Tra i sistemi naturali più semplici si possono sfruttare alcuni odori poco graditi alle mosche. Non si tratta di creare una barriera infallibile, ma di rendere alcune zone della casa meno invitanti.
Uno dei rimedi classici è il limone con i chiodi di garofano. Basta dividere un limone a metà e inserire nella polpa alcuni chiodi di garofano. Il piattino può essere sistemato vicino alla finestra, sul davanzale oppure nei pressi del tavolo, evitando naturalmente superfici delicate.
Il profumo agrumato unito all’aroma molto intenso dei chiodi di garofano crea una combinazione spesso utilizzata proprio durante i mesi estivi. Il limone deve però essere sostituito quando comincia a deteriorarsi, altrimenti rischia di ottenere l’effetto opposto e attirare altri insetti.
Un altro aiuto può arrivare dalle piante aromatiche. Basilico, menta, lavanda e rosmarino possono essere sistemati vicino alle aperture più utilizzate. Non bisogna aspettarsi che una singola pianta impedisca completamente l’ingresso delle mosche, ma il loro aroma può contribuire a rendere meno invitante una determinata zona.
Molto importante è anche la semplice ventilazione. Le mosche non amano particolarmente i flussi d’aria continui: vicino a tavoli e zone di passaggio, anche un ventilatore può rendere più difficile il loro volo e ridurre la permanenza nell’area.
La vera differenza, comunque, viene spesso fatta dalle abitudini più semplici. Frutta conservata correttamente, pattumiera chiusa, superfici asciutte e niente residui zuccherini sono molto più importanti di qualunque singolo rimedio.
Le piante anti mosche
All’esterno è più difficile impedire completamente la presenza delle mosche, perché l’ambiente è naturalmente aperto. È però possibile ridurne la concentrazione nelle zone che vengono utilizzate maggiormente.
Vicino al tavolo del terrazzo o del giardino possono essere posizionati vasi di lavanda, menta, basilico e rosmarino. Sono piante utili anche dal punto di vista ornamentale e aromatico e permettono di creare una zona profumata senza utilizzare spray nell’ambiente.
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La lavanda è particolarmente adatta alle zone molto luminose e soleggiate. Predilige terreni ben drenati e non ama i ristagni d’acqua. In un giardino mediterraneo può quindi rappresentare una scelta interessante anche indipendentemente dal problema delle mosche.
La menta, al contrario, preferisce generalmente un terreno leggermente più fresco. È consigliabile coltivarla in vaso perché tende a espandersi con grande facilità.
Un altro accorgimento importante riguarda il compost. Una compostiera ben gestita non dovrebbe produrre cattivi odori persistenti. Se intorno alla zona compaiono molte mosche, può esserci un eccesso di materiale umido oppure una scarsa aerazione.
Conviene alternare i residui della cucina con materiali più asciutti, come foglie secche e piccoli frammenti vegetali, evitando di lasciare grandi quantità di alimenti esposte sulla superficie.
Anche la frutta caduta dagli alberi andrebbe raccolta con una certa frequenza. In estate può iniziare a fermentare rapidamente, diventando una delle principali fonti di richiamo per mosche, vespe e altri insetti.
Particolare attenzione va riservata alle ciotole degli animali domestici. Gli avanzi di cibo lasciati all’aperto durante le ore più calde possono attirare rapidamente numerosi insetti. Meglio eliminare ciò che non viene consumato e lavare periodicamente il contenitore.
La tradizione della scritta 58
Tra i rimedi più insoliti che circolano da tempo c’è quello della scritta 58 contro le mosche. Il sistema è molto semplice: il numero viene scritto in maniera evidente su un foglio di carta e il foglio viene posizionato vicino a una finestra, una porta o un punto in cui le mosche entrano frequentemente.
Esistono diverse versioni dello stesso rimedio. C’è chi utilizza semplicemente il numero 58 scritto in grande, chi realizza la scritta con un pennarello nero molto marcato e chi disegna intorno al numero anche alcune linee.
Secondo la tradizione popolare, la forma dei numeri potrebbe creare un’immagine poco gradita all’insetto o ricordare qualcosa di minaccioso. Si trovano anche spiegazioni secondo cui le mosche percepirebbero la scritta in maniera differente a causa della particolare struttura dei loro occhi.
È però importante non trasformare questa spiegazione in una certezza scientifica.
Può comunque essere interessante provarlo come piccolo esperimento domestico, soprattutto perché non richiede prodotti e non comporta particolari rischi. Basta preparare un foglio bianco, scrivere 58 con caratteri molto grandi e scuri e sistemarlo vicino alla zona da controllare.
L’ideale è però osservare il risultato senza modificare contemporaneamente troppe altre condizioni. Se nello stesso momento viene eliminata la pattumiera, viene spostata la frutta e vengono chiuse le finestre, diventa praticamente impossibile capire se la scritta abbia avuto qualche effetto.
Il metodo del 58 deve quindi essere visto soprattutto come una curiosità popolare, mentre la riduzione concreta delle mosche dipende principalmente dalla rimozione delle fonti che le attirano.
