Quando il ciclamino smette di fiorire, perde vivacità e inizia a mostrare foglie gialle, non bisogna pensare subito a una pianta malata. Con l’arrivo del caldo, soprattutto tra fine primavera e inizio estate, il ciclamino entra spesso in una fase naturale di pausa: il riposo vegetativo estivo.
Questa fase serve alla pianta per proteggere il tubero e conservare energie fino al ritorno delle temperature più fresche. Il ciclamino, infatti, ama l’aria fresca, la luce non aggressiva e il terreno umido ma mai caldo e fradicio. Quando il caldo aumenta, continuare a curarlo come nei mesi di fioritura può diventare un errore.
Ridurre l’acqua
Il primo gesto da fare è ridurre gradualmente le annaffiature. Durante l’inverno e l’inizio della primavera, il ciclamino consuma più acqua perché produce foglie e fiori. Quando però la fioritura termina e le temperature salgono, la pianta rallenta e il terreno deve restare molto meno umido.
Non bisogna interrompere l’acqua da un giorno all’altro se la pianta ha ancora foglie verdi e vitali. La riduzione deve essere progressiva. Si può iniziare bagnando meno spesso, controllando sempre il terriccio prima di intervenire. Se è ancora umido, è meglio aspettare.
Il rischio più grande, in questa fase, è il marciume del tubero. Se il vaso resta bagnato quando la pianta sta andando in riposo, l’acqua non viene più assorbita con la stessa velocità. Il substrato rimane pesante, l’umidità si accumula intorno al bulbo e la parte sotterranea può iniziare a deteriorarsi.
Quando le foglie sono ormai quasi tutte ingiallite o secche, l’acqua va ridotta ancora di più. Il terriccio può restare appena asciutto, senza però lasciare il vaso esposto a caldo estremo. Non si deve creare una condizione di umidità costante, perché il ciclamino in riposo non ha bisogno delle stesse cure di una pianta in piena vegetazione.
È importante anche svuotare sempre il sottovaso. L’acqua stagnante sotto il vaso è pericolosa, soprattutto quando la pianta non sta crescendo attivamente. Un ciclamino che entra in riposo deve avere un ambiente asciutto, arieggiato e stabile.
Togliere il secco
Il secondo gesto consiste nel rimuovere fiori appassiti e foglie ormai secche. Quando il ciclamino si prepara al riposo, è normale vedere steli flosci, corolle rovinate e foglie che ingialliscono. Queste parti non vanno lasciate troppo a lungo sulla pianta o sul terriccio.
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I fiori appassiti si eliminano con delicatezza, prendendo lo stelo alla base e ruotandolo leggermente, se si stacca facilmente. Non bisogna tirare con forza, perché si rischia di danneggiare il punto in cui lo stelo parte dal tubero. Se lo stelo è ancora molto saldo, conviene aspettare qualche giorno.
Le foglie completamente secche o gialle possono essere rimosse allo stesso modo. Questo aiuta a mantenere il vaso pulito e riduce il rischio che materiale vegetale in decomposizione resti a contatto con il terreno. In estate, con il caldo, residui umidi e foglie marce possono creare un ambiente sfavorevole.
La pulizia deve però essere graduale. Non serve eliminare tutto in una volta solo perché la pianta appare meno bella. Bisogna distinguere tra una foglia ormai esaurita e una foglia ancora parzialmente verde. Le parti completamente secche si tolgono, quelle ancora vive possono restare.
Un vaso pulito permette anche di controllare meglio lo stato della pianta. Si vede se il terreno resta troppo umido, se ci sono parti molli alla base o se il tubero appare scoperto e sano. Durante il passaggio al riposo, l’osservazione è importante quanto l’intervento.
Lasciare le foglie verdi
Il terzo gesto è spesso quello più sottovalutato: non bisogna tagliare le foglie ancora verdi solo perché il ciclamino sta perdendo bellezza. Finché una foglia è verde e consistente, continua a svolgere una funzione utile per la pianta.
Le foglie verdi producono energia e aiutano il tubero ad accumulare riserve. Queste riserve saranno importanti quando, con il ritorno del fresco, il ciclamino potrà ripartire con nuove foglie e nuovi boccioli. Eliminare troppo presto tutta la vegetazione può indebolire la pianta.
Il riposo vegetativo non va quindi forzato. Bisogna lasciare che il ciclamino completi il suo ciclo. Alcune foglie ingialliranno da sole, altre resteranno verdi per più tempo. Solo quando diventano gialle, molli o secche si possono togliere.
Questo passaggio è fondamentale soprattutto per i ciclamini coltivati in vaso. In un contenitore, il tubero dipende molto dalle cure ricevute prima del riposo. Se la pianta viene privata troppo presto delle foglie sane, può arrivare all’estate con meno energie.
Naturalmente, se una foglia verde è danneggiata, marcia o presenta segni evidenti di malattia, va valutata diversamente. Ma se è semplicemente verde e ancora vitale, conviene lasciarla al suo posto. In questa fase non bisogna inseguire l’estetica perfetta, ma la salute del tubero.
Spostarlo all’ombra
Il quarto gesto è spostare il ciclamino in una posizione più fresca e ombreggiata. Il ciclamino non ama il caldo forte, soprattutto quando il vaso si scalda e il terreno perde rapidamente freschezza. Durante l’estate, una posizione troppo soleggiata può compromettere il tubero.
Il posto migliore è un angolo ombreggiato, arieggiato e riparato. Non serve una zona completamente buia e chiusa, ma un luogo dove la pianta non riceva sole diretto, soprattutto nelle ore centrali. Un balcone esposto a nord, un sottoscala luminoso, una veranda fresca o un angolo riparato del giardino possono andare bene.
Il vaso non deve restare appoggiato su superfici roventi. Pavimenti in pietra, cemento o piastrelle molto esposte possono diventare caldissimi e trasmettere calore alla zona radicale. Sollevare leggermente il vaso o spostarlo su una superficie meno calda può aiutare a proteggere il tubero.
Bisogna evitare anche ambienti chiusi e umidi. Il ciclamino in riposo ha bisogno di protezione dal caldo, ma non di aria stagnante. Se il vaso viene messo in un luogo senza circolazione d’aria e il terreno resta bagnato, il rischio di marciume aumenta.
Lo spostamento va fatto con buon senso. Se la pianta ha ancora foglie verdi, deve ricevere comunque un po’ di luce indiretta. Se invece è ormai quasi completamente a riposo, può tollerare una posizione più appartata, purché non sia calda, soffocante o troppo umida.
Sospendere il concime
Il quinto gesto è sospendere il concime. Quando il ciclamino entra nel riposo vegetativo estivo, non ha bisogno di essere spinto a crescere. Concimare in questa fase è inutile e può diventare dannoso, perché la pianta non sta usando attivamente quei nutrienti per produrre fiori e foglie.
Durante la fioritura, un concime leggero può aiutare il ciclamino a sostenere boccioli e corolle. Ma quando la fioritura è finita e le foglie iniziano a ingiallire, il ciclo cambia. La pianta sta riducendo le attività e sta preparando il tubero alla pausa.
Continuare a concimare può creare uno squilibrio. Il terreno può accumulare sali, le radici possono essere disturbate e la pianta può essere stimolata in un momento in cui dovrebbe rallentare. In estate il ciclamino non va trattato come una pianta da piena crescita.
Il concime si riprenderà solo più avanti, quando torneranno temperature più fresche e la pianta mostrerà segnali di risveglio. La comparsa di nuove foglioline, sane e compatte, sarà il segnale che il tubero sta ripartendo. Solo allora si potrà ricominciare con dosi leggere e graduali.
Fino a quel momento, le cure devono restare minime: poca acqua, niente sole forte, vaso pulito e controlli periodici. Il ciclamino non va dimenticato del tutto, ma nemmeno disturbato continuamente.
