Come forzare la seconda fioritura della clivia in estate

La clivia può produrre una seconda fioritura nello stesso anno, ma non è un comportamento garantito. Questo risultato si osserva soprattutto negli esemplari adulti, ben radicati e capaci di accumulare riserve dopo il primo ciclo di fiori.

Una pianta giovane, appena divisa o sottoposta a continui rinvasi utilizza le proprie energie per foglie e radici. Anche una clivia sana può quindi fiorire una sola volta senza che ciò rappresenti un errore di coltivazione.

Per aumentare le probabilità di un nuovo stelo bisogna accompagnare la fase successiva alla prima fioritura, conservare il fogliame e rispettare un periodo più fresco. Forzature, siccità estrema e dosi elevate di fertilizzante producono più facilmente danni che boccioli.

Tagliare lo stelo vecchio

Quando l’infiorescenza è completamente appassita, lo stelo può essere reciso vicino alla base con forbici pulite. Questa operazione evita che la clivia continui a destinare risorse alla formazione delle bacche.

Se si desidera raccogliere semi, lo stelo deve invece rimanere sulla pianta, ma la maturazione dei frutti richiede molti mesi e consuma una parte importante delle riserve. In questo caso una seconda fioritura diventa meno probabile.

Non bisogna tirare lo stelo né strapparlo quando è ancora verde. Il taglio deve essere netto e non deve coinvolgere le foglie circostanti, che nascono molto vicine tra loro.

Dopo la rimozione si controlla il centro del ventaglio, senza versarvi acqua. Eventuali residui umidi tra le guaine possono favorire marciumi e compromettere il punto dal quale potrebbe emergere il nuovo asse fiorale.

Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!

Conservare le foglie

Le foglie della clivia funzionano come una riserva attiva. Dopo la fioritura continuano a produrre energia e permettono alla base carnosa di recuperare quanto utilizzato per sostenere i fiori.

Anche quando presentano punte secche, non devono essere tagliate completamente se la parte restante è verde. Si può rifinire soltanto il margine danneggiato, seguendo la forma naturale della lamina.

La pianta va mantenuta in una posizione molto luminosa ma protetta dal sole forte delle ore centrali. Una luce insufficiente produce foglie più lunghe e poco consistenti, mentre un’esposizione troppo intensa lascia aree scolorite.

Durante la bella stagione la clivia può trascorrere un periodo all’aperto in ombra chiara, al riparo da piogge continue. Il passaggio deve avvenire gradualmente, perché le foglie cresciute in casa sono sensibili alle bruciature.

Nutrire con moderazione

Dopo la prima fioritura si può iniziare una concimazione leggera, destinata a sostenere la crescita vegetativa e il recupero delle riserve. È adatto un prodotto equilibrato per piante fiorite, utilizzato secondo le indicazioni riportate sulla confezione.

Non serve scegliere una formula fortemente ricca di fosforo o potassio pensando che possa creare subito un secondo stelo. La clivia forma i boccioli soltanto quando possiede maturità e condizioni stagionali adatte.

Il fertilizzante va dato su terreno già umido e mai a una pianta con radici in difficoltà. Un accumulo di sali può provocare punte marroni, rallentamento e perdita di funzionalità radicale.

Le somministrazioni devono accompagnare soltanto il periodo di sviluppo. Quando la pianta comincia a rallentare, il nutrimento viene ridotto e poi sospeso, così da non mantenere una crescita continua nel momento in cui dovrebbe prepararsi al riposo.

Garantire il riposo

La formazione dei nuovi boccioli viene favorita da alcune settimane con temperature più fresche e annaffiature diradate. Questo intervallo segnala alla clivia il cambiamento di stagione e permette l’induzione fiorale.

Il riposo non significa lasciare la pianta al gelo o interrompere completamente l’acqua. Il terriccio va mantenuto quasi asciutto, intervenendo soltanto quando la zolla ha perso gran parte dell’umidità.

Un ambiente luminoso e non riscaldato è spesso più adatto di un soggiorno costantemente caldo. Le temperature devono restare miti e stabili, senza correnti fredde improvvise.

Anche il vaso contribuisce all’equilibrio. La clivia tollera bene un contenitore abbastanza aderente alle radici e non deve essere rinvasata soltanto per stimolare la fioritura. Un recipiente molto ampio la spinge a colonizzare il nuovo terriccio prima di investire nella produzione floreale.

Aspettare il nuovo stelo

Quando il periodo fresco termina e dal centro compare una punta spessa e arrotondata, può trattarsi di un nuovo stelo. A differenza di una foglia, presenta un profilo meno piatto e cresce tra le lamine interne.

In questa fase le annaffiature vanno aumentate gradualmente. Bagnare troppo presto e in abbondanza può mantenere fredda la zolla, mentre una siccità prolungata può rallentare l’allungamento dello stelo.

La posizione non dovrebbe essere cambiata continuamente. Spostamenti tra ambienti con temperature molto diverse possono bloccare lo sviluppo oppure lasciare l’infiorescenza compressa tra le foglie.

Se lo stelo rimane corto, non bisogna estrarlo con le mani. Si garantiscono tepore moderato, luce diffusa e umidità regolare, lasciando che completi autonomamente la crescita.

La seconda fioritura dipende quindi dalla capacità della clivia di ricostituire le riserve e percepire un vero passaggio stagionale. Foglie integre, riposo fresco e vaso stabile offrono le condizioni migliori, ma ogni esemplare conserva un proprio ritmo.

Se il nuovo stelo non compare, la pianta non va considerata improduttiva. Le cure applicate dopo la prima infiorescenza stanno comunque preparando il ciclo successivo e possono rendere più abbondante la fioritura dell’anno seguente.

Per valutare la risposta conviene segnare la data della prima fioritura e quella in cui iniziano il riposo e la ripresa. Questo semplice confronto aiuta a riconoscere il ritmo individuale della clivia e a non anticipare interventi che potrebbero interromperlo.


Photo Credits:

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.