La regola dei giardinieri per innaffiare lo spatifillo permette di farlo fiorire e non afflosciare

Lo spatifillo è una pianta tropicale che ama un terreno costantemente umido, ma non tollera i ristagni idrici. La quantità d’acqua deve essere sufficiente a bagnare completamente il pane di terra, senza lasciare il substrato fradicio.

L’annaffiatura corretta prevede di versare acqua fino a quando questa fuoriesce dai fori di drenaggio del vaso. Dopo circa 10-15 minuti è fondamentale svuotare il sottovaso, evitando che le radici restino immerse. L’eccesso di acqua è la causa più frequente di marciume radicale, che può compromettere seriamente la salute della pianta.

La quantità varia in base alla dimensione del vaso, alla temperatura ambiente e alla stagione. In vasi piccoli il terreno asciuga più rapidamente, mentre in contenitori grandi l’umidità permane più a lungo.

Quando annaffiare lo spatifillo

La frequenza dell’annaffiatura cambia nel corso delle stagioni. In primavera ed estate, quando la pianta è in fase di crescita attiva e può produrre i caratteristici fiori bianchi, il fabbisogno idrico aumenta. In ambienti domestici caldi può essere necessario annaffiare anche due volte a settimana e lo si capisce dalle foglie che si afflosciano all’improvviso.

In autunno e inverno, invece, la crescita rallenta. In questo periodo è generalmente sufficiente un’annaffiatura ogni 7-10 giorni, sempre verificando prima lo stato del terreno.

Il metodo più affidabile per capire quando intervenire consiste nel controllare l’umidità del substrato: se i primi 2-3 centimetri risultano asciutti al tatto, è il momento di annaffiare. Se sono ancora umidi, è preferibile attendere.

Non è consigliabile seguire un calendario fisso, poiché temperatura, esposizione e ventilazione influenzano notevolmente l’evaporazione dell’acqua.

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Come innaffiare lo spatifillo

Per una corretta irrigazione, il vaso deve essere dotato di fori di drenaggio e contenere un terriccio drenante e soffice, ricco di sostanza organica. Un substrato troppo compatto trattiene acqua in eccesso e favorisce problemi radicali.

L’acqua dovrebbe essere a temperatura ambiente, preferibilmente non troppo calcarea. In presenza di acqua molto dura, possono comparire punte secche sulle foglie. In questi casi è utile utilizzare acqua decantata o, quando possibile, leggermente filtrata.

È importante evitare piccole quantità frequenti che bagnano solo la superficie. L’acqua deve raggiungere anche le radici più profonde, garantendo un’umidità uniforme.

In ambienti particolarmente secchi, soprattutto durante l’inverno con i riscaldamenti accesi, può essere utile aumentare l’umidità ambientale tramite leggere nebulizzazioni sulle foglie o posizionando il vaso sopra un sottovaso con argilla espansa umida, evitando però il contatto diretto con l’acqua.

Cosa non fare

L’errore più diffuso è l’eccesso d’acqua. Molti interpretano l’amore dello spatifillo per l’umidità come la necessità di avere un terreno sempre bagnato. In realtà il substrato deve essere umido ma mai zuppo.

Un altro errore frequente è lasciare acqua stagnante nel sottovaso, condizione che favorisce il deterioramento delle radici. Anche l’utilizzo di un vaso privo di fori rappresenta un rischio significativo.

All’opposto, periodi prolungati di carenza idrica possono causare stress alla pianta, riducendo la fioritura e indebolendo le foglie.

Come capire se lo spatifillo ha troppa o poca acqua

Lo spatifillo è una pianta molto comunicativa. Quando ha sete, le foglie si afflosciano in modo evidente. In questo caso, un’annaffiatura adeguata permette spesso un rapido recupero nel giro di poche ore.

Se invece le foglie diventano gialle, molli o presentano un aspetto spento e il terreno appare costantemente bagnato, è probabile che vi sia un eccesso di irrigazione.

Le punte marroni possono indicare aria troppo secca oppure acqua ricca di calcare.

Osservare attentamente l’aspetto delle foglie e controllare regolarmente il terreno permette di mantenere lo spatifillo in condizioni ottimali. Il principio fondamentale rimane sempre lo stesso: garantire un equilibrio tra umidità costante e corretta aerazione delle radici, evitando sia la siccità prolungata sia i ristagni.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".