Va evitato che la petunia diventi lunga e vuota proprio durante la fioritura

All’inizio della stagione la petunia appare spesso compatta, con rami corti, foglie fitte e numerosi fiori distribuiti in modo uniforme. Dopo alcune settimane, però, la pianta può cambiare forma: i tralci si allungano, la parte centrale del vaso si svuota e le corolle restano concentrate soltanto alle estremità.

Questo comportamento non indica necessariamente una malattia. Dipende in gran parte dal modo in cui la petunia cresce e dal fatto che i tessuti più vecchi perdono gradualmente vigore mentre le punte continuano a produrre nuovi boccioli. La forma può essere corretta, ma è necessario intervenire prima che i rami diventino completamente spogli.

Perché si allunga

La petunia sviluppa fusti erbacei che avanzano verso l’esterno e continuano a produrre foglie e fiori nelle zone terminali. Nelle varietà ricadenti questo portamento è particolarmente evidente, perché i tralci possono superare rapidamente il bordo della fioriera.

Con il tempo la parte più vicina alla base riceve meno luce, invecchia e perde alcune foglie. La pianta resta fiorita, ma l’effetto pieno iniziale diminuisce. Da lontano si notano fili lunghi con pochi punti colorati, invece di una massa compatta.

Anche una crescita molto rapida, sostenuta da temperature elevate e concimazioni frequenti, può favorire l’allungamento. La petunia produce più centimetri di ramo, ma non sempre sviluppa abbastanza ramificazioni laterali.

Il problema diventa più evidente quando tutti i tralci crescono nella stessa direzione. In quel caso il centro del vaso rimane scoperto e il peso della vegetazione si concentra verso l’esterno.

Il ruolo della luce

Una petunia coltivata con luce insufficiente allunga gli internodi, cioè gli spazi tra una foglia e l’altra. I fusti diventano più sottili e cercano la direzione dalla quale arriva maggiore luminosità.

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Anche un balcone chiaro può essere poco adatto se la pianta riceve soltanto luce riflessa. Per mantenere un portamento più raccolto servono diverse ore di sole, preferibilmente al mattino o nelle fasce non eccessivamente roventi.

Se un solo lato del vaso riceve luce, i rami si orientano tutti verso quella zona. Ruotare periodicamente il contenitore può aiutare, purché non venga spostato ogni giorno in posizioni molto diverse.

Nelle estati più calde bisogna distinguere tra bisogno di luce e surriscaldamento. La chioma può restare al sole, mentre il vaso può essere schermato o sollevato da una pavimentazione bollente. Ridurre troppo la luce per proteggere la pianta dal caldo peggiora spesso l’allungamento.

Quando accorciare i rami

Il momento giusto arriva quando i tralci iniziano a mostrare un tratto lungo e quasi privo di foglie. Non bisogna aspettare che tutta la pianta perda compattezza.

Si scelgono alcuni rami e si accorciano di circa un terzo, effettuando il taglio poco sopra un nodo ancora vitale. Da quel punto possono svilupparsi nuovi germogli laterali capaci di riempire le zone vuote.

Per conservare una parte della fioritura, è preferibile non tagliare tutti i tralci nello stesso giorno. Si può dividere l’intervento in due o tre fasi, lasciando che una porzione della pianta continui a portare fiori mentre l’altra ricostruisce la vegetazione.

Le forbici devono essere pulite e affilate, perché i fusti della petunia sono teneri e si schiacciano facilmente. Il lavoro va eseguito al mattino o in una giornata non troppo calda.

Come evitare i vuoti

La prevenzione comincia quando la petunia è ancora giovane. Una cimatura leggera delle punte stimola la ramificazione e crea una base più larga, dalla quale nasceranno più fusti.

Durante la stagione bisogna controllare il centro del vaso. Se alcuni rami si sovrappongono lasciando scoperta la parte interna, possono essere orientati con delicatezza, senza piegarli fino a spezzarli.

Anche il numero di piante nel contenitore è importante. Una fioriera troppo affollata produce una crescita competitiva: i tralci si allungano per cercare luce e le foglie basse cadono più facilmente.

Il substrato deve mantenere una buona struttura. Un terriccio vecchio, molto compattato o quasi completamente occupato dalle radici asciuga in modo irregolare e può causare la perdita delle foglie più vecchie.

La rimozione dei fiori appassiti aiuta a mantenere la pianta ordinata, ma non sostituisce la cimatura. Le due operazioni hanno funzioni diverse: la prima limita la produzione di semi, la seconda modifica la forma della chioma.

Le cure dopo la potatura

Dopo il taglio la petunia deve ricevere molta luce per produrre germogli corti e robusti. Una posizione ombreggiata favorirebbe nuovamente la crescita allungata.

Il terreno va mantenuto moderatamente umido. Non bisogna aumentare automaticamente l’acqua, perché una chioma ridotta consuma temporaneamente meno. Si annaffia quando la superficie inizia ad asciugarsi, lasciando defluire l’eccesso.

La concimazione può riprendere quando compaiono i nuovi germogli. È indicato un prodotto per piante fiorite, utilizzato secondo l’etichetta e mai in dosi concentrate.

La petunia impiega qualche settimana per tornare piena. I primi segnali positivi sono la comparsa di piccole foglie vicino ai nodi e l’aumento delle ramificazioni. Solo dopo questa fase iniziano a formarsi i nuovi boccioli.

Accorciare i rami nel momento corretto permette quindi di interrompere l’effetto lungo e vuoto senza sacrificare tutta la stagione. La petunia conserva il suo portamento ricadente, ma torna a produrre vegetazione anche vicino alla base e al centro del vaso.


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