Quando casa rimane vuota per diversi giorni, l’irrigazione diventa uno dei problemi principali per balconi e giardini. Durante agosto un vaso esposto al sole può asciugarsi rapidamente e una soluzione improvvisata la sera prima della partenza rischia di non durare abbastanza.
La preparazione dovrebbe iniziare qualche giorno prima, soprattutto quando si vuole utilizzare un sistema automatico o una riserva d’acqua. Qualsiasi dispositivo deve essere provato mentre è ancora possibile correggere eventuali problemi.
Riempire tutti i sottovasi e sommergere il terreno prima di uscire non garantisce maggiore autonomia. La soluzione dipende soprattutto dalla durata dell’assenza e dal tipo di piante presenti.
Dividere le piante
Non tutti i vasi richiedono la stessa quantità d’acqua.
Succulente, piante mediterranee e specie con grandi riserve possono essere separate da Impatiens, ortensie, piante fiorite e contenitori molto piccoli, che tendono ad asciugarsi più rapidamente.
Questa divisione permette di organizzare sistemi diversi senza distribuire la stessa quantità d’acqua a tutto il balcone.
Vanno individuati pure i vasi che ricevono sole per l’intera giornata e quelli esposti al vento, perché perderanno umidità più velocemente.
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Le piante in piena terra, se ben radicate, possono invece richiedere interventi meno frequenti rispetto agli esemplari coltivati in contenitore.
Raggruppare i vasi
Prima della partenza i contenitori possono essere avvicinati creando una zona più protetta.
Il gruppo riduce l’esposizione diretta delle pareti dei vasi e crea un piccolo ambiente meno asciutto rispetto a tanti contenitori isolati.
Le specie che tollerano la mezz’ombra possono essere trasferite temporaneamente in una posizione con sole al mattino e maggiore protezione nel pomeriggio.
Non bisogna però spostare piante da pieno sole in un angolo completamente buio per una settimana.
La riduzione dell’irraggiamento deve servire soltanto a rallentare la perdita d’acqua, mantenendo una luminosità adeguata.
Irrigare prima di partire
L’ultima annaffiatura deve essere completa, non eccessiva. Il terreno va bagnato lentamente fino a raggiungere tutto il pane radicale, lasciando poi uscire l’acqua dai fori inferiori.
Nei vasi diventati molto asciutti può essere necessario procedere in due tempi, perché il substrato tende a respingere inizialmente l’acqua.
Una volta reidratato, il contenitore deve scolare. Lasciare un sottovaso permanentemente pieno non costituisce una riserva sicura per tutte le specie e può mantenere le radici immerse per troppo tempo.
Irrigazione a goccia
Per assenze di diversi giorni, un piccolo impianto a goccia rappresenta una delle soluzioni più gestibili. Il sistema può essere collegato a una linea d’acqua oppure a un serbatoio, in base alla configurazione disponibile.
La portata deve essere regolata per ciascun vaso, perché un contenitore grande con una pianta fiorita richiede quantità differenti rispetto a una succulenta.
Il test va effettuato almeno qualche giorno prima della partenza. Bisogna verificare che tutti i gocciolatori funzionino, che il serbatoio abbia autonomia sufficiente e che nessun tubo si sfili.
Una prova reale permette di vedere quanto terreno viene effettivamente bagnato.
Sistemi a riserva
Coni, sistemi a cordino e contenitori con riserva possono essere utili soprattutto per un numero limitato di vasi. Il principio consiste nel fornire acqua lentamente man mano che il substrato la richiede.
Prima di affidare una pianta a questo sistema bisogna verificarne il funzionamento, perché terreno, altezza del serbatoio e dimensioni del vaso possono modificare molto la quantità rilasciata.
Un metodo che svuota tutta la riserva in poche ore non servirà durante una settimana di assenza. Per i vasi più esigenti possono essere predisposte soluzioni differenti rispetto a quelli che tollerano un terreno più asciutto.
Pacciamare
Uno strato di materiale sulla superficie può rallentare l’evaporazione.
La pacciamatura è utile soprattutto nei grandi contenitori e nelle aiuole, dove corteccia o altro materiale adatto proteggono il terreno dal sole diretto.
Non deve coprire il colletto della pianta né creare uno strato troppo spesso. Se associata a un’irrigazione lenta, permette al terreno di mantenere l’umidità più a lungo.
La pacciamatura va sistemata qualche giorno prima, così da verificare come cambia la velocità di asciugatura.
Programmare un controllo
Per vacanze lunghe, nessun sistema dovrebbe essere considerato completamente infallibile.
Una persona che possa effettuare almeno un controllo periodico permette di individuare un serbatoio vuoto, un tubo staccato oppure una pianta che consuma acqua più velocemente del previsto.
Non serve chiedere di annaffiare tutto indiscriminatamente. È meglio lasciare indicazioni semplici sui vasi realmente bisognosi.
L’organizzazione più sicura nasce quindi da più elementi insieme: piante raggruppate, esposizione leggermente protetta, irrigazione automatica già provata e un controllo per le assenze lunghe.
La sera prima della partenza dovrebbe essere dedicata soltanto all’ultima verifica, non alla sperimentazione di un sistema mai utilizzato.
