La sansevieria, conosciuta anche come lingua di suocera, è una delle piante da appartamento più resistenti e più amate. Oggi molte specie un tempo classificate come Sansevieria sono ricondotte al genere Dracaena, come nel caso della Dracaena trifasciata, ma nel linguaggio comune il vecchio nome resta ancora molto usato.
La sua fioritura non è frequente in casa, ma può capitare quando la pianta è matura, ben radicata e coltivata in condizioni stabili. Il fiore della sansevieria compare di solito su uno stelo sottile, con piccoli fiori chiari, bianco-verdastri o crema, spesso profumati soprattutto nelle ore serali.
Quando si vuole stimolare la prima fioritura della sansevieria, il concime può aiutare, ma non deve essere considerato l’unico fattore. Questa pianta non fiorisce perché viene nutrita molto, ma perché trova un equilibrio tra luce, radici sane, irrigazioni corrette e crescita lenta ma costante.
Il punto fondamentale è evitare gli eccessi. La sansevieria è una pianta succulenta, accumula riserve nelle foglie carnose e non ha bisogno di concimazioni abbondanti. Un nutrimento sbagliato può far crescere foglie più tenere e deboli, senza avvicinare davvero la pianta alla fioritura.
Prima di concimare
Prima di usare un concime, bisogna osservare lo stato generale della pianta. Una sansevieria giovane, appena comprata o appena rinvasata difficilmente fiorisce subito. La fioritura compare più spesso su piante adulte, con un apparato radicale ben sviluppato e una buona stabilità nel vaso.
La pianta deve avere foglie sode, dritte e ben colorate. Se le foglie sono molli, piegate, macchiate o marce alla base, non è il momento giusto per concimare. In questi casi bisogna prima controllare acqua, terreno e radici, perché una pianta in difficoltà non riesce a usare bene il nutrimento.
Anche il vaso racconta molto. Una sansevieria leggermente stretta nel suo contenitore può essere più incline a fiorire rispetto a una pianta appena sistemata in un vaso molto grande. Non significa che debba stare soffocata, ma che un vaso troppo ampio può favorire umidità e crescita radicale a scapito della stabilità.
Prima della concimazione va controllato anche il substrato. La sansevieria ha bisogno di un terreno molto drenante, simile a quello usato per succulente e cactus. Se il terriccio è pesante, compatto o resta umido per troppi giorni, il concime non risolve il problema e può aumentare il rischio di marciume.
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Un altro aspetto da valutare è la luce. Una sansevieria tenuta in un angolo buio può sopravvivere anche a lungo, ma difficilmente avrà energia sufficiente per produrre uno stelo floreale. Prima di pensare al fertilizzante, quindi, bisogna verificare che riceva luce abbondante e indiretta.
Concime giusto
Il concime più adatto per la sansevieria deve essere leggero e non troppo ricco di azoto. L’azoto favorisce la crescita delle foglie, ma se è eccessivo può spingere una vegetazione tenera, poco compatta e meno adatta alla fioritura. Per questo non conviene usare concimi molto forti per piante verdi.
Una buona scelta è un concime per piante succulente, dato a dosi moderate. In alternativa, si può usare un concime per piante verdi ben diluito, riducendo la dose rispetto a quella indicata sulla confezione. La sansevieria risponde meglio a un nutrimento leggero che a una concimazione abbondante.
Per sostenere la possibile fioritura, è utile un concime equilibrato, con una presenza non eccessiva di azoto e un buon apporto di potassio. Il potassio aiuta la pianta a mantenere tessuti più robusti e può sostenere la fase di emissione dello stelo floreale quando la sansevieria è già pronta.
Non bisogna però cercare un concime miracoloso. La sansevieria non fiorisce a comando. Il concime serve a mantenere la pianta nutrita durante la fase di crescita, ma la comparsa del fiore dipende soprattutto dalla maturità della pianta e dalle condizioni di coltivazione.
Il concime liquido è comodo perché si distribuisce con l’acqua di irrigazione. Va sempre diluito bene e usato su terreno già leggermente umido, mai su radici completamente asciutte. Concimare una sansevieria in un substrato secco può creare un accumulo di sali e danneggiare le radici.
Sono da evitare le concimazioni troppo ravvicinate. Una sansevieria non consuma nutrienti come una pianta fiorita stagionale. Meglio nutrire poco e bene, rispettando la sua crescita lenta e la sua natura resistente.
Quando concimare
Il periodo migliore per concimare la sansevieria è la fase di crescita attiva, cioè dalla primavera all’estate. In questi mesi la pianta riceve più luce, le temperature sono più favorevoli e le radici lavorano meglio. Una concimazione leggera in questo periodo può sostenere la crescita e preparare la pianta a una possibile fioritura.
In genere può bastare concimare ogni 4-6 settimane durante la bella stagione, sempre con dosi ridotte. Se la pianta è in una posizione molto luminosa e mostra nuova crescita, può usare meglio il nutrimento. Se invece resta in una zona poco luminosa, anche in estate conviene essere più prudenti.
In autunno e inverno la concimazione va sospesa o ridotta molto. Con meno luce e temperature più basse, la sansevieria rallenta. Continuare a concimare quando la pianta non sta crescendo può causare accumulo di sali nel terreno e creare più problemi che benefici.
Non bisogna concimare subito dopo un rinvaso. Se la pianta è stata appena spostata in un nuovo contenitore, è meglio lasciarla adattare. Le radici devono stabilizzarsi nel substrato nuovo prima di ricevere fertilizzante. Di solito conviene aspettare alcune settimane, soprattutto se sono state eliminate radici rovinate.
Anche dopo un periodo di eccesso d’acqua o marciume, il concime va evitato. Prima la pianta deve tornare stabile, con foglie sode e radici sane. Solo dopo si può riprendere una concimazione molto leggera.
La regola più sicura è osservare la pianta. Se la sansevieria produce nuove foglie, mantiene un colore sano e cresce lentamente ma bene, può essere nutrita. Se invece è ferma, debole o con foglie molli, bisogna correggere prima la coltivazione.
Luce e radici
Per stimolare la prima fioritura, la luce è spesso più importante del concime. La sansevieria tollera zone poco luminose, ma la tolleranza non va confusa con la condizione ideale. Per fiorire ha bisogno di molta luce indiretta, meglio se vicino a una finestra luminosa ma senza sole forte nelle ore centrali.
Una posizione troppo buia mantiene la pianta viva, ma rallenta molto il metabolismo. In queste condizioni il concime può far poco. La pianta deve avere energia sufficiente per accumulare riserve e, solo quando è matura, produrre lo stelo floreale.
Anche qualche ora di sole delicato può essere utile, soprattutto al mattino o nel tardo pomeriggio. Va evitato invece il sole diretto improvviso sulle piante abituate all’ombra, perché le foglie possono macchiarsi o scottarsi. Ogni cambio di posizione deve essere graduale.
Le radici devono essere sane e asciutte tra un’annaffiatura e l’altra. La sansevieria teme più l’acqua in eccesso che la siccità breve. Se il terreno resta bagnato troppo a lungo, le radici perdono ossigeno, marciscono e la pianta smette di crescere bene.
Per questo il vaso deve avere fori di drenaggio liberi e il sottovaso non deve rimanere pieno. Il substrato ideale deve asciugarsi abbastanza rapidamente, lasciando respirare l’apparato radicale. Una pianta con radici sane può usare meglio il concime e accumulare più riserve.
