Sul plumbago che a settembre produceva grappoli larghi e pieni, in ottobre possono comparire infiorescenze più piccole e con meno boccioli.
Se le foglie rimangono verdi e gli apici sono sani, il cambiamento non indica automaticamente una carenza. Prima di intervenire è utile confrontare la luce ricevuta nei due mesi e la velocità della nuova crescita.
Il plumbago forma i grappoli all’estremità dei nuovi getti. Quando le giornate si accorciano e il sole raggiunge il vaso per meno ore, quei getti possono rallentare senza fermarsi del tutto. Anche il grappolo terminale può diventare più piccolo, e una maggiore quantità di concime non può compensare da sola la minore luce autunnale.
Confrontare i grappoli
È utile osservare un vecchio grappolo e uno formatosi in ottobre, confrontando numero dei boccioli, lunghezza del tratto di ramo sottostante e distanza tra le foglie più giovani.
Il confronto deve riguardare soprattutto la nuova crescita. Un getto corto ma sodo, con foglie ben colorate e un piccolo grappolo integro, può semplicemente indicare un rallentamento stagionale. Se invece l’apice ingiallisce, si piega o perde rapidamente i boccioli, è necessario valutare anche altre cause.
Meno luce in ottobre
La stessa posizione non riceve necessariamente la stessa quantità di luce durante tutto l’anno. Il sole cambia altezza, gli edifici possono creare ombra prima e il vaso può ricevere luce diretta per meno ore rispetto a settembre.
Un controllo effettuato al mattino, a metà giornata e nel pomeriggio permette di capire se le ore luminose sono realmente diminuite.
Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!
Il plumbago fiorisce meglio in una posizione molto luminosa. Per valutare l’esposizione del plumbago, è importante considerare orientamento, ostacoli e ore effettive di sole.
Se la zona è diventata troppo ombreggiata, il vaso può essere spostato gradualmente verso un punto più aperto e protetto dal vento. Più luce non deve però significare maggiori sbalzi.
Apici più lenti
Un ramo può continuare a produrre qualche nuova foglia anche quando la velocità complessiva di crescita sta diminuendo.
Con meno luce gli apici possono avanzare più lentamente e formare grappoli meno grandi rispetto a quelli estivi. Anche internodi più corti e una crescita più compatta possono accompagnare questo cambiamento.
Non è necessario cimare il getto nel tentativo di stimolare nuovi fiori. Il plumbago produce le infiorescenze sulla crescita dell’anno e un taglio eliminerebbe proprio l’estremità che potrebbe ancora sviluppare boccioli.
Per far fiorire il plumbago fino a ottobre,gli apici sani vanno conservati finché rimangono attivi.
Acqua senza eccessi
Con temperature più fresche il vaso può impiegare più tempo ad asciugarsi rispetto a settembre. Continuare con la stessa frequenza di irrigazione estiva rischia quindi di mantenere il substrato freddo e troppo umido.
Allo stesso tempo, ridurre automaticamente l’acqua può creare problemi se il contenitore continua a ricevere molto sole. La decisione dipende dall’umidità reale del terreno e dal peso del vaso.
Foglie sode e terriccio moderatamente umido non richiedono correzioni immediate. Foglie afflosciate insieme a un vaso leggero possono indicare sete, mentre ingiallimento diffuso, vaso pesante e acqua nel sottovaso richiedono maggiore attenzione al drenaggio.
È preferibile modificare un solo elemento alla volta e osservare la risposta dei nuovi boccioli.
Concime con moderazione
Il fertilizzante può sostenere una pianta ancora in crescita, ma non può aumentare le ore di luce né riportare le condizioni di settembre.
Se durante l’estate sono già stati utilizzati fertilizzanti, una nuova dose troppo ravvicinata può favorire l’accumulo di sali nel substrato senza produrre grappoli più grandi. Prima va considerata l’ultima concimazione effettuata.
Quando apici, foglie e radici risultano ancora attivi e le temperature rimangono miti, l’eventuale concimazione può seguire le indicazioni del prodotto.
Prima di concimare il plumbago è utile verificare anche la presenza di fertilizzanti a lento rilascio già nel vaso. Quando la crescita rallenta, anche il nutrimento dovrebbe diminuire.
Osservare il grappolo successivo
Un’infiorescenza già formata e rimasta piccola non aumenterà improvvisamente dopo una modifica di luce o irrigazione.
È più utile osservare l’apice successivo e confrontarlo dopo alcuni giorni. Se continua ad avanzare, rimane sodo e forma boccioli regolari, la crescita sta ancora proseguendo, anche se con un ritmo più lento rispetto a settembre.
Se invece tutti gli apici si fermano, le foglie iniziano a cambiare colore o il terreno rimane bagnato molto a lungo, la sola riduzione della luce autunnale potrebbe non essere sufficiente a spiegare il problema.
In quel caso è opportuno controllare anche radici, drenaggio e temperature notturne, perché la presenza contemporanea di più segnali indica una condizione da approfondire.
