Terriccio, terra e substrato: sono davvero la stessa cosa?

Nel linguaggio comune, i termini terriccio, terra e substrato vengono spesso utilizzati come sinonimi.

In realtà, nel giardinaggio queste tre parole indicano materiali con caratteristiche e funzioni differenti.

Conoscere la differenza è importante perché ogni pianta ha esigenze specifiche e scegliere il materiale sbagliato può influire sulla crescita, sulla salute delle radici e sulla capacità di assorbire acqua e sostanze nutritive.

Cos’è la terra

La terra è il suolo naturale che si trova nei campi, nei boschi e nei giardini. Si forma nel corso di migliaia di anni attraverso la degradazione delle rocce e della sostanza organica, grazie all’azione dell’acqua, del vento, dei microrganismi e delle radici delle piante.

È composta da una miscela di particelle minerali come sabbia, limo e argilla, a cui si aggiungono sostanza organica, acqua, aria e una grande quantità di organismi viventi, tra cui batteri, funghi, lombrichi e insetti.

Le caratteristiche della terra cambiano notevolmente da una zona all’altra. Alcuni terreni sono molto argillosi e trattengono molta acqua, altri sono sabbiosi e drenano rapidamente, mentre quelli ricchi di humus risultano particolarmente fertili.

Proprio perché la sua composizione varia in base al luogo di provenienza, la terra del giardino non è sempre adatta alla coltivazione in vaso.

Cos’è il terriccio

Il terriccio è un prodotto realizzato appositamente per la coltivazione delle piante in vaso o per migliorare il terreno del giardino. A differenza della terra naturale, non deriva semplicemente dal suolo, ma è una miscela preparata con materiali selezionati per offrire il giusto equilibrio tra ritenzione idrica, drenaggio e disponibilità di nutrienti.

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Un buon terriccio può contenere torba, compost vegetale, fibra di cocco, corteccia compostata, humus, sabbia silicea, pomice, perlite e concimi a lenta cessione. La composizione varia in base all’utilizzo previsto.

Esistono infatti terricci specifici per piante verdi, piante da fiore, orchidee, cactus e succulente, acidofile, agrumi e molte altre categorie di piante.

La funzione principale del terriccio è quella di creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle radici, mantenendo il giusto rapporto tra acqua e ossigeno.

Cos’è il substrato

Il termine substrato ha un significato ancora più ampio. In botanica indica qualsiasi materiale utilizzato come supporto per la crescita delle radici, indipendentemente dalla sua composizione.

In altre parole, il terriccio è un tipo di substrato, ma non tutti i substrati sono costituiti da terriccio.

Esistono infatti substrati completamente minerali, come pomice, lapillo vulcanico, argilla espansa, zeolite o ghiaia, utilizzati soprattutto per alcune piante succulente o nelle tecniche di coltivazione particolari.

Anche materiali organici come fibra di cocco, corteccia di pino, sfagno o muschio rappresentano substrati molto utilizzati per orchidee, piante tropicali e coltivazioni specifiche.

Perfino i sistemi di coltivazione idroponica impiegano substrati inerti che non contengono terra né terriccio, ma hanno il solo compito di sostenere la pianta mentre le sostanze nutritive vengono fornite attraverso l’acqua.

La differenza è importante

Comprendere la distinzione tra questi termini non è soltanto una questione teorica. Utilizzare il materiale corretto può fare una notevole differenza nella salute delle piante.

Da principiante potresti commettere l’errore di riempire un vaso con la normale terra del giardino. Sebbene possa sembrare una soluzione economica, questo materiale tende spesso a compattarsi con il tempo, limitando la circolazione dell’aria e favorendo il ristagno dell’acqua.

Le radici hanno invece bisogno di ossigeno per respirare e svilupparsi correttamente. Un terriccio ben formulato mantiene una struttura soffice anche dopo numerose irrigazioni, favorendo una crescita più sana.

Anche il substrato deve essere scelto in funzione delle esigenze della pianta. Una specie tropicale richiede caratteristiche completamente diverse rispetto a una pianta grassa o a un’orchidea.

A ciascuna pianta il suo substrato

Non esiste un materiale universale adatto a tutte le specie vegetali. Le piante mediterranee, ad esempio, preferiscono terreni molto drenanti che evitino l’accumulo di umidità intorno alle radici.

Le piante tropicali, invece, crescono meglio in substrati capaci di mantenere una buona umidità pur restando ben aerati.

Le orchidee rappresentano un caso particolare perché in natura vivono spesso come epifite, cioè ancorate ai tronchi degli alberi. Per questo motivo vengono coltivate in un substrato costituito prevalentemente da corteccia di pino, che permette alle radici di ricevere molta aria.

Anche le piante succulente necessitano di una miscela ricca di materiali minerali come sabbia, pomice o lapillo, così da evitare il ristagno dell’acqua che potrebbe provocare marciumi radicali.


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