Come mantenere umido il terreno durante il caldo estivo

Durante le settimane più calde il terreno dei vasi può asciugarsi nel giro di poche ore. Il fenomeno diventa ancora più evidente sui balconi esposti al sole, dove vaso, terriccio e radici raggiungono temperature elevate per buona parte della giornata.

Aumentare semplicemente il numero delle annaffiature non sempre risolve il problema. Se il substrato è molto compatto, il contenitore è piccolo o la superficie rimane completamente esposta, gran parte dell’acqua può essere persa rapidamente.

Per mantenere l’umidità più a lungo bisogna intervenire soprattutto su terreno, superficie del vaso e modalità di irrigazione, cercando di ridurre l’evaporazione senza lasciare continuamente le radici in un substrato fradicio.

Bagnare in profondità

Durante il caldo estivo le annaffiature molto leggere rischiano di inumidire soltanto i primi centimetri di terreno.

L’acqua dovrebbe invece raggiungere progressivamente tutto il pane di terra, fino a fuoriuscire dai fori di drenaggio. Le radici presenti più in profondità possono così utilizzare l’umidità per un periodo maggiore.

Nei terricci molto asciutti l’acqua può scorrere rapidamente lungo le pareti del vaso senza penetrare nella parte centrale. In questi casi è preferibile distribuirla lentamente, aspettare qualche minuto e ripetere l’operazione.

Se il pane di terra si è completamente ritirato dai bordi, può essere utile una breve irrigazione dal basso, lasciando poi scolare completamente il contenitore.

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Non serve lasciare continuamente acqua nel sottovaso: dopo aver reidratato il terreno, quella in eccesso va eliminata.

Coprire la superficie

Uno dei sistemi più semplici per rallentare l’evaporazione consiste nel proteggere la superficie del terreno.

Uno strato di pacciamatura riduce il contatto diretto tra sole e substrato e permette all’umidità di rimanere disponibile più a lungo.

Nei vasi si possono utilizzare corteccia, piccoli frammenti vegetali, paglia oppure altri materiali adatti alla pacciamatura, lasciando libero lo spazio immediatamente intorno al fusto.

Lo strato non deve diventare eccessivamente spesso né formare una copertura impermeabile. L’acqua deve continuare a raggiungere facilmente il terreno e l’aria deve poter circolare.

In giardino lo stesso principio permette di proteggere aiuole e zone intorno agli arbusti, riducendo contemporaneamente la crescita di molte erbe spontanee.

Proteggere il vaso

Non è soltanto la superficie del terreno a scaldarsi. Un contenitore esposto per ore al sole può diventare molto caldo, soprattutto se è piccolo, scuro oppure appoggiato su una pavimentazione arroventata.

In queste condizioni l’umidità viene persa più rapidamente e le radici vicine alle pareti possono trovarsi in una zona molto calda.

Quando possibile, il contenitore può essere protetto lasciando la chioma alla luce ma schermando maggiormente il vaso.

Un coprivaso più chiaro, una fioriera esterna oppure la vicinanza di altri contenitori possono ridurre l’esposizione diretta delle pareti.

Nei balconi con temperature molto elevate va considerato pure il pavimento: sollevare leggermente i contenitori consente una migliore circolazione dell’aria sotto la base e limita il contatto diretto con superfici bollenti.

Migliorare il substrato

Un terreno di buona qualità deve riuscire a trattenere una parte dell’acqua senza rimanere continuamente saturo.

Un substrato ormai vecchio può diventare duro, compatto oppure difficile da reidratare. L’acqua attraversa velocemente alcune zone mentre altre rimangono quasi asciutte.

Quando il problema è molto evidente, al momento adatto per il rinvaso conviene sostituire almeno parte del terreno con un substrato più strutturato e adatto alla specie coltivata.

Non bisogna però correggere un terreno che asciuga troppo trasformandolo in una miscela pesante e impermeabile. Le radici hanno bisogno di ossigeno oltre che di acqua.

Nei grandi vasi ancora in buone condizioni si può invece rinnovare la parte superficiale, eliminando il terriccio ormai impoverito e aggiungendone di nuovo senza danneggiare le radici.

Scegliere il momento

Durante le giornate torride l’orario dell’irrigazione incide sulla quantità di acqua che rimane realmente disponibile.

La prima mattina offre generalmente le condizioni più favorevoli. Il terreno è più fresco e la pianta dispone di acqua prima delle ore di maggiore evaporazione.

Una seconda possibilità è la sera, soprattutto quando il substrato è già molto asciutto, ma bisogna evitare di mantenere inutilmente foglie e fiori bagnati durante tutta la notte.

Il terreno va irrigato direttamente alla base.

Se una pianta mostra una disidratazione evidente a metà giornata e il terreno è completamente secco, non bisogna aspettare per forza l’orario ideale: l’acqua può essere somministrata subito, cercando eventualmente di spostare temporaneamente il vaso dal sole più forte.

Ridurre l’esposizione

Nei balconi esposti a sud o ovest il sole di agosto può colpire i contenitori per moltissime ore.

Le specie che tollerano la mezz’ombra possono essere spostate in punti dove ricevano sole nelle prime ore e maggiore protezione nel pomeriggio. Per quelle che richiedono pieno sole, invece, può essere sufficiente schermare il contenitore senza togliere luce alla vegetazione.

Raggruppare più vasi crea inoltre una zona leggermente più protetta rispetto a tanti contenitori isolati.

Mantenere umido il terreno durante l’estate significa quindi soprattutto rallentare la velocità con cui l’acqua viene persa. Irrigazioni profonde, pacciamatura, vasi meno surriscaldati e un substrato capace di trattenere la giusta quantità d’acqua permettono di affrontare il caldo senza trasformare l’annaffiatura in un intervento continuo.


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