L’agapanto al termine della fioritura si sforza per produrre qualcosa alla quale non badiamo quasi mai. Abbiamo l’abitudine di eliminare immediatamente gli steli floreali ormai appassiti per mantenere la pianta ordinata.
In realtà, lasciandoli sulla pianta, infatti, si avvia la formazione dei semi, una fase interessante che permette sia la riproduzione della specie sia la raccolta del materiale da seminare nelle stagioni successive.
Cerchiamo di capire come assecondare e servirci della produzione dei semi dell’Agapanto.
Perché gli steli non devono essere eliminati
Quando i fiori dell’agapanto iniziano a seccarsi, la pianta non ha ancora completato il proprio ciclo riproduttivo. Dopo l’impollinazione, l’energia viene indirizzata verso la formazione delle capsule che contengono i semi. Eliminando gli steli troppo presto si interrompe questo processo naturale, impedendo alla pianta di produrre i propri semi.
Lasciare gli steli in posizione consente alle capsule dei semi di svilupparsi gradualmente nel corso delle settimane successive alla fioritura.
Inizialmente appaiono verdi e carnose, ma con il passare del tempo assumono una colorazione più chiara fino a diventare secche e cartacee, segnale che la maturazione è ormai completata.
Quando raccogliere i semi
Il momento ideale per la raccolta coincide con la completa essiccazione delle capsule. A questo punto puoi tagliare gli steli e prelevare delicatamente i semi prima che vengano dispersi naturalmente.
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I semi dell’agapanto devono risultare completamente asciutti e ben formati. Dopo la raccolta, lasciali essiccare ancora per alcuni giorni in un ambiente fresco, asciutto e ben ventilato, evitando l’esposizione diretta al sole.
La semina
La semina dell’agapanto rappresenta un metodo semplice ma piuttosto lento per ottenere nuovi esemplari. I semi possono essere distribuiti in un substrato leggero, ben drenante e mantenuto costantemente umido, senza eccessi d’acqua.
Le giovani piantine iniziano generalmente a comparire dopo alcune settimane, ma la crescita iniziale è lenta. Occorrono infatti diversi anni prima che le nuove piante raggiungano la maturità necessaria per produrre le caratteristiche infiorescenze.
Nonostante i tempi lunghi, la riproduzione da seme permette di ottenere numerosi esemplari e, in alcuni casi, di osservare leggere differenze nelle caratteristiche delle nuove piante rispetto alla pianta madre, soprattutto nelle varietà ibride.
Quando invece conviene eliminare gli steli
Se non hai interesse a raccogliere i semi, tagliare gli steli dopo la fioritura può rappresentare una scelta utile. In questo modo la pianta evita di impiegare energie nella maturazione delle capsule e può concentrare le proprie risorse sul rafforzamento dell’apparato radicale e delle foglie.
Il taglio va eseguito con forbici ben affilate e disinfettate, recidendo lo stelo il più vicino possibile alla base senza danneggiare il fogliame. Questa semplice operazione favorisce anche una migliore circolazione dell’aria attorno alla pianta.
