Sebbene venga spesso considerata una specie rustica e poco esigente, la bouganvillea possiede alcune caratteristiche fisiologiche che richiedono particolare attenzione durante le operazioni di coltivazione, soprattutto quando si rende necessario il rinvaso.
La pianta cresce, le radici occupano completamente il vaso e il terriccio si impoverisce progressivamente.
A questo punto il rinvaso diventa indispensabile, ma occorre conoscere il periodo corretto per rinvasare la bouganvillea senza compromettere la successiva produzione di fiori.
COSA SCOPRIRAI
Il ciclo vegetativo
Dobbiamo innanzitutto comprendere il ciclo biologico della pianta. La bouganvillea attraversa diverse fasi durante l’anno, ognuna caratterizzata da specifiche esigenze fisiologiche.
Durante l’inverno, soprattutto nelle zone dove le temperature scendono sotto i 10°C, la pianta rallenta notevolmente la propria attività metabolica entrando in una fase di semi-riposo vegetativo.
In questo periodo la crescita si arresta quasi completamente e il consumo di acqua e nutrienti diminuisce.
Con l’arrivo della primavera le temperature iniziano ad aumentare e le radici riprendono progressivamente la loro attività .
È proprio in questa fase che la pianta produce nuovi germogli, nuove foglie e si prepara alla futura fioritura.
Il periodo ideale
Il momento migliore per rinvasare la bouganvillea è generalmente compreso tra fine febbraio e metà aprile, variando in funzione della zona climatica e delle condizioni meteorologiche.
Nelle aree più fredde è meglio aspettare che il rischio di gelate sia completamente superato.
Il rinvaso può compromettere la fioritura?
La fioritura della bouganvillea è strettamente collegata all’equilibrio fisiologico tra apparato radicale e parte aerea. Quando le radici vengono disturbate, la pianta attiva una serie di meccanismi di difesa finalizzati alla sopravvivenza.
Durante questa fase vengono temporaneamente ridotti i processi legati alla produzione delle brattee e alla formazione dei nuovi fiori.
Le energie disponibili vengono infatti destinate alla rigenerazione delle radici danneggiate e alla colonizzazione del nuovo substrato.
Ogni intervento che provoca uno stress radicale significativo può tradursi in una riduzione temporanea della produzione di brattee colorate.
Vuole vasi leggermente stretti
Una caratteristica peculiare della bouganvillea riguarda il rapporto tra fioritura e spazio radicale disponibile.
La bouganvillea tende a produrre una maggiore quantità di fiori quando le radici occupano buona parte del vaso. Questa condizione genera un leggero stress controllato che stimola la pianta a investire più energie nella riproduzione anziché nella crescita vegetativa.
Un vaso più grande di circa 4-6 centimetri è generalmente sufficiente per garantire il corretto sviluppo senza penalizzare la fioritura.
I segnali per il rinvaso
Le radici che fuoriescono dai fori di drenaggio rappresentano uno dei segnali più evidenti.
Anche un terreno che si asciuga nel giro di poche ore dopo l’irrigazione può indicare che il volume radicale ha ormai occupato quasi tutto lo spazio disponibile.
Altri segnali includono una riduzione della crescita vegetativa, foglie più piccole rispetto al normale e una minore capacità del substrato di trattenere acqua e nutrienti.
Le cure successive al rinvaso
Dopo il rinvaso la bouganvillea attraversa una fase di adattamento durante la quale richiede attenzioni specifiche.
L’irrigazione deve essere moderata. Il terreno va mantenuto leggermente umido ma mai costantemente bagnato.
Per circa due o tre settimane evita concimazioni intensive. Le radici appena trasferite risultano particolarmente sensibili alle elevate concentrazioni saline presenti nei fertilizzanti.
La pianta deve essere collocata in una posizione molto luminosa, preferibilmente esposta al sole diretto per diverse ore al giorno.
