Basta qualche semplice forcina per rinfoltire il pothos senza tagliarlo

Il pothos è una delle piante d’appartamento più amate perché cresce velocemente ed è molto resistente. Tuttavia, con il tempo può presentare un problema molto comune: il vaso si svuota nella parte superiore, mentre i rami diventano sempre più lunghi e ricadenti.

Questo succede perché la pianta tende a concentrare la crescita verso l’esterno, allungando i suoi tralci alla ricerca di luce. In natura il pothos è una liana tropicale che si arrampica sugli alberi della foresta; quando trova spazio libero continua semplicemente ad avanzare.

In casa, però, questa crescita crea spesso un effetto poco armonioso. Il risultato è un pothos con due o tre rami lunghissimi che scendono dal vaso, mentre la parte centrale appare spoglia e povera di foglie. Molti pensano che l’unica soluzione sia tagliare i rami per fare talee in acqua, ma non tutti si sentono tranquilli nel potare la pianta.

Esiste invece una tecnica molto semplice che permette di infoltire il vaso senza tagliare nulla.

Il trucco della forcina

Questo metodo si ispira a ciò che il pothos fa naturalmente in natura. Le liane tropicali hanno la capacità di emettere radici dai nodi del fusto quando questi entrano in contatto con un ambiente umido.

Questa tecnica è chiamata propaggine o margotta terrestre. In pratica si fa radicare un ramo mentre è ancora attaccato alla pianta madre, senza staccarlo.

Il principio è molto semplice. Il ramo continua a ricevere nutrimento dalla pianta principale, ma il nodo che tocca la terra percepisce umidità e stabilità. Questo stimola la formazione di nuove radici sotterranee.

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Nel giro di poco tempo, quel punto del ramo diventa una nuova base di crescita da cui nasceranno foglie e germogli. Così la parte vuota del vaso si riempie naturalmente, senza stress per la pianta.

È un metodo sorprendentemente efficace, e spesso bastano due settimane per vedere i primi risultati.

Come fissare il ramo alla terra

Per applicare questa tecnica non servono strumenti particolari. Basta osservare il ramo e individuare uno dei nodi, cioè il punto da cui nascono le foglie.

Il procedimento è molto semplice.

Si prende uno dei rami più lunghi e lo si piega delicatamente formando una piccola curva a U. Il tratto del ramo con il nodo deve appoggiarsi direttamente sulla terra del vaso.

A questo punto entra in gioco il piccolo trucco che rende tutto stabile: una forcina per capelli. La forcina viene inserita nel terreno come se fosse una graffetta, in modo da bloccare il nodo contro il substrato.

In alternativa si può usare anche un fil di ferro piegato, una graffetta grande o un piccolo gancetto da giardinaggio. L’importante è che il nodo resti ben aderente alla terra umida.

Non serve interrare completamente il ramo. Basta che il nodo sia a contatto con il terreno. Con l’umidità del substrato, la pianta farà il resto.

In quanto tempo radica e cosa succede dopo

Se il terreno rimane leggermente umido, il pothos reagisce abbastanza rapidamente. Di solito le prime radici iniziano a formarsi entro due settimane.

All’inizio non si vede quasi nulla in superficie, ma sotto il terreno il nodo sta già sviluppando un piccolo apparato radicale. Dopo poco tempo iniziano a comparire nuovi germogli verticali, proprio dal punto che era stato fissato alla terra.

Questi nuovi getti crescono verso l’alto e riempiono gradualmente la parte centrale del vaso, creando un pothos più fitto e armonioso.

La cosa più interessante è che il ramo rimane sempre collegato alla pianta principale. Questo significa che la nuova crescita è forte e stabile, perché continua a ricevere nutrimento anche dal ramo originale.

Con il tempo si può persino decidere di tagliare il collegamento, trasformando quel punto in una vera e propria nuova pianta, ma non è necessario farlo.

Gli errori da evitare per infoltire il vaso

La tecnica è semplice, ma ci sono alcuni dettagli che fanno la differenza.

Il primo errore è usare terra troppo secca. Senza umidità il nodo non riceve lo stimolo necessario per sviluppare radici. Il terreno deve restare leggermente umido, mai completamente asciutto.

Un altro errore comune è non fissare bene il ramo. Se il nodo non rimane stabile a contatto con la terra, il processo di radicazione diventa molto più lento o non parte affatto.

Anche la luce gioca un ruolo importante. Il pothos cresce meglio con luce diffusa e abbondante; in un angolo troppo buio la pianta tenderà comunque ad allungarsi invece di produrre nuovi getti.

Infine è importante piegare il ramo con delicatezza. I tralci del pothos sono flessibili, ma se vengono piegati troppo bruscamente possono spezzarsi.

Quando il nodo inizia a radicare, però, la trasformazione è evidente. In poco tempo il vaso cambia aspetto: la parte vuota si riempie di nuove foglie verdi, e il pothos torna ad avere quell’effetto pieno e rigoglioso che rende questa pianta così amata nelle case.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".