta individuato il punto in cui il pollone è collegato alla pianta madre, si può utilizzare un coltello ben affilato e pulito per effettuare un taglio netto.
Se il germoglio possiede già alcune radici proprie, le probabilità di successo aumentano notevolmente.
Terminata la separazione, la pianta madre può essere rimessa subito nel suo vaso, aggiungendo un po’ di terriccio fresco se necessario.
Acqua o terriccio
Una volta separato il pollone si può scegliere tra due metodi di coltivazione.
Il primo consiste nel sistemarlo direttamente in un piccolo vaso con un terriccio leggero, mantenuto appena umido nelle prime settimane.
Il secondo prevede di far sviluppare ulteriormente le radici in un bicchiere d’acqua prima del rinvaso definitivo.
Entrambi i sistemi possono dare buoni risultati. Chi sceglie l’acqua ha il vantaggio di osservare facilmente la crescita delle radici, mentre il trapianto diretto evita alla piantina un successivo cambio di ambiente.
Le prime cure
Nei primi giorni il nuovo esemplare non deve essere esposto al sole diretto.
Una posizione luminosa con luce filtrata aiuta la piantina ad adattarsi senza difficoltà. Anche le irrigazioni richiedono un po’ di attenzione: il terriccio deve rimanere leggermente umido, evitando sia gli eccessi sia lunghi periodi di completa asciugatura.
Durante questa fase non serve concimare. La giovane Pilea deve prima consolidare il proprio apparato radicale e iniziare a produrre nuove foglie.
Quando compare la nuova vegetazione significa che il pollone ha attecchito correttamente.
Quando rinvasare
Il primo contenitore non deve essere troppo grande.
Un vaso di dimensioni contenute permette alle radici di occupare rapidamente tutto il terriccio e rende più semplice gestire le irrigazioni. Solo quando la pianta avrà sviluppato un buon apparato radicale sarà il momento di trasferirla in un contenitore leggermente più ampio.
Anche in questa fase è meglio procedere gradualmente, evitando vasi molto grandi rispetto alle dimensioni della pianta.
Con un po’ di pazienza, il piccolo pollone inizierà a produrre nuove foglie e, con il tempo, potrà sviluppare a sua volta altri germogli. È proprio questa facilità di propagazione che rende la Pilea una delle piante più semplici da moltiplicare in casa.
