Conviene lasciare i figli del falangio attaccati oppure staccarli?

I lunghi stoloni del falangio finiscono quasi sempre per produrre numerose piantine figlie. Quando iniziano a sviluppare le prime foglie e le radichette, nasce spontanea una domanda: è meglio lasciarle attaccate alla pianta madre oppure staccarle per ottenere nuove piante?

Non esiste una risposta valida in ogni situazione. Entrambe le scelte presentano vantaggi e dipendono dall’obiettivo che si vuole raggiungere. Chi desidera una pianta più voluminosa può comportarsi in modo diverso rispetto a chi vuole moltiplicarla.

Capire come il falangio utilizza le proprie energie permette di scegliere il momento giusto per intervenire senza compromettere la salute della pianta madre.

Perché produce i figli

Le piantine che si formano sugli stoloni rappresentano il principale sistema di moltiplicazione vegetativa del falangio.

Ogni figlio nasce già completo di foglie e, con il tempo, sviluppa anche le prime radici. Finché rimane collegato alla pianta madre continua a ricevere acqua e sostanze nutritive attraverso lo stolone, riuscendo così a crescere rapidamente anche prima di entrare in contatto con il terreno.

Per questo motivo il falangio riesce a produrre numerosi figli nel corso della stagione vegetativa, soprattutto quando viene coltivato in condizioni favorevoli.

Quando lasciarli attaccati

Lasciare i figli collegati alla pianta madre è la scelta ideale quando si desidera ottenere un effetto ricadente.

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Gli stoloni pieni di piantine rendono il falangio molto più scenografico, soprattutto nei vasi sospesi o collocati su mensole e balconi. È proprio questo l’aspetto che rende questa specie così decorativa.

Inoltre, i figli continuano a svilupparsi senza richiedere alcun intervento, rimanendo nutriti dalla pianta madre fino a quando non vengono eventualmente separati.

Se il falangio è vigoroso e produce regolarmente nuove foglie, la presenza delle piantine non rappresenta generalmente un problema.

Quando è meglio staccarli

La separazione diventa utile quando si desidera ottenere nuove piante oppure quando il falangio ha prodotto un numero molto elevato di stoloni.

È consigliabile attendere che ogni figlio abbia sviluppato diverse foglie e le prime radici. In questa fase possiede già una buona autonomia e attecchisce con maggiore facilità.

Le giovani piante possono essere sistemate direttamente in un piccolo vaso con terriccio leggero oppure fatte radicare mantenendo la base a contatto con il substrato mentre sono ancora unite alla pianta madre. Solo dopo la formazione di un apparato radicale ben sviluppato si potrà recidere lo stolone.

I figli tolgono energia?

È una delle domande più frequenti, ma la risposta dipende dalle condizioni della pianta.

Un falangio adulto, ben coltivato e con un apparato radicale sviluppato riesce normalmente a sostenere la crescita delle piantine senza particolari difficoltà.

Se invece la pianta è coltivata in un vaso ormai troppo piccolo, presenta una crescita rallentata oppure produce foglie sempre più minute, mantenere decine di figli può aumentare il consumo di risorse disponibili.

In questi casi eliminare parte degli stoloni o separare alcune piantine può aiutare la pianta madre a riprendere una crescita più vigorosa.

Qual è la scelta migliore

Non esiste una soluzione migliore in assoluto.

Chi desidera un falangio molto folto e ornamentale può tranquillamente lasciare i figli attaccati, ottenendo il caratteristico effetto a cascata che contraddistingue questa specie.

Chi invece vuole moltiplicare la pianta, regalarla oppure alleggerire un esemplare molto carico di stoloni può staccare le piantine quando sono sufficientemente sviluppate.

La scelta dovrebbe quindi basarsi soprattutto sullo stato di salute della pianta madre e sul risultato che si vuole ottenere.

Un falangio vigoroso può convivere a lungo con i propri figli, mentre la separazione rappresenta un’ottima opportunità per ottenere facilmente nuovi esemplari senza ricorrere a tecniche di propagazione complesse.


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