Dopo diversi mesi di crescita la Pianta Incenso può presentarsi con lunghi rami ricadenti, foglie concentrate sulle estremità e una parte centrale molto più vuota. Il caldo estivo e la continua crescita verso la luce accentuano facilmente questo aspetto.
Tra fine agosto e settembre, quando le temperature iniziano a diventare meno estreme, una cimatura mirata può essere utilizzata per ricostruire la forma della pianta. Non serve accorciare drasticamente ogni ramo: l’obiettivo consiste nell’interrompere alcune punte e stimolare la vegetazione più vicina alla base.
La Pianta Incenso, generalmente coltivata nelle forme variegate di Plectranthus, possiede fusti che reagiscono bene ai tagli e possono produrre rapidamente nuove ramificazioni dai nodi.
Individuare i nodi
Prima di tagliare va osservata la struttura dei rami. Lungo ogni fusto sono presenti punti dai quali partono le foglie. Sono i nodi, e proprio vicino a queste zone possono attivarsi nuove gemme.
Il taglio deve essere effettuato poco sopra un nodo sano, evitando di lasciare lunghi tratti di fusto nudo sopra l’ultima coppia di foglie. Quando viene eliminata l’estremità vegetativa, uno o più germogli laterali possono iniziare a svilupparsi sotto il punto del taglio.
Invece di avere un unico ramo molto lungo, si ottengono progressivamente più direzioni di crescita.
Accorciare i più lunghi
Non tutti i fusti devono essere trattati nello stesso modo. Conviene iniziare da quelli che hanno superato nettamente il bordo del vaso, risultano spogli alla base oppure rendono la chioma fortemente asimmetrica.
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Possono essere accorciati fino a una zona ancora ricca di foglie. I rami più corti e già ben ramificati possono essere lasciati intatti, così la pianta conserva una parte consistente della propria superficie verde mentre prepara i nuovi germogli.
Una potatura uniforme e molto bassa produrrebbe invece un effetto più drastico e non è necessaria per una semplice sistemazione di fine estate.
Riempire il centro
La cimatura favorisce la ramificazione, ma per ottenere un vaso molto folto può essere sfruttata anche un’altra caratteristica della Pianta Incenso: la facilità di radicazione delle talee.
Le punte sane tagliate possono essere utilizzate per creare nuovi esemplari. Una volta preparate, alcune talee possono essere inserite negli spazi vuoti dello stesso vaso, soprattutto vicino al centro.
In questo modo la chioma viene ricostruita da due direzioni: la vecchia pianta produce nuovi rami laterali e le talee aggiungono ulteriori punti vegetativi. Non conviene però riempire il vaso fino a renderlo eccessivamente affollato. Serve ancora circolazione d’aria tra i fusti.
Luce e variegatura
Una Pianta Incenso tenuta in luce insufficiente tende a produrre rami più lunghi e spazi maggiori tra una coppia di foglie e l’altra.
La cimatura perderebbe parte della propria utilità se i nuovi germogli tornassero immediatamente ad allungarsi verso una fonte luminosa lontana.
Dopo il taglio serve quindi una posizione luminosa. Nelle forme con margini bianchi o crema una buona quantità di luce aiuta inoltre a mantenere più evidente la variegatura.
Il sole molto intenso delle ore centrali può però lasciare bruciature, soprattutto su esemplari cresciuti all’ombra. L’eventuale aumento dell’esposizione deve essere graduale.
Acqua dopo il taglio
Una chioma accorciata perde meno acqua rispetto a una massa di lunghi rami. Per qualche tempo il substrato potrebbe quindi asciugarsi più lentamente.
Non bisogna continuare automaticamente con la stessa frequenza di irrigazione utilizzata prima della cimatura. Il terreno va bagnato quando la parte superiore ha iniziato ad asciugare, lasciando defluire l’eccesso dai fori del vaso.
Le talee appena inserite richiedono un’umidità più regolare rispetto alla pianta adulta, ma non un substrato saturo. Un terreno costantemente zuppo rende i giovani fusti più vulnerabili al deterioramento.
Sfruttare settembre
Temperature leggermente inferiori rispetto al pieno agosto possono favorire la ripresa della vegetazione. Se la pianta è ancora attiva, dai nodi sotto i tagli iniziano a comparire piccoli germogli verdi, inizialmente ravvicinati al fusto.
Questi sono il vero risultato da aspettare. Non serve concimare immediatamente dopo aver utilizzato le forbici. Prima va verificato che la pianta abbia effettivamente iniziato a produrre nuova vegetazione.
Quando i germogli saranno in crescita, una nutrizione moderata potrà accompagnarne lo sviluppo se il substrato è ormai povero.
Mantenere la forma
La trasformazione non termina con una sola cimatura. Quando i nuovi rami diventano nuovamente lunghi, si può pizzicare la parte terminale per favorire una seconda ramificazione.
Effettuando piccoli interventi distribuiti nel tempo si ottiene una Pianta Incenso più densa, senza doverla ridurre drasticamente ogni volta che perde la forma.
Il principio è semplice: ogni ramo lasciato crescere indisturbato tenderà ad allungarsi, mentre la rimozione selettiva dell’apice spinge la pianta a utilizzare le gemme laterali.
A fine estate questa tecnica permette quindi di recuperare esemplari con lunghi fusti vuoti e crescita disordinata. Taglio sopra i nodi, talee reinserite nelle zone spoglie e buona luminosità possono trasformare progressivamente il vecchio cespo in una pianta più compatta prima che l’arrivo del freddo rallenti la crescita.
