Il Pothos è una pianta che cresce continuamente producendo lunghi tralci ricoperti di foglie. Con il passare dei mesi questi rami possono diventare molto lunghi, soprattutto se la pianta viene coltivata su una mensola oppure in un vaso sospeso. Sebbene questo sviluppo sia del tutto naturale, non sempre porta a una vegetazione folta e compatta.
Può capitare, infatti, che il Pothos concentri la crescita soprattutto sulle estremità dei tralci, lasciando la parte vicina al vaso meno ricca di foglie. In altri casi alcuni rami diventano molto più lunghi degli altri, facendo perdere alla pianta un aspetto equilibrato.
Una semplice potatura permette di correggere questa situazione. Se eseguita nel momento giusto e con pochi accorgimenti, stimola la produzione di nuovi getti e aiuta il Pothos a diventare più fitto e ordinato.
Quando intervenire
Il Pothos può essere potato in diversi periodi dell’anno, ma i risultati migliori si ottengono durante la fase di crescita, quando la pianta produce naturalmente nuove foglie e nuovi tralci.
Non è necessario aspettare che i rami diventino eccessivamente lunghi. Se si nota che alcuni tralci hanno iniziato a superare gli altri oppure che la vegetazione è diventata poco uniforme, si può intervenire con una leggera potatura.
Vale la pena osservare anche la base della pianta. Se il vaso appare poco folto e gran parte delle foglie si concentra soltanto sulle estremità dei rami, una spuntatura può favorire la nascita di nuovi germogli più vicini al punto di partenza.
Dove effettuare il taglio
Per ottenere una buona risposta dalla pianta è importante scegliere il punto giusto.
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Ogni ramo presenta diversi nodi, cioè i punti da cui nascono foglie e radici aeree. Il taglio dovrebbe essere eseguito poco sopra uno di questi nodi, utilizzando una forbice ben affilata e pulita.
Dopo la potatura il nodo rimasto sulla pianta può dare origine a uno o più nuovi getti, rendendo il Pothos progressivamente più compatto.
Prima di iniziare conviene osservare l’intero cespuglio e decidere quali rami accorciare, evitando di intervenire in modo casuale.
Non serve accorciare tutto
Uno degli errori più comuni consiste nel tagliare tutti i tralci alla stessa altezza.
Nella maggior parte dei casi è sufficiente intervenire soltanto sui rami più lunghi o su quelli che hanno perso parte delle foglie nella zona inferiore.
Lasciare alcuni tralci più lunghi e altri leggermente più corti permette alla pianta di mantenere un aspetto più naturale e armonioso.
Anche una semplice spuntatura di pochi centimetri può essere sufficiente per stimolare la crescita senza modificare completamente la forma del Pothos.
Le talee non si buttano
I rami eliminati durante la potatura possono diventare nuove piante.
Ogni porzione di fusto che contiene almeno un nodo può essere utilizzata per preparare una talea. È possibile farla radicare in acqua oppure inserirla direttamente in un terriccio leggero e ben drenante.
Quando le nuove radici si saranno sviluppate, le talee potranno essere coltivate in un vaso separato oppure ripiantate insieme alla pianta madre.
Quest’ultima soluzione viene scelta molto spesso perché permette di infoltire rapidamente il vaso, riempiendo gli spazi lasciati vuoti tra i tralci più vecchi.
Cosa fare dopo la potatura
Dopo il taglio non sono necessari interventi particolari.
Il Pothos dovrebbe rimanere nella sua posizione abituale, ricevendo molta luce indiretta e irrigazioni regolari, lasciando asciugare i primi centimetri di terriccio tra una bagnatura e l’altra.
Nelle settimane successive inizieranno a comparire nuovi germogli in prossimità dei nodi che sono rimasti sul ramo. La velocità con cui questo avviene dipende dalla stagione, dalla quantità di luce disponibile e dalle condizioni generali della pianta.
Ripetere una leggera potatura quando i tralci diventano troppo lunghi permette di mantenere il Pothos sempre folto, compatto e ricco di vegetazione. Con pochi tagli mirati e un po’ di pazienza, la pianta sviluppa nuovi getti che rendono il fogliame ancora più fitto e decorativo.
