Un falangio pieno di foglie può sembrare perfettamente sano e continuare a crescere senza produrre nemmeno un fiore. Eppure questa pianta è capace di sviluppare piccoli fiori bianchi lungo sottili steli che, successivamente, possono ospitare anche le caratteristiche piantine pendenti.
La fioritura non dipende semplicemente dall’acqua o dalla quantità di concime utilizzata. Perché compaiano gli steli è necessario che il falangio abbia raggiunto una certa maturità e si trovi in condizioni abbastanza favorevoli da poter destinare energia alla fioritura e alla riproduzione.
Non si tratta quindi di forzare la pianta. L’obiettivo è offrirle luce, acqua, spazio e nutrimento nelle giuste proporzioni, lasciandole percepire anche le normali variazioni ambientali che accompagnano il passare delle stagioni.
Quando il falangio è pronto
La prima cosa da considerare è l’età della pianta. Un falangio ancora giovane utilizza gran parte delle proprie energie per formare nuove foglie e sviluppare l’apparato radicale. Prima di produrre steli floreali deve crescere, diventare robusto e colonizzare bene il vaso.
Se la pianta deriva da una propagazione recente, possiede ancora pochi ciuffi oppure presenta un apparato radicale poco sviluppato, l’assenza di fiori non deve quindi preoccupare. In questa fase la priorità del falangio è semplicemente crescere e rafforzarsi.
Non esiste un prodotto in grado di trasformare immediatamente una pianta giovane in un esemplare pronto a fiorire. È necessario rispettare i suoi tempi naturali.
La situazione cambia quando il falangio è ormai adulto, presenta molte foglie, diversi ciuffi e radici ben sviluppate. A quel punto è possibile intervenire sulle condizioni di coltivazione per aumentare le possibilità che inizi a produrre i caratteristici steli.
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Prima di modificare qualsiasi abitudine, quindi, è utile osservare la pianta nel suo insieme. Se appare ancora piccola, la scelta migliore è continuare a coltivarla correttamente. Se invece è già vigorosa e ben formata, vale la pena controllare soprattutto la quantità di luce che riceve.
Più luce per fiorire
La luce è probabilmente uno degli aspetti più sottovalutati nella coltivazione del falangio. Questa pianta è famosa per la capacità di adattarsi anche ad ambienti non particolarmente luminosi, ma adattarsi non significa necessariamente trovarsi nelle condizioni ideali per fiorire.
Un falangio può infatti sopravvivere in una zona poco illuminata e continuare lentamente a produrre qualche foglia. Per sviluppare rapidamente nuova vegetazione, steli e fiori, però, ha bisogno di una quantità di energia maggiore.
Per favorire la fioritura è quindi importante sistemarlo in una posizione molto luminosa, preferibilmente vicino a una finestra dove possa ricevere molta luce diffusa durante la giornata.
Non è necessario esporlo per ore a un sole particolarmente intenso. Anzi, un falangio abituato da tempo a vivere all’interno o in una posizione ombreggiata potrebbe riportare bruciature sulle foglie se venisse trasferito improvvisamente sotto il sole forte.
La parola chiave è luminosità. Se la pianta si trova da mesi sopra una libreria distante dalla finestra e continua a produrre solamente foglie lunghe e piuttosto deboli, può essere utile avvicinarla gradualmente a una fonte di luce naturale abbondante.
Questo semplice cambiamento può incidere molto più di un aumento del fertilizzante. Una pianta con poca luce dispone infatti di meno energia e difficilmente investirà quella disponibile nella produzione di fiori.
Vaso e annaffiature
Un altro errore frequente consiste nel rinvasare troppo spesso il falangio. Quando si vedono le radici riempire il contenitore, può nascere immediatamente la tentazione di trasferire la pianta in un vaso molto più grande.
Il falangio, però, non ha bisogno di essere continuamente spostato in contenitori enormi. Quando le radici hanno colonizzato bene il vaso, la pianta può iniziare a destinare una parte maggiore delle proprie energie allo sviluppo di nuovi getti e steli.
Questo non significa lasciare le radici compresse per anni in un contenitore ormai insufficiente. Quando diventano talmente fitte da rendere difficile l’assorbimento dell’acqua oppure quando la pianta sembra quasi sollevarsi dal vaso, il rinvaso diventa necessario.
In quel momento è preferibile scegliere un contenitore solo leggermente più grande rispetto al precedente. Un vaso molto sovradimensionato contiene una maggiore quantità di terriccio, che tende a rimanere umido più a lungo e può aumentare il rischio di ristagni.
La stessa attenzione serve con le annaffiature. Il falangio non dovrebbe essere mantenuto costantemente in un terreno completamente bagnato.
Prima di annaffiare è utile controllare il substrato. Se la superficie risulta ancora chiaramente umida, conviene aspettare. Quando invece i primi centimetri iniziano ad asciugarsi, si può bagnare bene l’intera zolla.
L’acqua dovrebbe attraversare uniformemente il terreno e fuoriuscire dai fori di drenaggio presenti sul fondo del vaso. Quella eventualmente rimasta nel sottovaso deve essere eliminata.
Un terreno costantemente saturo può provocare sofferenza alle radici. E una pianta impegnata a gestire un problema radicale difficilmente utilizzerà le proprie energie per produrre una buona fioritura.
Allo stesso tempo, non è utile lasciare il falangio continuamente al limite della disidratazione. L’obiettivo è mantenere una certa regolarità nelle annaffiature: bagnare bene, permettere al terreno di iniziare ad asciugarsi e poi annaffiare nuovamente.
Segnali stagionali e concime
Far credere al falangio che sia arrivato il momento giusto non significa naturalmente ingannare la pianta. Significa piuttosto permetterle di percepire alcuni segnali ambientali simili a quelli che accompagnano normalmente il passaggio delle stagioni.
Le piante non conoscono il calendario, ma reagiscono alla quantità di luce disponibile, alla durata delle giornate e alle variazioni della temperatura.
Un falangio sistemato vicino a una finestra luminosa percepisce molto meglio questi cambiamenti rispetto a una pianta mantenuta tutto l’anno in un angolo buio, dove le condizioni rimangono quasi sempre identiche.
Una buona luminosità, insieme alle naturali variazioni della luce nel corso dell’anno, può contribuire a creare le condizioni adatte al passaggio dalla semplice crescita vegetativa alla produzione degli steli.
Anche temperature domestiche non eccessivamente elevate possono accompagnare una crescita più equilibrata. Questo non significa esporre la pianta al gelo o provocare forti sbalzi termici. Il falangio deve continuare a trovarsi in condizioni stabili e adatte alla sua crescita.
Un altro errore consiste nel cercare di compensare l’assenza di fiori aumentando improvvisamente il concime.
Durante il periodo di crescita è possibile utilizzare un normale fertilizzante per piante verdi o da appartamento, rispettando sempre le dosi indicate. Aumentare le quantità non garantisce però una maggiore fioritura.
Un eccesso di fertilizzante, soprattutto se ricco di azoto, può favorire soprattutto lo sviluppo di nuove foglie. Il risultato potrebbe essere un falangio molto grande e verde, ma ancora privo di steli floreali.
Il fertilizzante deve quindi sostenere una pianta che si trova già nelle condizioni corrette. Non può sostituire la luce e non risolve problemi causati da radici sofferenti o annaffiature sbagliate.
Prima di pensare al nutrimento è meglio verificare posizione, luminosità, acqua e salute delle radici. Soltanto dopo il concime può diventare un supporto alla normale crescita.
Dai fiori ai baby falangi
Quando il falangio inizia finalmente a produrre uno stelo, la differenza rispetto alle normali foglie può non essere immediatamente evidente.
Dal centro della pianta compare uno stelo sottile che progressivamente si allunga. All’inizio può essere scambiato per una nuova foglia, ma con la crescita assume un aspetto sempre più riconoscibile.
Su questo stelo possono comparire i piccoli fiori bianchi del falangio. Non sono grandi o appariscenti, ma rappresentano uno dei segnali più interessanti di una pianta adulta che si trova in buone condizioni.
La fase successiva è quella che rende il falangio particolarmente caratteristico. Sugli stessi steli possono svilupparsi le piccole piantine che pendono dalla pianta madre e creano il tipico effetto a cascata.
Quando compaiono questi giovani falangi non è necessario tagliarli immediatamente. Possono essere lasciati crescere mentre sono ancora collegati alla pianta madre, aspettando la comparsa delle prime piccole radici alla base.
Quando sono sufficientemente sviluppati, lo stelo può essere reciso e la nuova piantina sistemata in un piccolo vaso con terriccio.
Esiste anche un secondo sistema molto semplice. La giovane pianta può essere appoggiata sul terriccio di un altro vaso mentre rimane ancora collegata alla madre. Una volta formate radici proprie, può essere separata.
In questo modo un solo falangio adulto può dare origine, nel tempo, a numerose nuove piante.
Per aumentare le possibilità di arrivare a questa fase, bisogna quindi partire da un esemplare adulto, fornire molta luce indiretta, evitare rinvasi continui in vasi troppo grandi, mantenere annaffiature regolari e utilizzare il fertilizzante senza eccessi.
Non esiste un comando che obblighi il falangio a fiorire. Si possono però creare tutte quelle condizioni che gli permettono di essere abbastanza forte e di ricevere i segnali giusti per produrre gli steli. Quando dal centro della pianta compare finalmente quel sottile getto diverso dalle normali foglie, conviene lasciarlo crescere: potrebbe essere l’inizio dei primi fiorellini e, poco dopo, anche di nuovi baby falangi.
