Una dipladenia può continuare ad allungare i tralci, produrre foglie lucide e apparire vigorosa senza formare nuovi boccioli. È una situazione che crea spesso confusione, perché la crescita della parte verde viene interpretata come un segnale di piena salute. In realtà, sviluppo vegetativo e fioritura non coincidono sempre: la pianta può investire molte risorse nei rami e poche nella formazione delle gemme floreali.
La causa non è necessariamente una malattia. Più spesso esiste uno squilibrio tra luce, nutrimento, temperatura e irrigazione. Prima di aggiungere altro concime o cambiare continuamente posizione, conviene osservare la forma dei nuovi germogli e le condizioni del substrato. La dipladenia risponde meglio a correzioni graduali che a interventi drastici.
COSA SCOPRIRAI
Riceve poca luce
La dipladenia ha bisogno di un ambiente molto luminoso per preparare una fioritura continua. In una posizione protetta ma troppo ombreggiata può produrre numerosi tralci, perché cerca di avvicinarsi alla fonte di luce, ma non accumula abbastanza energia per differenziare i boccioli.
Il segnale più evidente è la presenza di internodi lunghi, cioè di ampi spazi tra una coppia di foglie e quella successiva. Anche foglie più distanziate, rami sottili e crescita orientata verso un solo lato indicano che l’esposizione non è sufficiente.
In balcone è preferibile una zona raggiunta dal sole del mattino o da alcune ore di luce diretta non eccessivamente aggressiva. Nei climi molto caldi il sole pomeridiano può risultare troppo intenso, soprattutto quando il vaso è piccolo e si surriscalda rapidamente.
Se la pianta è rimasta a lungo in ombra, non va spostata bruscamente in pieno sole. L’esposizione deve aumentare nell’arco di diversi giorni, così da evitare bruciature e perdita di foglie.
Ha troppo azoto
Un concime ricco di azoto può rendere la dipladenia molto verde, ma poco produttiva dal punto di vista floreale. L’azoto sostiene soprattutto la crescita di fusti e foglie; se è presente in eccesso, la pianta continua a espandersi senza avere motivo di passare alla fase riproduttiva.
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Questo problema si verifica spesso quando vengono utilizzati fertilizzanti universali o prodotti destinati alle piante verdi. Anche dosi corrette, ma somministrate troppo frequentemente, possono spostare l’equilibrio verso la vegetazione.
Durante la stagione di crescita è più adatto un concime per piante fiorite, con azoto non dominante e una buona presenza di potassio. Non servono formulazioni estreme: è più importante rispettare le dosi e distribuire il prodotto su un terreno già leggermente umido.
Se la dipladenia ha rami molto teneri e foglie eccessivamente grandi, conviene sospendere temporaneamente la concimazione e attendere che la crescita si stabilizzi. Aggiungere altro prodotto in questa fase può peggiorare lo squilibrio.
Soffre il caldo
La dipladenia ama le temperature elevate, ma esiste una differenza tra calore favorevole e surriscaldamento del vaso. Quando il contenitore rimane per ore contro una parete rovente o su una pavimentazione molto calda, le radici possono raggiungere temperature superiori a quelle tollerate dalla parte aerea.
La pianta reagisce riducendo le attività più costose, tra cui la produzione di nuovi fiori. Può continuare ad allungare alcuni germogli, ma interrompere temporaneamente la comparsa dei boccioli.
Il vaso può essere schermato con un coprivaso chiaro, sollevato dal pavimento o collocato dietro un altro contenitore, lasciando però la chioma esposta alla luce. Non bisogna creare un doppio vaso chiuso nel quale l’acqua resti intrappolata.
Durante le ondate di calore è normale che la fioritura rallenti. Se foglie e rami restano sani, spesso basta mantenere condizioni regolari e attendere un abbassamento delle temperature.
L’acqua è irregolare
La dipladenia non gradisce né un substrato costantemente fradicio né lunghi periodi di siccità. Le alternanze estreme possono causare la caduta dei boccioli già formati e rallentare la produzione di quelli nuovi.
Quando il terreno si asciuga completamente, la pianta chiude gli stomi e limita la traspirazione. Dopo un’annaffiatura abbondante deve poi riadattarsi a una quantità d’acqua improvvisamente elevata. Ripetendo questo ciclo, la crescita diventa instabile.
Si annaffia quando i primi centimetri di substrato risultano asciutti, bagnando in profondità fino alla fuoriuscita dell’acqua dai fori. Il sottovaso deve essere svuotato. Nei contenitori molto piccoli il controllo va eseguito più spesso, perché il terriccio può asciugarsi in poche ore.
Anche un substrato vecchio e compattato può distribuire male l’acqua: alcune zone restano asciutte, altre sature. In questi casi può essere necessario valutare un rinvaso, ma non nel pieno di una fase di caldo estremo.
Come farla ripartire
Per favorire il ritorno dei boccioli bisogna correggere prima la causa principale. Si migliora l’esposizione, si rende più regolare l’irrigazione e si interrompono gli eccessi di concime. Non è utile potare drasticamente una pianta che sta già cercando di adattarsi.
I tralci molto lunghi possono essere guidati su un sostegno, così da distribuire meglio le foglie e permettere alla luce di raggiungere anche l’interno della chioma. Se alcuni rami sono completamente spogli, si possono accorciare moderatamente sopra un nodo vitale.
La ripresa non avviene in pochi giorni. La dipladenia deve prima produrre germogli ben illuminati e sufficientemente maturi. Quando temperatura, acqua e nutrimento tornano equilibrati, i nuovi boccioli compaiono sulle estremità giovani e la fioritura riparte in modo progressivo.
