Avere una Phalaenopsis in casa significa spesso innamorarsi prima di tutto dei suoi fiori. Sono eleganti, durano a lungo e riescono a trasformare anche un angolo semplice in un punto molto decorativo. Quando però la fioritura termina, può nascere il dubbio che la pianta non stia più bene.
In realtà la caduta dei fiori non indica necessariamente un problema. Anche l’Orchidea Phalaenopsis attraversa fasi diverse: ci sono periodi dedicati alla fioritura e altri in cui concentra le energie sulla crescita di nuove foglie e nuove radici.
Per mantenerla bella nel tempo non servono procedimenti complicati. Sono soprattutto alcune attenzioni quotidiane a fare la differenza: luce corretta, acqua al momento giusto, radici in un substrato adatto, temperatura abbastanza stabile e un nutrimento equilibrato senza forzare i tempi naturali della pianta.
La luce giusta
La prima attenzione riguarda la luce naturale. La Phalaenopsis ama vivere in ambienti luminosi e la quantità di luce ricevuta può influenzare sia la crescita sia la capacità di produrre nuovi fiori.
Anche in casa è quindi preferibile una posizione luminosa ma non eccessivamente aggressiva. Una finestra esposta a est può offrire una buona luce durante la mattina. Anche un’esposizione a ovest può essere adatta, facendo attenzione al sole più intenso. Davanti a una finestra esposta a sud, soprattutto in estate, può essere utile una tenda leggera per filtrare i raggi più forti.
Se la pianta produce foglie sane ma non fiorisce da molto tempo, una delle possibili cause può essere una luminosità insufficiente. Non è però l’unica spiegazione possibile. Conviene quindi osservare l’intera pianta ed evitare soprattutto gli angoli molto bui e lontani dalle finestre.
Acqua al momento giusto
Gli errori nelle annaffiature sono tra i problemi più frequenti nella coltivazione domestica della Phalaenopsis. Non è corretto pensare che abbia sempre bisogno di pochissima acqua, ma è altrettanto sbagliato mantenerla continuamente bagnata. La soluzione sta nell’osservare radici e substrato.
Nei vasi trasparenti le radici possono essere controllate facilmente. Quando sono bagnate tendono ad assumere un colore verde, mentre asciugandosi possono apparire più argentate. Il colore, però, non deve essere l’unico riferimento: bisogna valutare anche l’umidità del materiale in cui la pianta cresce.
Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!
Quando il substrato è quasi asciutto si può procedere con l’annaffiatura, lasciando poi scolare completamente l’acqua in eccesso. Il vaso non dovrebbe restare immerso nell’acqua per lunghi periodi.
È importante anche evitare accumuli d’acqua al centro delle foglie, perché questa condizione può favorire problemi di marciume. L’annaffiatura al mattino permette a eventuali gocce rimaste sulla pianta di asciugarsi più facilmente.
Non serve seguire un calendario rigido: in estate il substrato può asciugarsi più rapidamente, mentre in inverno può mantenere l’umidità più a lungo.
Radici e substrato
Le radici sono una parte fondamentale della Phalaenopsis e non devono essere considerate secondarie rispetto a foglie e fiori.
In natura questa orchidea è epifita, cioè cresce appoggiandosi ad altre piante senza comportarsi da parassita. Le sue radici sono quindi adattate a ricevere aria e umidità.
Proprio per questo non è indicato il comune terriccio universale utilizzato per molte piante da appartamento. Un materiale troppo compatto può trattenere troppa acqua e ridurre la circolazione dell’aria.
La Phalaenopsis viene generalmente coltivata in un substrato specifico per orchidee, spesso composto soprattutto da pezzi di corteccia, il cosiddetto bark. Gli spazi tra i diversi frammenti permettono alle radici di respirare e favoriscono il deflusso dell’acqua in eccesso.
Anche le radici aeree che escono dal vaso sono normali. Se sono sane non vanno tagliate soltanto perché sembrano disordinate.
Con il tempo il bark può degradarsi e diventare più compatto. Quando necessario si può quindi valutare il rinvaso, generalmente dopo la fioritura, utilizzando sempre un materiale adatto.
Temperatura stabile
La Phalaenopsis ama un clima mite e le normali temperature domestiche sono spesso adatte alla sua coltivazione.
Durante il giorno condizioni intorno ai 20-25 gradi possono essere favorevoli. Di notte la temperatura può essere leggermente più bassa, ma la pianta va protetta dal freddo eccessivo.
In autunno e inverno bisogna fare attenzione soprattutto alle finestre aperte frequentemente, perché improvvise correnti d’aria fredda possono creare condizioni poco favorevoli, in particolare quando sono già presenti dei boccioli.
Anche la vicinanza a un termosifone acceso è poco indicata. L’aria calda e secca che sale dal radiatore non rappresenta una buona condizione per la pianta.
Una certa umidità ambientale può essere apprezzata, ma non è necessario spruzzare continuamente acqua sulle foglie. È più importante evitare fonti di calore diretto e mantenere una normale circolazione dell’aria.
In molte Phalaenopsis, inoltre, un periodo con temperature notturne leggermente più fresche può favorire la formazione di un nuovo stelo floreale, senza però esporre la pianta a freddo intenso o sbalzi improvvisi.
Nutrimento e pazienza
La quinta attenzione riguarda il nutrimento, ma soprattutto il rispetto dei tempi naturali dell’orchidea.
Quando la fioritura termina, la pianta può dedicarsi alla crescita di nuove foglie e nuove radici. Queste parti sono fondamentali anche per preparare le future fioriture.
Durante i periodi di crescita attiva si può utilizzare un fertilizzante specifico per orchidee, rispettando sempre le indicazioni riportate sulla confezione. Una concimazione leggera e regolare può essere utile, mentre quantità eccessive non fanno comparire più velocemente nuovi fiori e possono danneggiare le radici.
Quando la crescita rallenta, soprattutto se la pianta riceve meno luce, si può ridurre la frequenza delle concimazioni.
Anche lo stelo floreale va osservato dopo la caduta degli ultimi fiori. Se rimane verde e sano, in alcune Phalaenopsis può produrre una nuova ramificazione. Se invece diventa completamente secco, può essere tagliato con forbici pulite.
Infine, se sulle foglie si accumula polvere, è sufficiente passarle delicatamente con un panno morbido appena inumidito, senza utilizzare prodotti lucidanti.
Una Phalaenopsis con foglie vigorose e radici sane può quindi essere una pianta in buone condizioni anche senza fiori. La fioritura è soltanto una delle sue fasi: osservare la crescita complessiva permette di capire molto meglio come sta davvero l’orchidea.
