Durante l’estate il Sedum Teresina produce lunghi fusti che superano facilmente il bordo del vaso. Alcuni diventano così lunghi da poter essere accorciati senza modificare troppo l’aspetto della pianta.
Proprio questi rami possono essere utilizzati per ottenere nuove piantine attraverso la talea. Il Sedum riesce infatti a produrre nuove radici dai nodi presenti lungo il fusto, rendendo la moltiplicazione piuttosto semplice.
Tra fine estate e inizio settembre si possono sfruttare le temperature ancora miti, scegliendo però rami sani e intervenendo prima che la pianta entri pienamente nella fase autunnale.
Quali rami scegliere
Per preparare una talea conviene partire da un fusto sano, carnoso e ben sviluppato.
Sono meno adatte le porzioni già secche, molto sottili oppure danneggiate. Se sulla punta sono già comparsi i boccioli, è preferibile scegliere un altro ramo, soprattutto quando si vuole conservare la fioritura della pianta madre.
La parte prelevata non deve essere particolarmente lunga. Una porzione di circa 8-12 centimetri, con diversi nodi, offre già materiale sufficiente per ottenere una nuova pianta.
Il taglio va effettuato con forbici pulite, poco sotto un nodo.
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Dalla pianta madre possono essere prelevati più rametti contemporaneamente, purché non venga eliminata una quantità eccessiva di vegetazione. Se la pianta presenta molti rami ricadenti, bastano pochi tagli distribuiti tra le parti più lunghe.
Preparare la talea
Una volta separato il ramo, le foglie presenti nella parte inferiore devono essere eliminate.
È sufficiente lasciare scoperti uno o due nodi, perché saranno proprio queste zone a entrare nel substrato e a produrre le nuove radici.
Le foglie della parte superiore possono invece rimanere sul fusto.
Nel Sedum i tessuti contengono molta acqua e per questo il taglio può essere lasciato asciugare per un breve periodo prima di essere interrato. Qualche ora, oppure fino al giorno successivo, permette alla superficie recisa di asciugarsi leggermente.
Non serve lasciare la talea per molti giorni. Una volta asciutto il punto del taglio, si può procedere con la messa a dimora.
Nel terriccio
Il sistema più semplice consiste nell’inserire la talea direttamente in un piccolo vaso.
Il substrato deve essere leggero e molto drenante, evitando terreni pesanti che rimangono bagnati a lungo. Una miscela utilizzata per succulente può già offrire caratteristiche adatte.
Si pratica un piccolo foro nel terreno e si inserisce la parte inferiore del ramo, facendo entrare almeno un nodo nel substrato. Il terreno viene poi avvicinato delicatamente al fusto per mantenerlo stabile.
Non serve piantare la talea molto profondamente. È sufficiente che la base rimanga ferma e che il nodo destinato a radicare sia a contatto con il terreno.
Nello stesso vaso possono essere sistemate più talee, lasciando qualche centimetro tra una e l’altra.
Quanta acqua
La presenza di una talea appena preparata non richiede un terriccio continuamente bagnato.
Il Sedum Teresina conserva già acqua nei propri tessuti e un eccesso di umidità intorno alla parte appena tagliata può favorire il deterioramento del fusto.
Dopo la messa a dimora si può inumidire leggermente il substrato, lasciandolo poi asciugare parzialmente prima di aggiungere altra acqua.
Il vaso deve possedere fori sul fondo e non deve rimanere immerso nell’acqua raccolta nel sottovaso.
Durante le prime settimane serve soprattutto evitare i due estremi: terreno costantemente fradicio e substrato lasciato asciutto per periodi molto lunghi.
Quando le radici iniziano a svilupparsi, la nuova pianta diventa progressivamente più autonoma.
Dove sistemarla
Una talea appena preparata va tenuta in una posizione molto luminosa, ma inizialmente è meglio evitare diverse ore di sole diretto nelle ore centrali.
La mancanza di radici sviluppate rende il piccolo ramo più sensibile alla perdita d’acqua. Un’esposizione improvvisa al sole forte può far raggrinzire rapidamente le foglie.
Dopo la radicazione si potrà aumentare gradualmente la quantità di sole ricevuta.
Una buona luminosità evita che il nuovo fusto cresca troppo sottile e favorisce la produzione di vegetazione compatta.
A fine estate bisogna tenere conto pure dell’arrivo dell’autunno. Prima si prepara la talea, più tempo rimane per sviluppare radici prima del progressivo abbassamento delle temperature.
Capire se ha radicato
Non è necessario estrarre continuamente il ramo dal vaso per controllare le radici.
Dopo alcune settimane, la comparsa di nuove foglie o piccoli germogli indica che la talea sta iniziando a stabilizzarsi.
Si può provare anche a sfiorare delicatamente il fusto. Se oppone una leggera resistenza e non si muove liberamente nel terriccio, le prime radici stanno probabilmente ancorando la pianta.
Estrarre la talea per verificare direttamente potrebbe invece rompere le radici appena formate. La crescita può rallentare con l’avvicinarsi dell’autunno, quindi non tutte le talee produrranno subito lunghi rami.
Riempire una fioriera
Le talee non servono soltanto per creare vasi separati.
I rami prelevati possono essere utilizzati per infoltire una vecchia pianta di Sedum Teresina che presenta zone vuote. In questo caso le talee possono essere inserite direttamente lungo il bordo dello stesso contenitore.
Con la ripresa vegetativa successiva, ogni porzione radicata inizierà a produrre nuovi fusti ricadenti.
Utilizzando diverse talee distribuite lungo la circonferenza del vaso si può costruire progressivamente una chioma più uniforme, particolarmente adatta alle fioriere sospese.
Da pochi centimetri di un ramo ricadente si può quindi ottenere una nuova pianta. Nodo, terriccio drenante, poca acqua e molta luce sono gli elementi su cui basare la propagazione, lasciando poi alle talee il tempo necessario per formare le proprie radici.
