Come coltivare tarassaco e cicoria selvatica per avere erbe amare nell’orto

Riscoprire il piacere di portare in tavola sapori autentici e leggermente pungenti significa guardare oltre le classiche lattughe del supermercato per focalizzarsi su piante che, pur crescendo spesso spontanee, offrono benefici straordinari se curate con dedizione.

Il tarassaco e la cicoria selvatica vengono coltivate prevalentemente per le loro straordinarie proprietà nutraceutiche; la presenza di composti amari agisce infatti come un potente stimolo per le funzioni digestive.

Dal punto di vista nutrizionale, entrambe sono ricche di sali minerali, in particolare potassio, calcio e ferro, oltre a contenere una buona quantità di vitamine, come la vitamina A e la vitamina C. Le foglie giovani, raccolte prima della fioritura, risultano più tenere e meno intense nel sapore, mentre quelle più sviluppate offrono un gusto deciso, ideale per chi cerca un’azione depurativa più marcata.

La preparazione del terreno e la semina

Il segreto per ottenere foglie tenere e saporite risiede principalmente nella gestione del suolo. Queste essenze prediligono un substrato sciolto, profondo e ben drenato, capace di ospitare senza ostacoli le loro radici a fittone. Prima di procedere alla messa a dimora, conviene lavorare la terra rompendo le zolle più dure, così da favorire lo sviluppo verticale del sistema radicale.

La semina può avvenire all’inizio della primavera oppure a fine estate, distribuendo i piccoli semi in solchi poco profondi e ricoprendoli con un velo sottile di terriccio fine. Una costante umidità durante la fase di germinazione garantisce una nascita uniforme, evitando che la crosta superficiale diventi troppo compatta.

Gestione della luce e dell’irrigazione

Sebbene siano specie estremamente resistenti, la qualità del raccolto dipende dall’esposizione solare e dall’apporto idrico. Il tarassaco ama le posizioni luminose ma apprezza una leggera ombra durante le ore pomeridiane più torride, condizione che impedisce alle foglie di diventare eccessivamente fibrose.

La cicoria selvatica, d’altro canto, tollera bene il pieno sole ma richiede annaffiature regolari se l’obiettivo è mantenere la costa croccante e il gusto equilibrato. Un trucco utile per addolcire parzialmente il sapore consiste nel sottoporre le piante a una leggera imbiancatura, coprendo il cuore della rosetta pochi giorni prima della raccolta per limitare la fotosintesi.

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Come usare fiori e radici

Un aspetto affascinante che pochi considerano riguarda l’utilizzo dei fiori e delle radici. Il tarassaco non è solo una foglia da insalata: i suoi boccioli ancora chiusi possono essere conservati sotto sale o aceto, emulando il gusto dei capperi con una nota selvatica unica.

Le radici di entrambe le piante, se raccolte in autunno quando accumulano il massimo delle sostanze nutritive, possono essere essiccate e tostate per creare un surrogato del caffè privo di caffeina ma ricco di inulina, una fibra prebiotica fondamentale per la salute intestinale.

Il ruolo delle erbe amare nella rotazione colturale

Integrare queste varietà nell’orto domestico non giova solo alla salute umana, ma anche a quella del terreno. Grazie alle radici profonde, il tarassaco funge da bio-accumulatore, riportando in superficie minerali preziosi che altre piante non riescono a raggiungere.

Inserire una fila di cicoria selvatica tra colture più esigenti aiuta a smuovere il terreno in profondità in modo naturale, migliorandone la struttura per le stagioni successive.

Inoltre, la fioritura gialla e azzurra di queste specie attira numerosi insetti impollinatori, aumentando la biodiversità complessiva del giardino produttivo.


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Gaetano Napolano
Gaetano Napolano
Sono un giornalista pubblicista e un moderno artigiano digitale, ma prima di tutto sono un creativo napoletano e un napoletano creativo.