Quando si osserva un piccione che cammina dentro una fioriera o muove il terreno con il becco, non significa necessariamente che stia cercando di mangiare la pianta.
Molto spesso il comportamento dei piccioni in balcone è legato all’esplorazione. Un vaso contiene terra soffice, piccoli residui vegetali, semi, insetti e materiale organico, tutti elementi che possono attirare l’attenzione dell’animale.
Il terriccio appena lavorato può risultare ancora più interessante. Dopo un rinvaso o dopo aver aggiunto nuovo substrato, la superficie rimane morbida e facilmente smuovibile. Un piccione può quindi iniziare a becchettare semplicemente perché trova qualcosa di diverso rispetto alle superfici dure del balcone.
Anche la presenza di semi appena distribuiti può contribuire al problema. Nei vasi utilizzati per semine, aromatiche oppure piccoli ortaggi, alcuni semi possono rimanere vicini alla superficie ed essere individuati dagli uccelli.
In altri casi il vaso viene utilizzato più semplicemente come punto di sosta. Se il contenitore è grande, stabile e collocato in una zona tranquilla, il piccione può camminare sul terreno provocando buche e spostamenti senza avere un particolare interesse per la pianta.
Il problema diventa evidente soprattutto quando nel contenitore sono presenti radici superficiali o piantine molto giovani. Bastano pochi movimenti per scoprire una radice, piegare uno stelo o sollevare una piantina appena germogliata.
Non bisogna inoltre dimenticare che alcuni materiali presenti nel vaso possono attirare l’attenzione. Rametti, fili vegetali e parti secche possono essere manipolati dagli uccelli, soprattutto quando si trovano in un luogo facilmente raggiungibile.
Per questo motivo, quando il terriccio viene trovato ripetutamente smosso, conviene osservare non soltanto il vaso, ma anche l’ambiente circostante. Una ringhiera vicina, un davanzale o un muretto possono rappresentare il punto dal quale il piccione raggiunge comodamente la fioriera.
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Quali vasi e fioriere attirano di più
I più esposti sono generalmente i vasi grandi e larghi, perché offrono una superficie sufficientemente ampia sulla quale l’animale può atterrare o camminare.
Una fioriera lunga collocata direttamente sulla ringhiera può diventare particolarmente accessibile. Il piccione può prima posarsi sul parapetto e successivamente spostarsi nel contenitore con pochissimo sforzo.
Anche i vasi con molto spazio libero tra una pianta e l’altra possono essere più interessanti. Quando la vegetazione è fitta, infatti, l’atterraggio e il movimento diventano più difficili. Una grande superficie di terra completamente scoperta offre invece spazio sufficiente per muoversi.
I contenitori con piante appena messe a dimora meritano particolare attenzione. Dopo il trapianto, il terreno è generalmente soffice e intorno al fusto rimangono zone libere che possono essere facilmente raggiunte.
Una situazione simile si verifica nelle cassette utilizzate per coltivare insalate, prezzemolo, basilico e altre piante da seme. Durante le prime settimane, finché le piantine sono piccole, gran parte della superficie rimane scoperta.
Un vaso collocato in un angolo protetto, vicino a una parete o sotto una copertura, può essere utilizzato con maggiore tranquillità rispetto a un contenitore esposto al continuo passaggio delle persone.
Per capire quali vasi siano maggiormente a rischio può essere utile cercare alcuni segnali: terra sul pavimento, piccole impronte, depressioni nel substrato o germogli piegati. Se il problema compare sempre nello stesso contenitore, probabilmente la posizione è particolarmente favorevole.
Come proteggere il terriccio
Una delle soluzioni più semplici per allontanare i piccioni consiste nel ridurre la quantità di terriccio completamente scoperto.
La superficie del vaso può essere ricoperta con materiali che rendano più difficile beccare e spostare il substrato. Ciottoli abbastanza grandi, lapillo vulcanico di granulometria adeguata o altri materiali da pacciamatura possono creare una barriera fisica leggera.
La copertura non deve però trasformarsi in uno strato impermeabile. L’acqua delle annaffiature deve continuare a raggiungere facilmente il terreno e il substrato deve poter scambiare aria.
Anche lo spessore deve essere ragionevole. Non è necessario riempire il vaso di pietre: serve semplicemente creare una superficie più stabile e meno facile da scavare.
Nei contenitori in cui sono presenti piante particolarmente delicate può essere utilizzata una rete leggera.
La rete va sistemata sopra la superficie del terreno e fissata bene lungo il bordo, lasciando naturalmente lo spazio necessario intorno al fusto. Deve rimanere tesa e non devono formarsi anse o parti libere nelle quali un animale potrebbe impigliarsi.
Questa soluzione può essere particolarmente utile nei periodi immediatamente successivi alla semina o al trapianto.
Con la crescita della pianta, la protezione può essere adattata oppure rimossa quando la vegetazione stessa rende difficile l’accesso al terreno.
In alcuni casi può essere sufficiente modificare la posizione del vaso. Allontanare una fioriera dalla ringhiera utilizzata abitualmente come posatoio può rendere l’accesso molto meno immediato.
Quando possibile, conviene inoltre evitare di collocare contenitori larghi direttamente sotto i punti sui quali i piccioni si fermano più spesso.
Sono invece da evitare soluzioni improvvisate con fili allentati, elementi appuntiti o strutture instabili. La protezione deve ostacolare l’accesso al terreno senza creare rischi per gli uccelli e senza rendere difficili le normali operazioni di annaffiatura e manutenzione.
Come difendere piantine giovani
Le piantine appena nate rappresentano la fase più delicata. Un esemplare adulto può sopportare senza grandi conseguenze un piccolo movimento del terriccio. Un germoglio alto pochi centimetri, invece, può essere spezzato o sradicato con grande facilità.
Dopo una semina in vaso conviene quindi considerare una protezione temporanea fin dai primi giorni.
Una piccola struttura con archetti e rete leggera può impedire ai piccioni di raggiungere direttamente il substrato. La copertura deve essere abbastanza alta da non schiacciare le foglie e sufficientemente stabile da resistere al vento.
La stessa soluzione può essere utilizzata dopo aver trapiantato giovani piantine di ortaggi, aromatiche o fiori.
In questa fase bisogna controllare anche l’irrigazione. Un getto d’acqua troppo forte può già muovere il terreno intorno alle radici; se successivamente un piccione cammina nello stesso punto, il rischio di sradicamento aumenta.
È quindi preferibile bagnare delicatamente e controllare che il terreno rimanga ben assestato intorno alle piante.
Quando una piantina è stata inclinata ma il fusto non è spezzato, spesso è sufficiente riportare delicatamente il terreno vicino alle radici e ricompattarlo leggermente.
Se invece il piccione ha scoperto parte dell’apparato radicale, è importante ricoprirlo rapidamente con terriccio fresco e leggero, evitando di comprimere eccessivamente.
La presenza di molti contenitori vicini può essere sfruttata anche a favore delle piante. Raggruppando alcuni vasi in modo ragionato si può ridurre lo spazio libero disponibile per l’atterraggio.
Bisogna però evitare di creare angoli troppo chiusi e riparati che potrebbero trasformarsi in nuovi punti di sosta.
