Perché la calla fa le foglie accartocciate?

La calla con foglie accartocciate sta comunicando che qualcosa nella coltivazione non è stabile. Le foglie possono chiudersi, arricciarsi ai bordi, deformarsi mentre crescono oppure perdere la loro forma ampia e distesa. Non sempre si tratta di un danno grave, ma è un segnale che va letto con attenzione.

La calla, o Zantedeschia, ha foglie larghe, morbide e molto sensibili agli sbalzi di acqua, luce e temperatura. Quando la pianta riceve troppo sole, poca acqua, irrigazioni irregolari o vive in un terreno poco adatto, le foglie sono spesso le prime a mostrare il problema.

Foglie accartocciate

Le foglie della calla si accartocciano quando la pianta prova a limitare una perdita di equilibrio. In molti casi il margine della foglia tende ad arricciarsi verso l’interno, oppure la lamina resta deformata mentre si apre. Questo succede soprattutto sulle foglie giovani, ancora tenere e più sensibili.

Una foglia già formata che si accartoccia all’improvviso può indicare un problema ambientale: caldo intenso, sole diretto, terreno troppo asciutto o forte sbalzo dopo un’annaffiatura. Se invece le foglie nuove nascono già storte o deformate, bisogna controllare anche parassiti e radici.

Va considerato anche il normale ciclo della pianta. Una foglia vecchia che si piega, ingiallisce e si rovina può semplicemente essere arrivata alla fine. Il problema diventa più importante quando molte foglie si accartocciano insieme, soprattutto se sono giovani o se la pianta smette di produrre nuova vegetazione sana.

Le calle in vaso mostrano questo sintomo più spesso rispetto a quelle in piena terra. Il motivo è semplice: nel vaso il terreno cambia umidità molto velocemente. Può asciugarsi troppo in una giornata calda oppure restare bagnato a lungo se il contenitore non drena bene.

La prima osservazione deve quindi riguardare l’insieme della pianta. Se le foglie sono solo un po’ chiuse nelle ore più calde ma tornano normali la sera, può trattarsi di una reazione temporanea. Se invece restano accartocciate, molli o deformate per giorni, bisogna cercare la causa.

Troppo sole

Una delle cause più comuni delle foglie accartocciate nella calla è il sole diretto troppo forte. Le foglie della Zantedeschia sono ampie e disperdono molta acqua. Quando vengono esposte al sole caldo per troppe ore, soprattutto in vaso, possono arricciarsi per ridurre la superficie esposta.

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Questo succede spesso sui balconi esposti a sud o a ovest, dove il sole arriva nelle ore più calde. La pianta può apparire bella al mattino, ma nel pomeriggio le foglie iniziano a chiudersi, piegarsi o diventare meno turgide. Se il vaso è appoggiato su un pavimento rovente, il problema aumenta perché anche le radici si scaldano.

La calla non è una pianta da ombra profonda, ma non ama neppure il sole estivo aggressivo. La posizione migliore è molto luminosa, con sole delicato del mattino oppure luce filtrata nelle ore centrali. In giardino può stare bene in mezz’ombra luminosa, soprattutto nei periodi più caldi.

Se le foglie mostrano margini secchi, macchie chiare o parti bruciate, il sole è probabilmente eccessivo. In questo caso spostare la pianta in una zona più protetta può aiutare, ma il cambiamento deve essere ragionato. Una zona troppo buia potrebbe indebolire la pianta e ridurre la fioritura.

In balcone può bastare arretrare il vaso di qualche metro, metterlo dietro una pianta più alta o proteggerlo nelle ore centrali. L’obiettivo non è togliere luce alla calla, ma evitare che le foglie ricevano calore diretto quando la temperatura è più alta.

Acqua irregolare

L’acqua è un altro fattore decisivo. La calla ama un terreno fresco e leggermente umido durante la fase di crescita, ma soffre molto gli sbalzi. Se il terriccio passa da completamente secco a molto bagnato, le foglie possono reagire accartocciandosi o perdendo forma.

Quando la pianta resta a secco troppo a lungo, non riesce a mantenere il turgore delle foglie. La lamina fogliare si chiude, si incurva e appare meno distesa. Nei casi più evidenti, le foglie si afflosciano insieme e il vaso risulta molto leggero.

Anche bagnare troppo, però, può creare lo stesso sintomo. Se il terreno resta fradicio, le radici non respirano bene e non riescono ad assorbire acqua in modo corretto. La pianta sembra assetata, ma in realtà le radici sono in difficoltà. Aggiungere altra acqua peggiora il problema.

Per capire cosa fare, bisogna controllare il terreno con le dita. Se i primi centimetri sono asciutti e il vaso è leggero, si può bagnare in modo graduale. Se invece il substrato è ancora umido, pesante o freddo, bisogna aspettare e migliorare l’aria attorno alla pianta.

L’irrigazione corretta deve mantenere il terreno stabile, non zuppo. L’acqua deve uscire dai fori inferiori, ma il sottovaso va svuotato. Il ristagno è uno dei nemici principali delle calle coltivate in vaso, soprattutto quando le temperature non sono abbastanza alte da far asciugare rapidamente il substrato.

Radici in difficoltà

Quando le foglie restano accartocciate anche dopo aver corretto sole e acqua, bisogna valutare le radici. Una calla può avere foglie deformate o chiuse perché il rizoma e l’apparato radicale non stanno lavorando bene.

Il problema può nascere da un terreno troppo compatto. Se il substrato trattiene molta acqua, diventa pesante e lascia poca aria alle radici. La calla ama l’umidità, ma non un terreno soffocante. Le radici hanno bisogno di ossigeno per assorbire correttamente acqua e nutrienti.

Un segnale da osservare è l’odore del terriccio. Se il vaso emana un odore sgradevole, se il terreno resta bagnato per molti giorni o se la base delle foglie diventa molle, può esserci un principio di marciume. In questo caso non bisogna continuare ad annaffiare.

La pianta può essere estratta con delicatezza dal vaso per controllare lo stato delle radici e del rizoma. Le parti sane devono essere consistenti, non molli o sfaldate. Se si trovano radici scure, viscide o marce, vanno eliminate con forbici pulite.

Dopo la pulizia, la calla va sistemata in un terriccio più arioso. Il vaso deve avere fori di drenaggio liberi e non deve essere troppo grande rispetto alla pianta. Un contenitore eccessivo trattiene più umidità del necessario e può rallentare il recupero.

Nei giorni successivi al rinvaso, l’acqua deve essere moderata. La pianta non va spinta con concime o bagnature continue. Prima deve ritrovare radici sane, poi potrà produrre foglie nuove più regolari e distese.

Controllo dei parassiti

Le foglie accartocciate della calla possono dipendere anche dai parassiti, soprattutto quando il problema riguarda le foglie giovani. Afidi, tripidi e altri piccoli insetti possono colpire i tessuti teneri mentre si stanno aprendo, causando deformazioni, arricciamenti e crescita irregolare.

Il controllo va fatto con attenzione, osservando la pagina inferiore delle foglie, i piccioli e la zona da cui nascono le nuove foglie. I parassiti non sempre si vedono subito, perché possono nascondersi nelle pieghe o nelle parti ancora arrotolate.

Gli afidi tendono a concentrarsi sui germogli teneri e possono lasciare una sostanza appiccicosa. I tripidi, invece, possono provocare piccole macchie, deformazioni e segni argentati o chiari sulla superficie delle foglie. In entrambi i casi la nuova vegetazione può uscire già rovinata.

Se l’infestazione è leggera, si può intervenire prima con una pulizia manuale, passando delicatamente le foglie con un panno umido o rimuovendo gli insetti visibili. La pianta va poi isolata dalle altre, soprattutto se viene coltivata in balcone o vicino ad altre ornamentali.

In caso di presenza più insistente, si può usare un prodotto specifico per piante ornamentali, rispettando sempre le indicazioni in etichetta e trattando nelle ore meno calde. È importante non spruzzare prodotti su una pianta già sofferente per sole forte o sete, perché si rischia di aumentare il disagio.


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