Quando una pianta grassa appare spenta, raggrinzita o meno verde del solito viene spontaneo pensare che abbia bisogno di concime. In realtà, prima di aggiungere qualsiasi nutrimento, è importante capire se la pianta è ancora sana e vitale.
Un concime non può far tornare verde una parte ormai secca né risolvere un problema causato da radici marce o da una forte disidratazione. Può invece sostenere una succulenta che sta crescendo, ha radici sane e mostra una vegetazione un po’ debole.
Con le piante grasse vale soprattutto una regola: meglio poco che troppo. Crescono lentamente e non hanno bisogno di grandi quantità di nutrienti, quindi anche i concimi fatti in casa vanno usati con molta moderazione.
Prima del concime
Prima di pensare alla fertilizzazione conviene osservare bene la pianta.
Se le foglie o i fusti sono raggrinziti ma ancora consistenti, il problema potrebbe essere semplicemente una carenza d’acqua. Se invece la base appare molle, scura o accompagnata da cattivo odore, il problema può essere opposto e riguardare un eccesso di umidità.
Anche il terriccio dà informazioni importanti. Una succulenta con substrato completamente secco da molto tempo non ha bisogno prima di tutto di concime, ma di una corretta reidratazione. Una pianta che rimane invece in un terreno sempre bagnato non dovrebbe essere fertilizzata finché non viene risolto il problema del drenaggio.
Le parti già diventate marroni e completamente secche non torneranno verdi dopo la concimazione. Il miglioramento va osservato soprattutto nei nuovi germogli e nelle parti ancora vive.
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Il concime diventa quindi utile solo quando luce, acqua e radici sono già in condizioni corrette.
Compost maturo
Uno dei sistemi più semplici per fornire nutrienti è utilizzare una piccola quantità di compost completamente maturo.
Deve essere ben decomposto, scuro, friabile e senza residui freschi riconoscibili. Materiale ancora in fermentazione non è adatto a essere sistemato direttamente intorno alle radici di una pianta grassa.
In un vaso può essere distribuita una quantità molto modesta sulla superficie del terriccio, incorporandola appena nello strato superiore. Non serve creare uno strato spesso.
Il compost apporta sostanza organica e piccole quantità di diversi nutrienti, ma con le succulente è importante non trasformare il substrato in una miscela troppo ricca e capace di trattenere molta acqua.
Per questo deve rimanere predominante un terriccio molto drenante.
Il compost non serve a far crescere rapidamente una pianta grassa. Utilizzato con moderazione può semplicemente accompagnare la crescita quando la pianta è attiva e sta producendo nuovi tessuti.
Bucce di banana
Le bucce di banana vengono spesso presentate come un concime universale, ma è meglio ridimensionare un po’ questa idea.
Contengono diversi elementi minerali, tra cui potassio, ma una buccia fresca appoggiata direttamente sul terriccio non mette immediatamente quei nutrienti a disposizione della pianta. Prima deve decomporsi.
Per le succulente è quindi preferibile evitare pezzi di banana fresca dentro il vaso. Possono trattenere umidità, attirare piccoli insetti e decomporre lentamente in un ambiente dove, invece, è importante mantenere il substrato arioso.
Una soluzione più sensata consiste nell’aggiungere le bucce al compost domestico e utilizzare soltanto il materiale quando è ormai completamente trasformato.
In questo modo la banana diventa semplicemente una delle componenti della materia organica, senza creare accumuli umidi intorno alle radici.
Anche la famosa acqua ottenuta lasciando le bucce in ammollo non va considerata un concime completo. La quantità di nutrienti che passa realmente nell’acqua è variabile e non permette di sapere quanto si stia somministrando.
Per una pianta grassa, quindi, la buccia compostata è preferibile alla buccia fresca.
Humus di lombrico
L’humus di lombrico è un’altra soluzione che può essere utilizzata in piccole quantità.
È un materiale organico già trasformato, generalmente molto più semplice da gestire rispetto agli scarti vegetali freschi. Può essere mescolato in proporzione ridotta al terriccio oppure distribuito in uno strato molto sottile sulla superficie.
Anche in questo caso non bisogna abbondare.
Le piante grasse non hanno bisogno di un substrato estremamente fertile e un eccesso di sostanza organica può far trattenere troppa umidità al vaso.
Una piccola quantità può essere sufficiente durante il periodo di crescita attiva, soprattutto se la pianta si trova da molto tempo nello stesso substrato e non riceve altre fertilizzazioni.
Il risultato non va cercato nel colore delle parti già rovinate. È più utile osservare le settimane successive: nuovi segmenti, nuove foglie o nuove rosette dovrebbero apparire consistenti e ben formati.
Quando non concimare
Ci sono momenti in cui il concime, anche naturale, è meglio evitarlo.
Una pianta grassa appena rinvasata, con radici danneggiate o con evidenti segni di marciume dovrebbe prima stabilizzarsi. Lo stesso vale per una pianta fortemente disidratata: prima va ripristinato correttamente l’equilibrio dell’acqua.
Anche durante i periodi in cui la crescita rallenta molto, la necessità di nutrienti diminuisce. Aggiungere continuamente concime quando la pianta non sta crescendo può portare a accumuli inutili nel substrato.
Va inoltre ricordato che una colorazione pallida non dipende sempre dalla fertilità. Anche poca luce può rendere la pianta meno compatta e meno colorata, mentre un eccesso di sole può creare zone scolorite o secche.
Prima di concimare è quindi utile controllare sempre luce, acqua, drenaggio e stato delle radici.
Compost maturo, bucce di banana correttamente compostate e humus di lombrico possono accompagnare la crescita, ma non sostituiscono una corretta coltivazione. Una pianta grassa torna a produrre tessuti sani quando vengono prima corrette le condizioni di base, mentre il concime resta soltanto un aiuto leggero.
