I piccoli falangi che compaiono all’estremità dei lunghi steli non sono germogli casuali. Sono il modo con cui la pianta può riprodursi vegetativamente e colonizzare nuovi spazi.
Prima di produrre questi getti, però, il falangio tende a investire energia nella propria crescita. Una pianta ancora giovane, appena rinvasata oppure con poche radici generalmente dedica le proprie risorse alla formazione di foglie e apparato radicale. Per questo motivo non è insolito vedere un nastrino bello e vigoroso che, almeno per qualche tempo, non produce alcun figlioletto.
La situazione cambia quando la pianta raggiunge una certa maturità. Dal centro della vegetazione iniziano allora a comparire lunghi steli sottili e arcuati. Su questi possono svilupparsi piccoli fiori bianchi e successivamente le piantine figlie.
Una condizione particolarmente favorevole è quella di un falangio ben sviluppato, con molte foglie, radici sane e un vaso non eccessivamente grande. Questa specie, infatti, sembra produrre stoloni con maggiore facilità quando l’apparato radicale occupa buona parte dello spazio disponibile.
Ciò non significa che le radici debbano essere lasciate soffocare per anni in un contenitore minuscolo. Significa semplicemente che un vaso leggermente contenuto può essere più favorevole alla produzione dei figlioletti rispetto a un contenitore sproporzionatamente grande.
Un errore comune consiste proprio nel rinvasare il falangio molto frequentemente scegliendo ogni volta vasi molto più ampi. Dopo il rinvaso, la pianta può concentrare per mesi buona parte delle proprie energie nella colonizzazione del nuovo terriccio, producendo tante radici e meno stoloni.
Luce, acqua e concime per stimolare nuovi getti
Tra tutti i fattori che influenzano la produzione dei figlioletti, la luce è probabilmente uno dei più importanti.
Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!
Il falangio viene spesso descritto come una pianta capace di vivere anche in zone poco luminose. È vero che può sopravvivere e mantenersi discreto anche con poca luce, ma sopravvivere non significa necessariamente crescere nelle condizioni migliori.
Per ottenere una pianta folta e soprattutto favorire la formazione di numerosi stoloni è preferibile sistemarla in una posizione con molta luce indiretta. Una stanza luminosa, vicino a una finestra ma senza sole molto intenso nelle ore centrali della giornata, rappresenta generalmente una buona posizione.
Con poca luce il nastrino tende a rallentare la crescita e può produrre meno figlioletti. Anche le varietà con foglie variegate possono perdere parte della brillantezza delle striature quando vengono tenute in ambienti troppo bui.
Qualche ora di sole delicato, soprattutto al mattino presto o nel tardo pomeriggio, può essere ben tollerata. È invece preferibile fare attenzione al sole estivo molto forte dietro un vetro, che può provocare scolorimenti e bruciature sulle foglie.
Anche l’acqua deve essere gestita con equilibrio. Durante il periodo di crescita, il terriccio può essere mantenuto leggermente umido, evitando però che rimanga costantemente impregnato.
Una buona regola consiste nell’aspettare che i primi centimetri di terreno inizino ad asciugarsi prima di effettuare una nuova irrigazione. Un falangio lasciato completamente secco per lunghi periodi può rallentare la crescita, mentre un terreno sempre bagnato aumenta il rischio di marciume radicale.
Per produrre molti stoloni serve inoltre una pianta nutrita correttamente. Durante la primavera e l’estate può essere utile utilizzare un concime equilibrato per piante verdi, somministrato con moderazione.
Non è necessario esagerare. Troppo fertilizzante, soprattutto se ricco di azoto, può favorire una crescita abbondante delle foglie senza necessariamente aumentare nella stessa misura la produzione dei figlioletti.
Meglio quindi una nutrizione regolare ma delicata. Un concime liquido diluito, utilizzato durante la stagione vegetativa secondo le indicazioni del prodotto, è generalmente sufficiente per sostenere la crescita senza accumulare troppi sali nel substrato.
Il terriccio ideale dovrebbe inoltre essere soffice e drenante. Un buon substrato per piante verdi alleggerito con materiale drenante permette alle radici di ricevere acqua ma anche ossigeno, condizione fondamentale per mantenere una pianta vigorosa.
Favorire stoloni più ricchi
Uno degli aspetti più interessanti nella coltivazione del falangio riguarda proprio il rapporto tra dimensione del vaso e produzione di stoloni.
Quando il nastrino viene coltivato in un vaso molto grande rispetto al suo apparato radicale, tende spesso a dedicare buona parte della crescita allo sviluppo delle radici. Quando invece le radici hanno già occupato buona parte del contenitore, una pianta adulta può essere maggiormente predisposta a produrre gli steli che porteranno i figlioletti.
Per questo motivo non è sempre conveniente rinvasare immediatamente appena si vede qualche radice vicino ai fori di drenaggio.
Se la pianta appare sana, beve regolarmente, continua a produrre nuove foglie e il terriccio non presenta problemi, può rimanere per un certo periodo in un vaso relativamente aderente all’apparato radicale.
Il rinvaso diventa invece necessario quando le radici sono estremamente compattate, il substrato è quasi scomparso, l’acqua attraversa il vaso senza riuscire a bagnare correttamente la zolla oppure la crescita inizia a peggiorare.
Anche in quel caso è preferibile scegliere un contenitore solo leggermente più grande, evitando il passaggio improvviso a un vaso enorme.
Un secondo accorgimento consiste nel lasciare gli stoloni sulla pianta abbastanza a lungo. Un falangio adulto può produrre nuovi piccoli ciuffi lungo gli steli per diverse settimane. Eliminare continuamente gli steli appena compaiono significa naturalmente ridurre la possibilità di ottenere nuove piantine.
Bisogna inoltre distinguere tra manutenzione utile e potature eccessive. Le foglie completamente secche possono essere eliminate, ma una pianta destinata alla moltiplicazione dovrebbe conservare una buona quantità di foglie sane, perché sono proprio queste a produrre attraverso la fotosintesi l’energia necessaria alla crescita.
La produzione dei figlioletti tende inoltre ad aumentare durante i mesi con giornate più lunghe e temperature miti. Primavera ed estate sono generalmente i periodi nei quali il falangio cresce più rapidamente e sviluppa più facilmente nuovi stoloni.
Se invece in inverno la pianta rallenta e non produce nuovi getti, non è necessariamente presente un problema. Con meno luce e temperature inferiori il metabolismo rallenta naturalmente. Cercare di compensare aumentando concime e acqua può avere l’effetto opposto e indebolire le radici.
Quando staccare i figlioletti
Uno dei vantaggi del nastrino è che permette di capire abbastanza facilmente quando una piantina è pronta per essere separata.
All’inizio il figlioletto appare come un piccolo ciuffo di foglie attaccato allo stolone. Con il tempo diventa più grande e, osservandone attentamente la base, iniziano spesso a comparire piccoli abbozzi radicali chiari.
Non serve aspettare che raggiunga dimensioni enormi. Una piantina con diverse foglie ben formate e una base sviluppata possiede generalmente già buone possibilità di radicare.
Per ottenere però una moltiplicazione ancora più sicura, può essere utile attendere che siano visibili alcune piccole radici.
A quel punto è possibile recidere lo stolone che collega la piantina alla madre utilizzando forbici pulite. Il piccolo falangio può essere sistemato direttamente nel terriccio oppure fatto radicare temporaneamente in acqua.
Esiste anche una tecnica particolarmente efficace che permette di ridurre quasi completamente lo stress della separazione. Il figlioletto può essere appoggiato sul terriccio di un piccolo vaso mentre è ancora collegato alla pianta madre.
La base della piantina viene mantenuta a contatto con il substrato, senza interrarla troppo. Nel giro di qualche tempo iniziano a svilupparsi radici autonome. Solo dopo che la piantina ha attecchito si taglia lo stolone.
Con questo sistema il piccolo nastrino continua a ricevere acqua e sostanze dalla pianta madre mentre costruisce contemporaneamente il proprio apparato radicale.
È un metodo molto utile soprattutto quando si desidera moltiplicare un esemplare particolarmente bello senza rischiare di perdere le giovani piantine.
