Fare le talee legnose delle ortensie è il modo adatto in questo periodo per avere nuove piantine in giardino

Quando arriva l’inverno è il momento migliore per dedicarsi alla moltiplicazione delle ortensie. È proprio in questa stagione che i rami sono in riposo vegetativo e diventano ideali per ottenere talee legnose robuste.

Scelgo sempre rami dell’anno precedente, maturi ma ancora elastici, perché so che hanno maggiore probabilità di radicare bene. Mi avvicino alla pianta madre con calma, osservandola come faccio ogni anno, cercando quei rami dritti, sani e senza segni di malattie.

In questo periodo il legno è più resistente, e grazie a questa caratteristica le talee sopportano meglio l’umidità e il lento processo di radicazione che avviene durante i mesi invernali.

Avere sotto mano cesoie ben affilate e disinfettate fa davvero la differenza: prevenire problemi è sempre meglio che curarli.

Come effettuare il taglio

Quando mi preparo al taglio, cerco sempre di mantenere la mano ferma e un occhio attento ai dettagli. Realizzo una talea lunga circa 20 centimetri, con almeno due nodi ben visibili. Taglio alla base appena sotto un nodo, perché è da lì che si svilupperanno le nuove radici. La parte superiore invece la recido con un taglio netto e leggermente inclinato, così evito ristagni d’acqua.

Tolgo eventuali foglie se ancora presenti e lascio il rametto pulito, pronto per la fase successiva. Spesso immergo la base in un po’ di ormone radicante, un gesto che negli anni mi ha aiutata a migliorare la percentuale di attecchimento.

Non è indispensabile, ma io mi sono accorto che dà un piccolo vantaggio, soprattutto nelle giornate fredde in cui tutto sembra procedere più lentamente.

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L’inserimento delle talee nel substrato

Una volta pronte le talee, preparo un vasetto con un substrato utile per la radicazione: metà torba e metà perlite. Questo mix mantiene la giusta umidità senza essere troppo compatto. Inserisco la talea tenendo conto dell’orientamento dei nodi e affondo la parte inferiore per circa metà della sua lunghezza. La compatto con delicatezza, perché la stabilità è fondamentale, ma allo stesso tempo voglio che le radici trovino un ambiente leggero e arioso.

Innaffio poco, solo per assestare il terreno, perché durante l’inverno l’eccesso di acqua può diventare un vero nemico. Poi colloco il vasetto in un luogo protetto, come una serra fredda o un angolo riparato del balcone. Lì so che la talea potrà affrontare le settimane più fredde al sicuro, riposando mentre prepara lentamente la nascita delle sue nuove radici.

Le cure invernali fino alla nascita delle nuove piantine

Durante l’inverno controllo il vasetto di tanto in tanto, senza mai esagerare. È una fase in cui la pazienza diventa parte del processo. Le talee non hanno bisogno di molto: un po’ di umidità, nessun colpo di gelo diretto e un ambiente tranquillo. Io di solito appoggio una mano sul terriccio per sentire se è asciutto e, solo in quel caso, aggiungo una piccola quantità d’acqua. Mi piace pensare che questo lento accompagnamento sia ciò che rende il risultato finale così gratificante.

Con l’arrivo della primavera, quando le temperature iniziano a salire, noto i primi segnali che mi fanno sorridere ogni anno: la talea che era ferma per mesi comincia a rigonfiare i nodi e ad accennare una nuova gemma.

È il segno che la radicazione è avvenuta. A quel punto posso trasferirla in un vasetto leggermente più grande, dove continuerà a crescere fino a diventare una giovane ortensia, pronta a trovare posto in giardino.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".