Perché nelle orchidee c’è una spugnetta tra le radici e quando va tolta

Chi acquista un’orchidea Phalaenopsis e decide di rinvasarla spesso scopre, nascosta tra le radici, una piccola spugna compatta. Non è un errore né un elemento casuale: viene inserita durante la fase di coltivazione in serra per aiutare le piante giovani a svilupparsi più velocemente.

Nella produzione professionale le orchidee vengono fatte crescere in ambienti molto controllati, dove temperatura, luce, irrigazione e fertilizzazione sono gestite con grande precisione. In queste condizioni la spugna serve a trattenere una quantità costante di umidità vicino alle radici più giovani, permettendo alla pianta di assorbire acqua e nutrienti in modo regolare.

Questo sistema è molto utile nelle prime fasi di crescita perché evita che le radici appena formate si asciughino troppo rapidamente. Le giovani orchidee, infatti, hanno bisogno di un ambiente leggermente più umido per sviluppare un apparato radicale forte e ben distribuito.

A cosa serve la spugna nel vaso dell’orchidea

La cosiddetta spugna da coltivazione funziona come un piccolo serbatoio che mantiene costante l’idratazione della pianta. Il materiale di cui è composta è progettato per assorbire acqua e rilasciarla lentamente, garantendo alle radici una fonte continua di umidità.

Questo metodo è perfettamente adatto alle serre, dove le orchidee ricevono acqua con sistemi programmati e dove il substrato viene controllato frequentemente. In casa però le condizioni cambiano molto, perché l’annaffiatura manuale e il clima degli ambienti domestici sono molto diversi da quelli professionali.

Il problema più comune nasce proprio da questa differenza. La spugna tende infatti a trattenere acqua molto più a lungo rispetto al bark, la corteccia utilizzata normalmente per coltivare le orchidee. Si crea così una zona centrale del vaso che rimane sempre molto umida, mentre il resto del substrato si asciuga normalmente. Con il passare del tempo questa situazione può favorire il marciume delle radici, una delle difficoltà più frequenti nella coltivazione delle orchidee in casa.

Quando è il momento per toglierla

La presenza della spugna non rappresenta un pericolo immediato, quindi non è necessario intervenire appena portata a casa la pianta. Se l’orchidea è in piena fioritura, è sempre meglio evitare qualsiasi manipolazione delle radici per non stressare inutilmente la pianta.

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Il momento più indicato per rimuoverla è quello del rinvaso, che generalmente si effettua quando la fioritura è terminata oppure quando il substrato inizia a deteriorarsi. In questa fase la pianta è più predisposta ad adattarsi ai cambiamenti e può affrontare con maggiore facilità la sostituzione del materiale che si trova tra le radici.

Molti coltivatori esperti controllano sempre la presenza di questa spugna durante il primo rinvaso. Spesso infatti rimane completamente nascosta al centro del pane radicale e non è visibile dall’esterno, motivo per cui molte persone scoprono la sua presenza solo dopo qualche tempo.

Come rimuovere la spugnetta

Quando si decide di eliminare la spugna è importante procedere con molta calma. Le radici delle orchidee sono robuste ma allo stesso tempo delicate, perché sono rivestite da un tessuto chiamato velamen che permette alla pianta di assorbire rapidamente l’acqua.

Dopo aver estratto l’orchidea dal vaso, il substrato va separato con delicatezza fino a individuare la spugna. In molti casi le radici attraversano il materiale e lo avvolgono completamente, quindi è necessario liberarle lentamente con le dita. L’operazione richiede un po’ di pazienza perché tirare con forza può provocare la rottura delle radici sane.

Se durante la pulizia si incontrano radici scure, molli o svuotate all’interno, è probabile che siano già compromesse. In questi casi è consigliabile eliminarle con forbici ben pulite, lasciando solo le radici sode e sane, che di solito appaiono di colore verde o grigio argenteo.

Una volta rimossa completamente la spugna, la pianta può essere sistemata in un vaso con substrato specifico per orchidee, generalmente composto da corteccia di pino che permette una buona circolazione dell’aria attorno alle radici.

Cosa fare dopo aver tolto la spugna

Dopo il rinvaso l’orchidea ha bisogno di un breve periodo di adattamento. Il nuovo substrato, essendo molto più drenante, permette alle radici di respirare meglio e riduce il rischio di ristagni d’acqua, che sono tra le cause più comuni dei problemi radicali.

Nei primi giorni è preferibile evitare annaffiature abbondanti. Questo piccolo accorgimento consente alle eventuali ferite delle radici di cicatrizzarsi e riduce la possibilità di infezioni. In seguito si può tornare alla normale gestione dell’irrigazione, ricordando che le orchidee preferiscono alternare momenti di umidità a periodi in cui il substrato si asciuga leggermente.

Quando la pianta cresce in un ambiente ben illuminato, con un substrato arioso e con radici sane, diventa molto più semplice ottenere nuove foglie e soprattutto una fioritura lunga e generosa. Spesso basta proprio eliminare quella piccola spugna nascosta tra le radici per migliorare in modo significativo la salute dell’orchidea nel tempo.


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Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà di Meraki s.r.l.s.

Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".