Le piante sbagliate per i Terrari quando li fai per la prima volta

Realizzare un terrario è un’esperienza creativa e gratificante, ma richiede una buona conoscenza delle esigenze delle piante che lo andranno a comporre.

Spesso si pensa che qualsiasi pianta di piccole dimensioni o dall’aspetto esotico possa adattarsi a vivere sotto vetro, ma la realtà è molto diversa.

Il terrario comune, che sia chiuso o leggermente aperto, crea un microclima stabile caratterizzato da umidità elevata, scarsa ventilazione e spazio limitato per lo sviluppo radicale.

Se inserisci specie non adatte significa compromettere l’equilibrio dell’ambiente, con conseguenze che possono manifestarsi anche a distanza di mesi. Comprendere quali piante evitare è quindi fondamentale per mantenere il terrario sano, armonioso e duraturo.

Evita piante a crescita vigorosa

Alcune piante sono geneticamente predisposte a crescere rapidamente e in modo espansivo, soprattutto quando trovano condizioni ideali di calore e umidità.

Nei terrari comuni questo comportamento diventa un problema serio, perché lo spazio disponibile è ridotto e non consente potature frequenti senza stressare le piante.

I fusti si allungano, le foglie si sovrappongono e la luce fatica a raggiungere gli strati inferiori. Questo squilibrio favorisce il deterioramento delle piante più lente e altera il microclima interno, aumentando la condensa e riducendo ulteriormente la ventilazione naturale.

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Tra le piante che crescono troppo velocemente per un terrario comune rientrano specie come il pothos, la tradescantia e il filodendro.

Evita le specie con apparato radicale aggressivo

Un errore spesso sottovalutato riguarda lo sviluppo delle radici. Alcune piante, anche se di dimensioni contenute fuori dal terreno, possiedono un apparato radicale molto esteso e potente.

In un terrario, dove il substrato è poco profondo, queste radici possono deformare gli strati di drenaggio, compattare il terreno e impedire il corretto deflusso dell’acqua.

Il risultato è un ambiente costantemente saturo, che favorisce marciumi e cattivi odori. Inoltre, le radici invasive sottraggono rapidamente nutrienti, indebolendo le altre piante e creando una competizione invisibile ma dannosa.

La sansevieria, ad esempio, possiede rizomi robusti che possono deformare il substrato e rompere gli strati di drenaggio. Anche la dracaena, spesso scelta per la loro resistenza, sviluppa apparati radicali sproporzionati rispetto allo spazio limitato di un terrario, causando ristagni idrici e squilibri nutrizionali nel tempo.

Evita le succulente

Le piante grasse e succulente sono tra le più frequentemente inserite per errore nei terrari comuni. Il loro aspetto ordinato e la crescita lenta fanno pensare che possano essere ideali, ma le loro esigenze sono completamente opposte a quelle offerte da un terrario umido.

Queste piante necessitano di aria secca, irrigazioni sporadiche e terreni molto drenanti. L’umidità costante e la condensa tipica dei terrari chiusi portano rapidamente a marciumi interni, spesso invisibili fino a quando la pianta collassa improvvisamente.

Anche nei terrari aperti, la scarsa circolazione d’aria rende difficile replicare le condizioni ideali per queste specie.

Evita le piante che amano luce solare diretta

Molte piante ornamentali sviluppano colori intensi e foglie compatte solo se esposte a luce solare diretta per diverse ore al giorno.

In un terrario, la luce viene filtrata dal vetro e spesso proviene da finestre non perfettamente orientate. Le piante che richiedono un’irradiazione elevata reagiscono producendo fusti allungati e foglie pallide, perdendo completamente il loro valore estetico.

Questo indebolimento strutturale le rende anche più vulnerabili a malattie fungine, che trovano terreno fertile nell’ambiente umido del terrario.

Evita le piante sensibili all’aria stagnante

La ventilazione limitata è una delle caratteristiche principali dei terrari comuni. Alcune piante, pur amando l’umidità, necessitano di un costante ricambio d’aria per mantenere le foglie asciutte e prevenire infezioni.

In assenza di movimento d’aria, l’umidità si deposita sulle superfici fogliari, creando un ambiente ideale per muffe e funghi patogeni.

Questi problemi non solo danneggiano la pianta colpita, ma possono diffondersi rapidamente alle specie vicine, compromettendo l’intero allestimento.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.