Il falangio, botanicamente Chlorophytum comosum, è una delle piante da appartamento più semplici da gestire, soprattutto per chi è alle prime esperienze con il verde. Si riconosce facilmente per le foglie lunghe, strette e arcuate e, quando la pianta è adulta, per i lunghi steli sui quali compaiono piccole piantine.
La sua caratteristica più interessante è la capacità di adattarsi. Questo non significa che possa essere dimenticato completamente, ma rispetto a molte altre piante da appartamento offre un margine di errore maggiore e tollera meglio qualche dimenticanza con l’acqua o una posizione non perfetta.
È proprio questa tolleranza a renderlo adatto ai principianti. Con una sola pianta è possibile imparare a osservare le foglie, controllare l’umidità del terriccio, capire la differenza tra luce indiretta e sole diretto e persino fare esperienza con la propagazione.
La posizione giusta
Scegliere il posto corretto significa avere già risolto una buona parte della coltivazione.
Il falangio preferisce una zona luminosa della casa, ma senza un sole diretto molto forte sulle foglie per molte ore. Una stanza luminosa vicino a una finestra può essere una buona soluzione, soprattutto quando la luce viene filtrata da una tenda leggera oppure quando il vaso viene mantenuto leggermente spostato rispetto ai raggi più intensi.
Una delle qualità del falangio è comunque la capacità di adattarsi anche a condizioni meno luminose. In questo caso la crescita può diventare più lenta e, nelle varietà con foglie variegate, la colorazione può risultare meno evidente.
All’estremo opposto c’è invece il sole diretto molto intenso, soprattutto durante le giornate più calde. Un’esposizione eccessiva può provocare ingiallimenti o zone secche sulle foglie.
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La regola più semplice resta quindi quella di offrire molta luce, preferibilmente indiretta.
La forma ricadente della pianta permette inoltre di valorizzarla facilmente su una mensola o all’interno di un vaso sospeso, soprattutto quando sono già presenti gli steli con le giovani piantine.
Acqua e punte marroni
Con il falangio è meglio evitare una regola fissa del tipo annaffiare ogni sette giorni.
Il terriccio può asciugarsi più velocemente o più lentamente in base alla stagione, alla temperatura della casa, alla quantità di luce, alle dimensioni del vaso e persino al tipo di substrato utilizzato. Per questo è molto più utile controllare direttamente il terreno.
Se la parte superficiale è ancora chiaramente umida, è preferibile aspettare. Quando invece comincia ad asciugarsi, può essere valutata una nuova annaffiatura.
Quando si bagna, è importante distribuire bene l’acqua e lasciare poi uscire l’eccesso attraverso i fori presenti sul fondo del vaso. Le radici non dovrebbero rimanere costantemente immerse nell’acqua.
Se dopo l’annaffiatura rimane acqua nel sottovaso o nel coprivaso, va eliminata.
Durante l’inverno la crescita tende generalmente a rallentare e il terriccio può rimanere umido più a lungo. Di conseguenza anche le annaffiature possono diventare meno frequenti. Il terriccio è quindi un riferimento più utile del calendario.
Un altro segnale molto comune è la comparsa delle punte marroni.
Una singola punta secca non significa automaticamente che la pianta stia morendo. Le cause possono essere diverse: il terriccio può essere rimasto asciutto troppo a lungo, può esserci stato un eccesso d’acqua, l’ambiente può essere molto secco oppure la pianta può aver ricevuto troppo sole diretto. Anche alcune caratteristiche dell’acqua utilizzata possono contribuire al problema.
Prima di intervenire è quindi utile osservare le condizioni generali del falangio. Se continua a produrre nuove foglie e mantiene un aspetto vigoroso, una piccola parte secca non rappresenta necessariamente un problema importante.
Le zone completamente secche possono essere eliminate per una questione estetica, mentre diventa più importante verificare che posizione e annaffiature siano corrette.
Vaso e terriccio
Anche nella scelta del vaso e del substrato il falangio non richiede procedure complicate.
Può essere utilizzato un buon terriccio per piante da appartamento, capace di trattenere una certa quantità di umidità ma anche di lasciare defluire l’acqua in eccesso.
Particolarmente importante è la presenza dei fori sul fondo del vaso. Questo dettaglio rende più semplice gestire correttamente le annaffiature ed evita che l’acqua rimanga intrappolata intorno alle radici.
Con il tempo il falangio può produrre numerose radici fino a riempire buona parte del contenitore. Questo non significa che debba essere rinvasato continuamente.
È sufficiente controllarlo periodicamente e valutare il rinvaso quando la pianta appare davvero troppo stretta oppure quando la crescita inizia a rallentare perché le radici hanno occupato quasi tutto lo spazio disponibile.
In quel momento può essere utilizzato un vaso leggermente più grande, aggiungendo terriccio fresco.
Come moltiplicarlo
Una delle caratteristiche più divertenti del falangio è la produzione delle piccole piantine che compaiono sui lunghi steli.
Una pianta adulta può formare prima piccoli fiori e successivamente delle vere e proprie piantine in miniatura. Quando queste diventano sufficientemente sviluppate e iniziano a mostrare le proprie radichette, possono essere separate dalla pianta madre.
Per farle attecchire può essere utilizzato un piccolo vaso riempito con terriccio leggermente umido. La base della giovane pianta va sistemata delicatamente nel substrato, mantenendo una lieve umidità durante la fase iniziale.
Con il tempo la piantina inizierà a sviluppare un proprio apparato radicale.
È possibile anche farla radicare mentre è ancora collegata alla pianta madre. In questo caso la giovane pianta viene appoggiata sul terriccio di un secondo vasetto e viene separata soltanto dopo l’attecchimento.
Si tratta di una tecnica molto semplice e permette di ottenere nuovi falangi senza acquistare altre piante. Da un solo esemplare adulto possono nascere nel tempo molte nuove piantine da tenere in casa oppure da regalare.
Gli errori da evitare
Uno degli errori principali è sicuramente esagerare con l’acqua.
Il falangio tollera qualche dimenticanza, ma questo non significa che possa vivere con le radici continuamente bagnate. Il terriccio va controllato prima di ogni annaffiatura e l’acqua non deve rimanere stagnante nel sottovaso.
Un altro errore è esporre improvvisamente la pianta a un sole diretto molto forte pensando che più luce significhi automaticamente condizioni migliori. La luce è importante, ma una posizione luminosa con luce indiretta è generalmente molto più semplice da gestire.
Infine, è importante evitare di intervenire continuamente alla prima piccola imperfezione. Una foglia rovinata non richiede necessariamente un cambio immediato di vaso, terriccio, posizione e concime.
È molto più utile osservare la pianta nel suo insieme e modificare una sola cosa alla volta.
Proprio per questo il falangio viene consigliato spesso a chi inizia. Non richiede cure complicate, riesce ad adattarsi a diverse condizioni di luce, permette di capire quando annaffiare semplicemente osservando il terriccio e non ha bisogno di rinvasi continui.
Con questa pianta si possono imparare molte delle basi necessarie per la cura delle piante da appartamento, dalla gestione dell’acqua alla scelta della luce fino alla propagazione. Tanta luce indiretta, terriccio controllato prima di annaffiare, niente ristagni e un po’ di osservazione sono già sufficienti per coltivarla con soddisfazione.
