La potatura del Glicine in Febbraio va fatta con una procedura accurata

Il glicine è una delle piante rampicanti più spettacolari che si possano coltivare in giardino. I suoi lunghi grappoli profumati, capaci di rivestire pergolati, muri e cancellate, rappresentano uno dei simboli più affascinanti della primavera.

Tuttavia, per ottenere una fioritura ricca e costante nel tempo, la potatura riveste un ruolo fondamentale. Febbraio, in particolare, è il mese chiave per intervenire con precisione e consapevolezza.

Vediamo insieme come intervenire per non commettere errori.

Perché intervenire a febbraio

Febbraio coincide con la fase finale del riposo vegetativo del glicine. La pianta è ancora priva di foglie e questo consente di osservare chiaramente la struttura dei rami, distinguendo le branche principali dai tralci secondari sviluppatisi durante l’anno precedente.

In questo periodo la linfa non è ancora in pieno movimento e i tagli risultano meno stressanti per la pianta.

Intervenire a fine inverno significa preparare il glicine alla ripresa primaverile, orientando le sue energie verso la produzione dei fiori piuttosto che verso una crescita eccessivamente vegetativa.

Se esegui la potatura correttamente, favorirai la formazione di numerosi speroni corti, che sono i principali responsabili della fioritura.

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La struttura del glicine

Per potare correttamente è indispensabile conoscere il comportamento vegetativo del glicine, appartenente al genere Wisteria. Si tratta di una pianta estremamente vigorosa, capace di produrre tralci lunghi anche diversi metri in una sola stagione.

Senza interventi regolari, tende a espandersi in modo disordinato, creando un intreccio fitto di rami.

Le branche principali costituiscono l’ossatura permanente della pianta e non devono essere eliminate se non per esigenze strutturali o di contenimento.

Da queste si sviluppano i rami laterali, che rappresentano l’elemento su cui concentrare la potatura invernale. Devi imparare a distinguere le gemme a fiore, più tonde e gonfie, dalle gemme a legno, più sottili e appuntite. Le prime daranno origine ai grappoli fiorali, le seconde a nuovi tralci vegetativi.

Tecnica di potatura invernale

La potatura di febbraio consiste principalmente nell’accorciare i rami laterali cresciuti durante l’estate precedente. Questi vanno ridotti lasciando generalmente due o tre gemme dalla base del ramo. In questo modo si formano speroni corti e robusti che, con l’arrivo della primavera, produrranno le infiorescenze.

Il taglio deve essere netto e preciso, effettuato con forbici ben affilate e disinfettate, per evitare sfilacciamenti del legno o trasmissioni di malattie.

Esegui il taglio leggermente inclinato e a pochi millimetri sopra una gemma rivolta verso l’esterno. Questa accortezza favorisce una crescita equilibrata e impedisce che i nuovi getti si sviluppino verso l’interno della struttura, creando disordine.

Nel caso di rami eccessivamente lunghi o disposti in modo caotico, eliminando quelli che si incrociano o che ostacolano il passaggio della luce e dell’aria.

Quando il glicine è giovane

Se il glicine è giovane, la potatura di febbraio assume un ruolo ancora più strategico. Nei primi due o tre anni di vita, l’obiettivo principale è costruire una struttura solida e ben distribuita.

Devi selezionare uno o due rami principali che diventeranno le colonne portanti della pianta, guidandoli lungo il supporto scelto.

I getti laterali non necessari vanno eliminati o accorciati per evitare competizione e favorire l’irrobustimento della struttura primaria.

Una corretta impostazione iniziale facilita enormemente la gestione futura della pianta e riduce il rischio di interventi drastici negli anni successivi.

Quando il glicine è adulto

Un glicine adulto può diventare molto pesante e voluminoso. Le sue radici e i suoi tralci esercitano una forza considerevole sulle strutture di sostegno, motivo per cui la potatura regolare è anche una misura di sicurezza. A febbraio è possibile valutare lo stato generale della pianta e alleggerire eventuali zone troppo fitte.

Il diradamento moderato delle parti interne migliora la circolazione dell’aria, riducendo il rischio di malattie fungine.

Inoltre, permette alla luce di raggiungere anche le zone più interne, stimolando una fioritura più uniforme su tutta la superficie della pianta.

Errori da evitare

Uno degli sbagli più comuni è trascurare la potatura per timore di danneggiare la pianta. In realtà, un glicine non potato tende a produrre molti rami e foglie a discapito dei fiori.

Al contrario, un intervento eccessivamente drastico sulle branche principali può compromettere l’equilibrio della pianta e ritardare la fioritura.

Anche il periodo è determinante. Se si pota troppo presto, in presenza di gelate intense, i tagli possono subire danni.

Se intervieni troppo tardi, quando le gemme sono già in fase avanzata di sviluppo, rischi di asportare parti destinate alla fioritura. Scegli una giornata asciutta, non troppo fredda e priva di nebbia persistente è sempre una buona pratica.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Giuseppe Iozzi
Giuseppe Iozzi
Nato a Napoli. Psicologo, col pollice verde. Ascolto i pazienti per professione, parlo alle piante per passione.