Come avere una seconda generazione di basilico a fine estate

A fine estate il basilico coltivato da maggio o giugno può iniziare a cambiare aspetto. I fusti diventano più legnosi, le foglie si fanno più piccole e la pianta tende a produrre continuamente spighe di fiori, anche dopo diverse cimature.

Continuare a mantenere in produzione una pianta ormai vecchia non è sempre la scelta migliore. Tra agosto e l’inizio di settembre si può invece approfittare delle temperature ancora miti per ottenere una seconda generazione di basilico, pronta a sostituire gradualmente quella estiva.

Si può ripartire in due modi: seminando nuovi semi oppure preparando delle talee dai rami ancora sani. Sono due tecniche semplici, ma richiedono tempi e cure leggermente differenti.

Perché ripartire

Il basilico è una pianta che tende naturalmente a completare il proprio ciclo producendo fiori e semi. Quando arriva a questa fase, gran parte delle energie viene indirizzata verso la riproduzione e la produzione di nuove foglie può rallentare.

Le cimature permettono di prolungare la fase vegetativa, ma dopo diversi mesi i fusti diventano spesso più duri e ramificati. Le foglie nuove possono risultare più piccole e le infiorescenze ricompaiono rapidamente.

Creare nuove piantine permette di avere esemplari giovani, compatti e ancora concentrati sulla produzione di foglie.

Il periodo adatto dipende naturalmente dal clima. Nelle zone dove settembre rimane caldo per diverse settimane, si può iniziare anche verso la fine di agosto. Dove invece le temperature scendono rapidamente, conviene anticipare leggermente.

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Non bisogna aspettare che la vecchia pianta sia completamente secca. La nuova generazione dovrebbe iniziare a crescere mentre quella precedente è ancora produttiva, così da avere una sostituzione graduale.

Partire dai semi

La semina è il metodo più semplice quando sono disponibili semi conservati oppure raccolti dalle infiorescenze mature.

Si possono utilizzare piccoli vasetti o contenitori riempiti con terriccio leggero e fine. Il substrato va inumidito prima della semina, evitando però di trasformarlo in una massa completamente bagnata.

I semi del basilico sono molto piccoli. È sufficiente distribuirli sulla superficie e ricoprirli con uno strato sottilissimo di terriccio. Una copertura troppo profonda può rallentare o ostacolare la germinazione.

Durante i primi giorni il terreno deve rimanere leggermente umido. Irrigazioni abbondanti possono spostare i semi oppure creare ristagni, quindi risultano più adatte piccole quantità d’acqua distribuite delicatamente.

Con temperature ancora calde, la germinazione può iniziare abbastanza rapidamente. Una volta comparse le prime foglioline, le piantine dovranno ricevere molta luce, evitando inizialmente le ore di sole estivo più forti.

Quando saranno cresciute abbastanza e avranno prodotto diverse foglie vere, sarà possibile diradarle oppure trasferirle in contenitori più grandi.

Usare le talee

La talea permette di ottenere nuove piantine utilizzando direttamente la vecchia pianta di basilico.

Vanno scelti rametti sani, ancora verdi e privi di fiori, preferibilmente lunghi circa 8-12 centimetri. Un ramo già impegnato nella produzione di infiorescenze è meno adatto, perché tende a continuare quella fase anche dopo il taglio.

La parte inferiore del rametto va privata delle foglie, lasciando soltanto alcune foglie nella zona superiore. Il tratto spoglio può essere inserito in un bicchiere con poca acqua.

Dopo alcuni giorni, dai nodi sommersi iniziano normalmente a comparire le prime radici bianche. L’acqua va cambiata periodicamente, soprattutto con temperature elevate, perché può deteriorarsi rapidamente.

Quando le radici hanno raggiunto qualche centimetro, il rametto può essere trasferito in un piccolo vaso con terriccio morbido.

Nei primi giorni dopo il passaggio dall’acqua alla terra il substrato dovrebbe rimanere leggermente umido. Le nuove radici devono infatti adattarsi a un ambiente completamente diverso.

La talea offre un vantaggio interessante: permette di partire da una pianta già sviluppata e quindi di ottenere un nuovo basilico più velocemente rispetto alla semina.

Le prime cimature

Una giovane piantina non deve essere lasciata crescere subito con un unico fusto lungo. Quando sono presenti diverse coppie di foglie, si può eliminare la punta sopra un nodo. Da quella zona inizieranno a svilupparsi nuovi germogli laterali, creando una pianta più ramificata.

Questa prima cimatura serve soprattutto a impostare la struttura futura del basilico. Più ramificazioni significano infatti più punti dai quali potranno nascere nuove foglie.

Il taglio non deve però essere anticipato troppo. Una piantina ancora molto piccola ha bisogno di formare radici e foglie sufficienti prima di essere cimata.

Lo stesso principio continuerà a essere utilizzato durante la raccolta. Invece di staccare singolarmente le foglie più grandi dal basso, conviene prelevare le estremità dei rami poco sopra una coppia di foglie.

La raccolta diventa così contemporaneamente una forma di potatura.

Il vaso

Le nuove piantine possono sembrare minuscole nelle prime settimane, ma il basilico produce rapidamente un apparato radicale piuttosto fitto.

Riempire un unico vaso con troppe piantine crea presto una forte competizione per acqua, luce e nutrienti. I fusti diventano più sottili e le foglie possono rimanere piccole.

Dopo la germinazione è quindi preferibile lasciare uno spazio sufficiente tra le singole piante oppure dividerle in più contenitori.

Nel caso delle talee, si possono sistemare più rametti nello stesso vaso soltanto se il contenitore è abbastanza ampio. Il fondo deve possedere fori liberi e il substrato dovrebbe trattenere un po’ di umidità senza rimanere costantemente saturo.

A fine estate l’evaporazione può essere ancora molto rapida durante il giorno, mentre le notti iniziano progressivamente a diventare più fresche. Le irrigazioni vanno quindi adattate alle condizioni reali del vaso, senza mantenere lo stesso ritmo utilizzato durante le settimane più calde di luglio.

Verso l’autunno

La seconda generazione di basilico nasce in una fase dell’anno diversa rispetto alle piante seminate in primavera.

A settembre le giornate cominciano ad accorciarsi e, poco alla volta, diminuiscono anche le temperature notturne. La crescita può quindi diventare progressivamente più lenta.

Le nuove piantine dovrebbero ricevere la maggiore quantità possibile di luce, soprattutto quando il sole perde l’intensità tipica dell’estate.

Se sono coltivate in vaso, diventano inoltre molto più semplici da spostare. Nelle zone dove le notti diventano presto fresche, il contenitore può essere trasferito vicino a una parete riparata oppure, più avanti nella stagione, in una zona interna molto luminosa.

L’obiettivo non è mantenere il basilico in crescita indefinitamente, ma sfruttare le settimane ancora favorevoli per ottenere nuove foglie tenere tra fine estate e inizio autunno.


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