Se hai uno spatifillo cosa fondamentale è capire la tecnica del rinvaso accrescitivo

Il rinvaso dello spatifillo è una delle operazioni più importanti per mantenere la pianta sana, vigorosa e capace di regalare una fioritura elegante e duratura.

Quando le radici occupano tutto lo spazio disponibile o il terriccio perde qualità, la crescita rallenta e i segnali di sofferenza iniziano a comparire. Intervenire nel momento giusto, scegliendo il vaso corretto, un terriccio ben drenante e seguendo un procedimento accurato, permette di prevenire problemi come il marciume radicale e lo stress della pianta.

Con poche attenzioni il rinvaso diventa un passaggio semplice ma decisivo per garantire allo spatifillo condizioni ideali di sviluppo e una ripresa rapida e armoniosa.

Quando è il momento per rinvasare

Il rinvaso dello spatifillo è un’operazione fondamentale per garantire una crescita sana e una fioritura abbondante. Questa pianta tende a sviluppare un apparato radicale fitto e compatto; quando le radici occupano tutto lo spazio disponibile, la crescita rallenta e i fiori possono diventare più piccoli o meno numerosi.

Il momento migliore per intervenire è l’inizio della primavera, tra marzo e aprile, quando la pianta entra nella fase di crescita attiva. Alcuni segnali indicano chiaramente la necessità di rinvasare: radici che fuoriescono dai fori di drenaggio, terreno che si asciuga troppo rapidamente o crescita visibilmente rallentata.

In genere, il rinvaso si effettua ogni 1-2 anni, ma è sempre l’osservazione diretta della pianta a suggerire il momento giusto.

Come scegliere vaso e terriccio

La scelta del vaso è determinante. È consigliabile optare per un contenitore di 2-3 cm più grande rispetto al precedente. Un vaso troppo grande può trattenere eccessiva umidità, aumentando il rischio di marciume radicale.

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Il vaso deve avere fori di drenaggio efficienti. Sul fondo si può aggiungere uno strato leggero di argilla espansa per migliorare il deflusso dell’acqua.

Per quanto riguarda il substrato, lo spatifillo predilige un terriccio soffice e ben drenante, ricco di sostanza organica. Un buon terriccio universale di qualità può essere migliorato con una piccola quantità di perlite o sabbia per aumentare la porosità. Il terreno deve trattenere l’umidità senza diventare compatto.

Procedimento passo dopo passo

Prima di iniziare, è utile inumidire leggermente il terreno: questo facilita l’estrazione della pianta. Si inclina il vaso e si sfila delicatamente il pane radicale, evitando di tirare le foglie.

Una volta estratta la pianta, si osservano le radici. Se risultano molto compatte, è possibile allentarle delicatamente con le dita. Eventuali radici scure e molli vanno eliminate con forbici pulite, perché potrebbero indicare problemi di marciume.

Nel nuovo vaso si inserisce uno strato di terriccio sul fondo, si posiziona la pianta al centro mantenendo lo stesso livello di profondità precedente e si riempiono gli spazi laterali con altro substrato, pressando leggermente con le mani per stabilizzare la pianta senza comprimere eccessivamente il terreno.

Dopo il rinvaso si effettua un’irrigazione moderata per favorire l’assestamento del terriccio. L’acqua in eccesso deve sempre essere eliminata dal sottovaso.

Cure dopo il rinvaso

Nei giorni successivi al rinvaso è normale che lo spatifillo mostri un leggero stress da trapianto, con foglie temporaneamente meno turgide. È una reazione naturale.

La pianta va collocata in una posizione con luce diffusa, evitando sole diretto e correnti d’aria. L’irrigazione deve essere regolare ma controllata: il terreno deve restare leggermente umido, mai fradicio.

La concimazione va sospesa per almeno 3-4 settimane. Il nuovo terriccio contiene già una dotazione nutritiva sufficiente; aggiungere fertilizzante troppo presto potrebbe danneggiare le radici ancora in fase di adattamento.

Con condizioni corrette, lo spatifillo riprende rapidamente vigore, producendo nuove foglie e preparandosi alla successiva fioritura.

Errori da evitare

Uno degli errori più comuni è scegliere un vaso eccessivamente grande nella convinzione di evitare rinvasi futuri. In realtà questo favorisce l’accumulo di umidità e problemi radicali.

Un altro errore è comprimere troppo il terriccio: le radici hanno bisogno di ossigeno e un substrato troppo compatto ostacola la loro respirazione.

Anche rinvasare in pieno inverno è sconsigliato, perché la pianta si trova in fase di riposo vegetativo e potrebbe reagire con maggiore difficoltà.

Un rinvaso eseguito con attenzione, nel periodo corretto e con materiali adeguati, permette allo spatifillo di mantenere radici sane, foglie lucide e una fioritura costante nel tempo.


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Giulia F.
Giulia F.
Mi sono innamorata del giardinaggio fin da piccola, grazie a mia nonna che mi ha trasmesso l'amore per la terra e le mani sporche di fango. Sento il bisogno di toccare le piante quando passeggia in un vivaio o in un giardino pubblico!