Anche il Pothos diventa vecchio e questo è il trucco per ringiovanirlo

Il Pothos è spesso considerato una pianta eterna, capace di vivere a lungo e di tollerare errori che sarebbero fatali per molte altre specie ornamentali.

Questa fama, però, porta a un equivoco comune: si tende a pensare che il pothos non abbia bisogno di interventi strutturali nel tempo.

In realtà, anche questa pianta attraversa fasi diverse della sua vita e può arrivare a uno stadio che può essere definito come vecchiaia.

Comprendere quando un pothos è diventato vecchio significa imparare a leggere la sua forma, il suo comportamento e la qualità della sua crescita.

Vecchiaia come crescita squilibrata

Nel pothos la vecchiaia non coincide con un numero di anni preciso. Una pianta coltivata in condizioni ottimali può mantenere un aspetto giovane anche dopo molto tempo, mentre un’altra può mostrare segni di invecchiamento già dopo pochi anni.

Si parla di pothos vecchio quando la pianta perde efficienza nella distribuzione dell’energia e dei nutrienti, mostrando una crescita squilibrata.

È una vecchiaia funzionale, legata alla struttura della pianta e alle condizioni di coltivazione, più che al tempo trascorso dalla messa a dimora.

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Segnali di invecchiamento

Uno dei segnali più caratteristici di un pothos invecchiato è la presenza di lunghi tralci con internodi distanziati e porzioni basali completamente prive di foglie.

Questa conformazione racconta la storia della pianta: anni di crescita continua, spesso orientata verso la ricerca della luce, senza potature o rinnovi.

Il pothos continua a vivere e ad allungarsi, ma conserva solo alle estremità la sua parte più attiva. La pianta diventa così una sorta di archivio della sua crescita passata, ma perde compattezza, densità e capacità decorativa.

La trasformazione delle foglie

Le foglie rappresentano un indicatore molto sensibile dell’età funzionale del pothos. In una pianta giovane o ben mantenuta, le foglie sono vigorose, con una consistenza elastica e una colorazione intensa.

Con l’invecchiamento, le nuove foglie tendono a emergere più piccole, con variegature meno nette o colori più spenti. In alcuni casi assumono una forma irregolare o presentano una maggiore predisposizione all’ingiallimento.

Questo cambiamento non è casuale, ma riflette una minore capacità della pianta di sostenere una crescita qualitativamente elevata su tutta la sua struttura.

Spazio vitale ridotto

Un aspetto spesso trascurato è l’invecchiamento dell’apparato radicale. Un pothos che vive nello stesso vaso per molti anni sviluppa un sistema radicale estremamente denso, che finisce per occupare ogni spazio disponibile.

Le radici, pur essendo ancora vive, lavorano in condizioni subottimali: il terriccio è impoverito, la circolazione dell’aria è ridotta e l’assorbimento dell’acqua diventa irregolare.

Questa situazione non provoca necessariamente un deperimento immediato, ma contribuisce a uno stato di stagnazione tipico delle piante “anziane”.

Ridotta capacità di risposta

Un pothos giovane reagisce rapidamente agli stimoli positivi. Un cambio di posizione, una concimazione equilibrata o un rinvaso producono in breve tempo nuove foglie e un evidente miglioramento generale.

Un pothos vecchio, invece, risponde in modo lento e parziale. Anche in condizioni migliorate, la crescita rimane confinata a pochi punti, mentre le parti più datate continuano a rimanere spoglie e inattive.

Questa ridotta reattività è uno dei segnali più affidabili per riconoscere una pianta che ha superato la sua fase di piena efficienza.

Quando intervenire

Un pothos può essere definito vecchio quando la sua crescita non è più sostenibile nel tempo senza interventi correttivi. Non è necessario attendere segni evidenti di sofferenza, come marciumi o caduta massiccia delle foglie.

Il ringiovanimento diventa opportuno già quando la pianta mostra una crescita concentrata solo alle estremità, foglie progressivamente più deboli e una struttura complessivamente sbilanciata.

Se intervieni in questa fase puoi preservare il patrimonio genetico e ornamentale della pianta, evitando un declino più marcato.

Così come si rinvasa o si concima, si rinnova anche la struttura della pianta per mantenerla vitale. In questo modo restituisci alla pianta una forma più coerente con le sue potenzialità biologiche.

Come intervenire

Il ringiovanimento del pothos richiede un intervento deciso ma ragionato, che tenga conto della straordinaria capacità rigenerativa di questa pianta.

Il primo passo consiste nel ridimensionare la parte aerea, eliminando o accorciando in modo significativo i fusti più lunghi e spogli.

In questo modo potrai stimolare l’attivazione delle gemme dormienti lungo i nodi più vecchi e permettere alla pianta di concentrare le sue energie su una nuova crescita più compatta e bilanciata. I tralci accorciati puoi usarli per ottenere nuove talee.

Un secondo intervento fondamentale riguarda l’apparato radicale. Tiralo fuori dal vaso e valuta lo stato delle radici. Quelle troppo lunghe, spiralate o visibilmente indebolite possono essere accorciate senza timore, favorendo la produzione di nuove radici più giovani ed efficienti.

Contestualmente, è importante rinnovare completamente o in gran parte il substrato, scegliendo un terriccio leggero e ben drenante, capace di garantire ossigenazione e disponibilità di nutrienti.

Il rinvaso, associato alla potatura della parte aerea, ristabilisce un equilibrio tra ciò che la pianta assorbe e ciò che è in grado di sostenere.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.