Il Cactus di Natale è conosciuto soprattutto per la sua fioritura tra autunno e inverno, quando le estremità dei segmenti si riempiono di boccioli e poi di fiori molto appariscenti. Quello che sorprende è che, in alcune condizioni, la pianta può riuscire a fiorire una seconda volta nello stesso anno.
Non succede necessariamente a tutti gli esemplari e non va considerato un obiettivo da raggiungere a ogni costo. Alcune Schlumbergera producono soltanto la fioritura principale, mentre altre, soprattutto se mature e coltivate in condizioni favorevoli, possono preparare una nuova ondata di boccioli.
La rifioritura dipende soprattutto da luce, durata del buio, temperatura e stato generale della pianta. Concime e acqua possono accompagnare una pianta sana, ma non funzionano come un interruttore capace di far comparire nuovi fiori.
Quando può rifiorire
La seconda fioritura può comparire dopo che quella principale si è conclusa e la pianta ha attraversato un periodo di relativa stabilità.
In alcuni casi, dopo aver perso gli ultimi fiori, il Cactus di Natale riprende lentamente a vegetare e successivamente può formare nuovi boccioli alle estremità dei segmenti.
Non esiste però una data precisa valida per tutti. Una pianta coltivata in una stanza fresca e luminosa può comportarsi diversamente da un esemplare tenuto in un ambiente molto caldo. Anche l’età fa la differenza: una Schlumbergera adulta, ben ramificata e con molti segmenti terminali dispone semplicemente di più punti dai quali possono nascere nuove infiorescenze.
È importante anche non confondere una vera seconda fioritura con una fioritura principale molto lunga. I boccioli non si aprono tutti contemporaneamente e una stessa pianta può continuare a produrre fiori per parecchie settimane.
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Quando invece, dopo una pausa evidente, compaiono nuovi piccoli boccioli sulle estremità, si può parlare davvero di nuova fase di fioritura.
Il ruolo di luce e buio
Il Cactus di Natale reagisce molto alla durata del giorno e della notte. Per la formazione dei boccioli conta il normale alternarsi tra ore di luce e ore di buio, soprattutto quando le notti diventano più lunghe. È proprio questo uno dei motivi per cui la pianta tende a preparare la fioritura nel periodo più fresco dell’anno.
Una posizione molto luminosa durante il giorno è utile, ma non significa che la pianta debba rimanere illuminata artificialmente fino a tarda notte.
Una stanza dove le luci restano accese per molte ore serali può modificare il ritmo naturale percepito dalla pianta.
Non serve però chiudere il Cactus di Natale in un armadio o creare condizioni artificiali estreme. Una collocazione normale, con buona luce di giorno e buio regolare di notte, è molto più semplice da gestire.
Se dopo la prima fioritura la pianta continua a ricevere condizioni favorevoli, può interpretare nuovamente l’ambiente come adatto alla preparazione dei boccioli.
Temperature più fresche
Anche la temperatura ha un ruolo importante.
Il Cactus di Natale non ha bisogno di caldo intenso per fiorire. Al contrario, temperature moderatamente freschepossono accompagnare meglio la formazione dei boccioli rispetto a una stanza costantemente molto calda.
Una pianta sistemata vicino a un termosifone può vivere in un ambiente troppo secco e caldo, con un terriccio che asciuga rapidamente e boccioli che possono avere maggiore difficoltà a svilupparsi.
Allo stesso tempo, non è utile esporre la Schlumbergera a correnti gelide o a vetri molto freddi. La condizione migliore rimane quindi stabile: un ambiente luminoso, non eccessivamente caldo e senza sbalzi bruschi.
Se dopo la fioritura principale la pianta trascorre un periodo in queste condizioni, può avere maggiori possibilità di preparare una seconda ondata di fiori.
Acqua senza eccessi
Una rifioritura non si ottiene aumentando le annaffiature. Il Cactus di Natale apprezza un substrato che non rimanga completamente secco per periodi troppo lunghi, ma le radici non dovrebbero vivere in un terreno continuamente fradicio.
Dopo la prima fioritura la pianta può consumare meno acqua rispetto ai periodi di crescita più intensa. Per questo è utile controllare direttamente il terriccio prima di bagnare.
Se il substrato è ancora umido, si può aspettare. Quando inizia ad asciugarsi, può essere effettuata una nuova annaffiatura lasciando uscire l’eccesso dai fori di drenaggio.
Va controllato anche il sottovaso. L’acqua rimasta sul fondo per molte ore mantiene la parte inferiore della zolla costantemente bagnata e può mettere in difficoltà le radici.
Anche il concime va usato con equilibrio. Una fertilizzazione moderata durante la crescita può sostenere la pianta, ma non è utile aumentare le dosi appena finita la fioritura nella speranza di ottenerne subito un’altra.
Una seconda fioritura nasce da condizioni corrette, non da una forzatura.
Riconoscere i nuovi boccioli
Il punto più interessante arriva quando sulle estremità dei segmenti compaiono piccoli rigonfiamenti. All’inizio possono essere confusi con nuova vegetazione. I boccioli, però, tendono progressivamente ad assumere una forma più definita e spesso mostrano presto una sfumatura colorata.
È proprio sulle punte dei segmenti terminali che conviene concentrare l’attenzione. Se compaiono diversi piccoli boccioli sodi e continuano lentamente a ingrossarsi, la pianta sta preparando una nuova fioritura.
In questa fase è preferibile evitare spostamenti continui, cambi drastici di temperatura e annaffiature irregolari. Anche ruotare frequentemente il vaso può modificare l’orientamento rispetto alla luce proprio mentre i boccioli stanno crescendo.
Se invece non compare nulla, non significa che la pianta abbia un problema. Molti Cactus di Natale fioriscono una sola volta all’anno e poi dedicano il resto del periodo alla crescita e al mantenimento.
La seconda fioritura va quindi considerata una possibilità, non una regola.
Quando arriva, però, è una delle sorprese più belle di questa pianta. Dopo aver già regalato una prima ondata di fiori, il Cactus di Natale può riempirsi nuovamente di boccioli e dimostrare che il suo ciclo è molto più dinamico di quanto sembri.
