Ottobre è uno dei mesi più interessanti per preparare il giardino e i vasi alla primavera. Proprio mentre molte piante rallentano, sotto il terreno può iniziare il lavoro dei bulbi a fioritura primaverile, che sfruttano i mesi freddi per prepararsi alla crescita successiva.
Tulipani, narcisi, giacinti, crocus e muscari possono essere messi a dimora in questo periodo, scegliendo un terreno drenante e una posizione adatta alla specie. Anche gli anemoni possono trovare spazio nelle composizioni autunnali, con qualche attenzione in più prima della piantagione.
La profondità cambia da un bulbo all’altro e resta sempre utile controllare anche le indicazioni riportate sulla confezione. In generale, però, ottobre permette di preparare oggi quei vasi pieni di colore che diventeranno protagonisti tra la fine dell’inverno e la primavera.
Tulipani e narcisi
I tulipani sono probabilmente tra i bulbi più desiderati quando si pensa alla primavera. La quantità di colori, forme e altezze disponibili permette di creare composizioni molto diverse, dalle più semplici alle aiuole con più varietà mescolate.
In ottobre possono essere interrati a una profondità indicativa di 10-13 centimetri, scegliendo un terreno che non trattenga acqua in eccesso. Il ristagno durante i mesi freddi rappresenta infatti uno dei problemi principali per i bulbi lasciati sotto terra.
Una volta superato l’inverno, dai bulbi iniziano a emergere foglie e steli che porteranno alla caratteristica fioritura primaverile. Nei vasi può essere particolarmente bello riunire più tulipani, lasciando comunque lo spazio necessario allo sviluppo.
Anche i narcisi sono una delle scelte classiche per la piantagione autunnale. Sono apprezzati per la loro resistenza e per il profumo che caratterizza diverse varietà.
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Anche per loro si può considerare una profondità di circa 10-13 centimetri. Il terreno dovrebbe essere lavorato in modo da permettere all’acqua delle piogge autunnali e invernali di defluire senza mantenere costantemente bagnata la zona intorno al bulbo.
Il vantaggio dei narcisi è proprio la capacità di trasformare aiuole e contenitori con una fioritura molto riconoscibile, spesso tra le prime a dare una vera sensazione di primavera.

Giacinti e crocus
I giacinti si fanno notare soprattutto per le loro spighe dense e colorate. Alla bellezza dei fiori si aggiunge spesso un profumo intenso, capace di rendere molto evidente anche un piccolo gruppo di piante.
I bulbi possono essere sistemati a una profondità indicativa di 10-12 centimetri.
In vaso possono essere utilizzati per creare composizioni compatte, mentre in piena terra funzionano bene quando vengono piantati in piccoli gruppi. Anche in questo caso è importante evitare un substrato che rimanga zuppo durante l’inverno.
Diverso è l’effetto dei crocus, molto più piccoli ma capaci di comparire prestissimo.
Sono tra quei fiori che possono spuntare già alla fine dell’inverno, quando il resto del giardino sembra ancora quasi fermo. Proprio per questo risultano particolarmente interessanti nelle bordure e nei punti in cui si desidera vedere i primi segnali della nuova stagione.
Le loro dimensioni contenute permettono anche di inserirli tra bulbi più grandi, creando fioriture che possono susseguirsi nel tempo anziché concentrarsi tutte nello stesso momento.
Muscari e anemoni
I muscari sono riconoscibili per le piccole spighe composte da numerosi fiorellini, spesso nelle caratteristiche tonalità blu.
Il loro aspetto è molto diverso da quello dei tulipani o dei narcisi e proprio per questo possono essere utilizzati per creare contrasti interessanti. In massa formano vere macchie di colore e si prestano bene anche ai bordi delle aiuole.
La profondità indicativa è di circa 8-10 centimetri. Essendo più piccoli di molti altri bulbi primaverili, possono trovare posto facilmente anche in composizioni miste.
Gli anemoni richiedono invece una preparazione leggermente diversa. I loro piccoli tuberi possono essere tenuti in ammollo prima della messa a dimora, in modo da reidratarli prima di sistemarli nel terreno.
Successivamente possono essere interrati a circa 5-8 centimetri di profondità.
Anche qui è fondamentale che il substrato non rimanga continuamente saturo d’acqua. Una volta avviata la crescita, gli anemoni possono regalare fiori molto decorativi e aggiungere un’altra forma completamente diversa alla composizione primaverile.

La profondità giusta
La profondità di piantagione non è un dettaglio secondario.
Un bulbo sistemato troppo vicino alla superficie può essere maggiormente esposto agli sbalzi di temperatura e alla disidratazione. Se invece viene interrato molto più del necessario, la nuova vegetazione dovrà impiegare più energia per raggiungere la superficie.
Per questo si possono utilizzare come riferimento i circa 10-13 centimetri per tulipani e narcisi, 10-12 centimetri per i giacinti, 8-10 centimetri per i muscari e 5-8 centimetri per gli anemoni. Per i crocus, più piccoli, va seguita una profondità proporzionata alle dimensioni dei cormi e alle indicazioni della varietà acquistata.
Il bulbo va generalmente sistemato con la parte da cui nascerà il germoglio rivolta verso l’alto, senza comprimere eccessivamente il terreno intorno.
Nei vasi diventa ancora più importante la presenza di fori di drenaggio, perché le piogge autunnali possono mantenere il substrato umido per periodi molto più lunghi rispetto all’estate.
Aspettando la primavera
Una volta messi a dimora, i bulbi non richiedono di essere continuamente disturbati per verificare cosa stia succedendo.
Durante l’autunno e l’inverno sotto il terreno iniziano processi che diventeranno visibili soltanto più avanti. La tentazione di scavare per controllare il bulbo va quindi evitata.
Anche l’acqua deve essere gestita in base alle condizioni reali. Se i vasi si trovano all’esterno e ricevono pioggia, può non essere necessario aggiungerne altra. In piena terra bisogna soprattutto evitare zone dove l’acqua rimane ferma a lungo.
La parte più interessante arriva quando le temperature iniziano a cambiare. I crocus possono anticipare la stagione, seguiti progressivamente dagli altri bulbi, fino alle fioriture più appariscenti di tulipani, narcisi e giacinti.
Ottobre diventa così un mese nel quale il giardino sembra prepararsi al riposo ma, in realtà, si sta già lavorando alla stagione successiva. Piantare i bulbi adesso significa costruire sotto terra la fioritura della prossima primavera.
