I piccioni non arrivano su un balcone soltanto per caso. Prima di tutto cercano punti rialzati e relativamente tranquilli, dai quali sia possibile osservare ciò che accade intorno. Ringhiere, cornicioni, davanzali e tettoie rappresentano quindi posizioni particolarmente comode.
Se un piccione trova un punto sicuro, può iniziare a tornarci con grande regolarità. Per questo capita spesso che la stessa ringhiera o lo stesso angolo del terrazzo vengano utilizzati ogni giorno.
Un altro elemento importante è la presenza di cibo facilmente raggiungibile. Briciole, avanzi, ciotole degli animali domestici o semi caduti dalle mangiatoie possono diventare un richiamo. Anche quantità molto piccole, se presenti con continuità, sono sufficienti a creare un’abitudine.
Bisogna prestare attenzione anche all’acqua. I sottovasi pieni dopo l’irrigazione, le ciotole lasciate all’aperto e i piccoli ristagni possono diventare una fonte facilmente accessibile.
Un balcone molto protetto dal vento o dalla pioggia può inoltre offrire condizioni adatte per soste prolungate. Gli angoli dietro grandi vasi, mobili o tende rappresentano spesso zone particolarmente interessanti.
Per ridurre il problema, la prima regola è quindi semplice: eliminare ciò che rende lo spazio comodo e prevedibile per i piccioni.
Come proteggere vasi e fioriere
Le piante sono spesso tra gli elementi più esposti. I piccioni possono posarsi sui bordi dei vasi, camminare sul terriccio oppure utilizzare le fioriere come punto di sosta. In alcuni casi il terreno può essere smosso e le giovani piantine possono essere accidentalmente danneggiate.
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Per prima cosa conviene evitare di lasciare ampie superfici di terriccio scoperto nei contenitori più grandi. Una copertura con ciottoli, lapillo vulcanico o pacciamatura grossolana può rendere il vaso meno invitante.
Il materiale utilizzato deve comunque permettere all’acqua di raggiungere facilmente il terreno e non deve creare problemi al drenaggio.
Nei vasi particolarmente frequentati si può utilizzare anche una rete leggera e ben fissata, posizionata sopra il terreno lasciando spazio sufficiente al fusto della pianta. È importante che la rete non presenti parti allentate nelle quali un animale possa rimanere impigliato.
Un’altra soluzione consiste nel collocare piccoli sostegni tra le piante in modo da rendere meno semplice l’atterraggio. Non servono strutture aggressive: spesso è sufficiente interrompere la superficie libera che il piccione considera adatta per posarsi.
Bisogna invece evitare rimedi improvvisati con fili poco visibili, elementi taglienti o materiali pericolosi.
Anche la disposizione dei vasi può fare la differenza. Fioriere molto vicine alla ringhiera possono creare un piano continuo particolarmente comodo. Spostarle leggermente verso l’interno può ridurre lo spazio disponibile per l’atterraggio.
Particolare attenzione va riservata alle piantine giovani, che possono essere spezzate facilmente. In questo caso una protezione temporanea con rete o piccoli archetti può risultare utile finché la vegetazione non diventa più robusta.
Conviene inoltre controllare regolarmente i sottovasi. Dopo l’irrigazione, l’acqua in eccesso dovrebbe essere eliminata per evitare ristagni e, allo stesso tempo, per non offrire ai piccioni un punto dove bere.
Ringhiere, davanzali e tende da sole: i punti da mettere in sicurezza
Ringhiere e davanzali sono probabilmente i luoghi preferiti dai piccioni perché permettono di osservare l’ambiente circostante mantenendo una posizione elevata.
Se il problema è frequente, una delle soluzioni più efficaci consiste nell’impedire fisicamente l’appoggio attraverso sistemi di dissuasione progettati appositamente.
Esistono, ad esempio, fili tesi, spirali e altri dispositivi che rendono difficile mantenere una posizione stabile sulla ringhiera. Devono essere installati correttamente e non devono avere parti pericolose o appuntite in grado di ferire gli animali.
Su terrazzi particolarmente esposti può essere valutata anche una rete di protezione, soprattutto quando i piccioni entrano regolarmente nello spazio. La rete deve essere tesa, ben ancorata e dimensionata correttamente, senza lasciare aperture o parti allentate.
I davanzali larghi possono essere resi meno comodi anche attraverso superfici inclinate, purché stabili e sicure.
Un discorso particolare riguarda le tende da sole. Quando rimangono chiuse per lunghi periodi, il cassonetto o la parte superiore della struttura può diventare un ottimo riparo.
È quindi utile controllare periodicamente questi punti e rimuovere subito rametti, foglie o altri materiali accumulati prima che lo spazio venga utilizzato con continuità.
Anche la zona sopra il motore della tenda, quando presente, dovrebbe essere osservata. Piccoli anfratti protetti rappresentano infatti luoghi particolarmente interessanti per gli uccelli.
I classici oggetti riflettenti possono avere un effetto iniziale, ma spesso i piccioni finiscono per abituarsi rapidamente. Nastri metallici, vecchi CD e sagome di rapaci possono quindi essere considerati soltanto strumenti temporanei, non soluzioni definitive.
Molto più efficace è combinare diversi accorgimenti: ridurre l’accesso, eliminare cibo e acqua e modificare i punti abituali di sosta.
Come evitare che sporchino mobili e arredi da esterno
Tavoli, sedie, cuscini e divanetti da esterno possono diventare rapidamente difficili da mantenere puliti quando i piccioni utilizzano regolarmente il balcone.
Il primo accorgimento consiste nel non lasciare gli arredi esposti inutilmente nei periodi in cui non vengono utilizzati. Una copertura lavabile e resistente all’acqua permette di proteggere soprattutto tavoli e sedute.
I cuscini dovrebbero essere riposti in contenitori chiusi o in un mobile da esterno. Oltre a proteggerli dagli escrementi, questo accorgimento li preserva anche da umidità, polvere e sporco.
Bisogna però evitare che le coperture creino nuove zone riparate nelle quali i piccioni possano infilarsi. Le protezioni devono quindi essere ben tese e fissate.
Se il problema interessa soprattutto un tavolo o un mobile collocato sotto una ringhiera superiore, può essere utile spostarlo in una zona meno esposta. Anche pochi centimetri possono fare la differenza quando gli escrementi cadono sempre dallo stesso punto.
Gli arredi dovrebbero inoltre essere mantenuti liberi da residui alimentari. Dopo aver mangiato all’aperto è importante eliminare subito briciole e avanzi, soprattutto se il balcone è già frequentato dai piccioni.
Lo stesso vale per barbecue, piccoli tavoli di servizio e superfici utilizzate per preparare il cibo.
Se sono presenti ciotole per cani o gatti, è preferibile non lasciarle permanentemente all’esterno, soprattutto quando contengono mangime.
