Febbraio è il mese in cui il giardino sembra ancora immobile, ma per chi possiede.
La potatura invernale, eseguita poco prima della ripresa vegetativa, incide direttamente sulla salute della pianta, sulla qualità dei frutti e sull’equilibrio tra crescita e produzione.
Intervenire ora significa guidare lo sviluppo primaverile evitando problemi che potrebbero manifestarsi nei mesi successivi.
COSA SCOPRIRAI
Il momento giusto per intervenire
Il riposo vegetativo rappresenta una fase ideale per effettuare i tagli. In febbraio la linfa non è ancora in piena circolazione e la struttura dell’albero, priva di foglie, è ben visibile. Questa condizione permette di valutare con precisione la disposizione delle branche principali e dei rami secondari, facilitando decisioni più accurate.
È però essenziale scegliere giornate asciutte e con temperature non troppo rigide. Le gelate intense possono compromettere i tessuti appena tagliati, rallentando la cicatrizzazione e aumentando il rischio di danni strutturali.
Anche l’umidità elevata è un fattore da evitare, poiché favorisce l’ingresso di funghi e batteri attraverso le ferite da potatura.
Potare non significa solo accorciare
Potare non significa semplicemente accorciare la pianta, ma riequilibrarne le energie. Ogni albero tende naturalmente a sviluppare nuova vegetazione; se non viene controllato, produrrà molti rami ma meno frutti di qualità.
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Attraverso la potatura si riduce il numero di gemme e si indirizza la linfa verso quelle selezionate, favorendo una produzione più abbondante e omogenea.
Un altro aspetto centrale è la gestione della luce. Una chioma troppo fitta crea zone d’ombra interne dove i frutti maturano con difficoltà e l’umidità ristagna.
Eliminando i rami che crescono verso l’interno o che si incrociano tra loro migliorerai la circolazione dell’aria, riducendo l’insorgenza di malattie fungine e garantendo frutti più sani.
Osserva prima di tagliare
Prima di impugnare le cesoie è fondamentale dedicare tempo all’osservazione. La forma naturale dell’albero suggerisce quali interventi siano necessari. L’obiettivo è mantenere una struttura solida, con poche branche principali ben distribuite e un centro non eccessivamente congestionato.
Vanno rimossi innanzitutto i rami secchi, danneggiati dal vento o colpiti da patologie. Successivamente si interviene sui rami deboli o mal posizionati, privilegiando quelli orientati verso l’esterno.
Taglia appena sopra una gemma esterna per dirigere la crescita futura verso l’esterno della chioma, mantenendo una forma armoniosa.
Un principio fondamentale è la moderazione: non devi eliminare più di un terzo della chioma in una sola stagione. Tagli troppo drastici stimolano una crescita vegetativa eccessiva, con la produzione di numerosi succhioni vigorosi ma poco produttivi.
Tecnica corretta
La precisione del taglio è determinante per la salute della pianta. I tagli devono essere netti e leggermente inclinati, così da evitare ristagni d’acqua sulla superficie esposta.
I rami di diametro maggiore richiedono un seghetto da potatura, mentre per quelli più sottili sono sufficienti cesoie ben affilate.
La disinfezione degli strumenti è una pratica indispensabile, soprattutto quando si passa da una pianta all’altra. In questo modo si riduce il rischio di trasmissione di patogeni.
Alberi giovani e alberi adulti: esigenze diverse
La potatura assume un significato differente a seconda dell’età della pianta. Nei primi anni di vita l’obiettivo è formare l’impalcatura, scegliendo poche branche principali ben distanziate e robuste. Una struttura corretta garantirà stabilità e faciliterà le operazioni future.
Negli alberi adulti, invece, l’intervento è orientato alla produzione. Si eliminano i rami che hanno già fruttificato intensamente e si favorisce il rinnovo di quelli più giovani.
Con il passare del tempo può essere necessario un intervento di ringiovanimento graduale, utile a restituire vigore a piante trascurate o poco produttive.
