Serve solo questo per allontanare le formiche dai vasi senza danneggiare le piante

La presenza di formiche intorno a un vaso non significa necessariamente che la pianta sia in pericolo. In molti casi gli insetti stanno soltanto attraversando il contenitore per raggiungere una fonte di cibo oppure sono attirati dalla melata prodotta da afidi e cocciniglie.

In altre situazioni, invece, le formiche possono stabilire il nido direttamente nel terriccio, soprattutto quando il substrato rimane caldo, asciutto e poco disturbato. Le gallerie non portano sempre alla morte della pianta, ma possono rendere il terreno meno stabile e disturbare le radici più fini.

Per allontanarle senza danneggiare la vegetazione bisogna quindi evitare interventi aggressivi. Aceto concentrato, sale, acqua bollente e prodotti versati senza criterio nel vaso possono creare conseguenze più gravi della presenza delle formiche.

Perché entrano nei vasi

I contenitori offrono alle formiche numerosi punti protetti. Possono entrare attraverso i fori di drenaggio, le crepe del vaso oppure gli spazi presenti tra il pane radicale e le pareti.

Il terriccio molto asciutto è particolarmente favorevole alla costruzione delle gallerie. È facile da spostare, rimane caldo e protegge la colonia dalla pioggia. Per questo il problema si nota frequentemente durante l’estate e nelle piante annaffiate in modo molto irregolare.

Anche un sottovaso, una fioriera appoggiata al muro o un vaso collocato in un angolo poco disturbato possono offrire un rifugio adatto.

Le formiche, tuttavia, possono raggiungere la pianta anche soltanto per nutrirsi. In questo caso il nido potrebbe trovarsi altrove, sotto il pavimento, dentro una fessura o in un altro contenitore.

Prima di intervenire conviene quindi osservare il percorso seguito dagli insetti. Se entrano ed escono continuamente dal terriccio trasportando granelli, è possibile che il nido si trovi nel vaso. Se invece salgono lungo i fusti, bisogna controllare la chioma.

Usa gli spicchi d’aglio

Gli spicchi d’aglio rappresentano uno dei rimedi naturali più utilizzati per scoraggiare la presenza delle formiche sul balcone. Il loro odore intenso, dovuto ai composti solforati rilasciati una volta tagliati o schiacciati, può interferire con le tracce odorose che questi insetti seguono per spostarsi e raggiungere le fonti di cibo.

Per ottenere un effetto più duraturo è sufficiente schiacciare leggermente uno o due spicchi e posizionarli nei punti in cui le formiche transitano più frequentemente, come vicino ai vasi, lungo le fessure del pavimento o accanto agli ingressi del balcone. In alternativa si possono strofinare delicatamente gli spicchi sulle superfici interessate, lasciando un leggero residuo dell’aroma. Poiché l’odore tende ad attenuarsi nel tempo, è consigliabile sostituire gli spicchi ogni due o tre giorni, oppure dopo un acquazzone. Anche in questo caso è preferibile evitare il contatto diretto con il terriccio o con le radici delle piante, limitando l’applicazione alle aree di passaggio delle formiche.

Controllare foglie e fusti

Le formiche vengono spesso attirate dalla melata, una sostanza zuccherina rilasciata da afidi, cocciniglie, aleurodidi e altri insetti che si nutrono della linfa.

La loro presenza sulla pianta può quindi essere il segnale di un’infestazione già iniziata. Bisogna osservare soprattutto i germogli giovani, la pagina inferiore delle foglie, le ascelle fogliari e i punti nei quali i fusti si ramificano.

Foglie appiccicose, macchie lucide, piccoli insetti verdi o scuri e accumuli cotonosi possono confermare la presenza di parassiti. In questo caso eliminare soltanto le formiche non risolve il problema, perché continueranno a tornare finché troveranno la melata.

L’eventuale trattamento deve essere scelto in base al parassita individuato. Si possono utilizzare prodotti autorizzati per la pianta interessata, rispettando sempre dosi, modalità di applicazione e indicazioni riportate sull’etichetta.

Interrompere i percorsi

Se le formiche attraversano soltanto il vaso, bisogna eliminare le tracce che permettono alle operaie di seguire lo stesso cammino. Il pavimento, il sottovaso e la parte esterna del contenitore possono essere lavati con acqua e un normale detergente compatibile con la superficie, evitando che il prodotto raggiunga il terreno.

Vanno rimossi anche residui di frutta, bevande zuccherate, briciole e mangime per animali presenti nelle vicinanze. Una quantità minima di alimento può essere sufficiente per mantenere attiva una lunga fila.

Bisogna controllare anche i rami che toccano muri, ringhiere, mobili o altre piante. Questi collegamenti possono diventare veri e propri ponti di accesso alla chioma. Quando possibile, i vasi vanno leggermente distanziati e la vegetazione va mantenuta ordinata.

Gestire il terriccio

Un’irrigazione corretta può rendere il vaso meno adatto alla colonia. Quando il substrato è asciutto alla profondità indicata per la specie coltivata, si annaffia in modo uniforme fino a vedere l’acqua uscire dai fori inferiori.

Non bisogna però allagare ripetutamente il vaso nel tentativo di scacciare le formiche. Un terreno mantenuto costantemente saturo può provocare asfissia e marciume radicale, soprattutto nelle piante che richiedono substrati drenanti.

Il sottovaso va svuotato dopo l’annaffiatura. Lasciare acqua stagnante non aiuta le radici e può favorire la presenza di altri insetti, comprese le zanzare.

Se il terriccio si è ritirato dalle pareti o appare molto compatto, può essere smosso soltanto in superficie con grande delicatezza. Non bisogna inserire strumenti in profondità, perché si rischia di spezzare le radici.

Una leggera pacciamatura può limitare l’asciugatura troppo rapida, ma deve essere adatta alla pianta e non creare uno strato costantemente umido e privo di aria.

Quando rinvasare

Quando le formiche continuano a uscire numerose dal pane di terra e il nido sembra ormai stabilito nel vaso, può essere necessario procedere con il rinvaso.

L’operazione va eseguita nel periodo compatibile con la specie, evitando se possibile giornate di caldo estremo, fioritura intensa o fasi di forte debolezza.

La pianta viene estratta con attenzione e il terriccio esterno viene rimosso senza strappare le radici. Non è sempre necessario lavare completamente l’apparato radicale: questa pratica può risultare traumatica, soprattutto per le piante più delicate.

Le radici vanno controllate ed eventuali parti molli, scure o marce devono essere eliminate con uno strumento pulito. Il contenitore può essere lavato accuratamente oppure sostituito, quindi si utilizza un substrato nuovo e drenante.

Dopo il rinvaso la pianta va collocata in una posizione protetta e gestita secondo le sue normali esigenze, senza aggiungere immediatamente grandi quantità di concime.

Cosa non usare

Per liberare rapidamente il vaso si è spesso tentati di utilizzare sostanze presenti in casa. Molte di queste, però, possono danneggiare seriamente la pianta.

Il sale aumenta la salinità del terreno e può bruciare le radici. L’acqua bollente danneggia sia l’apparato radicale sia i microrganismi utili. La candeggina può contaminare il substrato, mentre l’aceto concentrato altera il pH e può lesionare i tessuti vegetali.

Anche grandi quantità di bicarbonato non devono essere distribuite nel vaso: l’accumulo di sodio può compromettere la struttura del terreno e la capacità delle radici di assorbire acqua.


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