Cosa fare quando il Rosmarino continua a fiorire ma cresce poco

Un Rosmarino pieno di piccoli fiori ma con rami che sembrano quasi fermi può creare qualche dubbio, soprattutto tra la fine dell’estate e l’inizio di settembre. La pianta appare vitale, continua a produrre infiorescenze, ma non allunga i germogli e non infoltisce la chioma come nei mesi precedenti.

Fioritura e crescita vegetativa non procedono sempre con la stessa intensità. Il Rosmarino può dedicare una parte consistente delle proprie risorse alla produzione dei fiori e rallentare contemporaneamente lo sviluppo di nuovi tessuti, soprattutto dopo settimane di caldo intenso.

Prima di aumentare concime o annaffiature conviene quindi capire se si tratta di un rallentamento stagionale oppure di condizioni che stanno limitando la crescita dei rami. In molti casi bastano pochi interventi mirati per favorire una nuova vegetazione.

Fioritura e crescita

Il Rosmarino può produrre fiori in periodi differenti dell’anno, soprattutto nelle zone dal clima mite. Non è raro trovare piccoli fiori azzurri o violacei anche verso la fine dell’estate.

Quando la pianta è impegnata nella fioritura, una parte degli zuccheri e dei nutrienti viene destinata alla produzione di boccioli, fiori e successivamente semi.

Questo non impedisce completamente la crescita, ma può renderla meno evidente.

Un Rosmarino adulto può quindi mantenere numerose infiorescenze mentre le punte dei rami si allungano soltanto di pochi centimetri. Se il fogliame rimane verde, i fusti sono sodi e non compaiono disseccamenti estesi, non serve forzare immediatamente una ripresa.

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Eliminare i fiori secchi

Quando le infiorescenze hanno completato il loro ciclo, possono essere eliminate insieme alle estremità ormai sfiorite.

Non bisogna effettuare una potatura severa. È sufficiente accorciare leggermente i germogli fioriti, intervenendo sulla parte ancora verde e lasciando foglie sotto il taglio.

Questo tipo di pulizia riduce la quantità di energia destinata alla maturazione dei semi e può favorire la formazione di nuovi getti laterali.

Il Rosmarino reagisce meglio ai tagli effettuati sulla vegetazione giovane rispetto a quelli eseguiti sul legno vecchio. Scendere troppo in basso su rami completamente marroni e privi di foglie può lasciare zone che faticano a produrre nuovi germogli.

La chioma può quindi essere riordinata senza trasformare l’intervento in una drastica potatura di ringiovanimento.

Controllare il sole

Una crescita molto lenta accompagnata da rami sottili può essere collegata alla quantità di luce disponibile.

Il Rosmarino necessita di diverse ore di sole diretto per mantenere una vegetazione compatta. Un vaso sistemato in una zona che durante l’estate era luminosa può ricevere meno sole con l’avvicinarsi dell’autunno, soprattutto in presenza di muri, tende o balconi superiori.

La pianta può continuare a produrre qualche fiore grazie alle risorse già accumulate, ma i nuovi germogli possono diventare più deboli o smettere quasi di allungarsi.

Se possibile, va mantenuta in una posizione aperta e soleggiata. Il passaggio verso un’esposizione più forte deve comunque essere graduale quando la pianta è rimasta a lungo in ombra.

Guardare il vaso

Nel Rosmarino coltivato in contenitore, una crescita quasi ferma può dipendere dallo spazio disponibile alle radici.

Un esemplare presente nello stesso vaso da diversi anni può aver formato un pane radicale molto fitto, con poca terra libera tra una radice e l’altra.

In queste condizioni il vaso può asciugarsi rapidamente, soprattutto dopo giornate calde e ventose. Le radici riescono a mantenere viva la vegetazione esistente, ma hanno meno disponibilità per sostenere una forte produzione di nuovi rami.

Radici numerose che escono dai fori, substrato quasi completamente occupato e necessità di irrigare molto più spesso rispetto al passato sono segnali da considerare.

Se il contenitore è realmente insufficiente, si può passare a un vaso appena più grande, evitando misure sproporzionate.

Acqua senza ristagni

Il Rosmarino tollera bene una certa asciuttezza, ma una pianta che passa continuamente da terreno completamente secco a irrigazioni abbondanti può rallentare la produzione di nuovi germogli.

Durante la ripresa vegetativa il substrato dovrebbe ricevere acqua in profondità e poi avere il tempo di asciugare in parte.

Il problema opposto è ancora più delicato. Un terreno pesante che rimane bagnato per molti giorni riduce l’ossigenazione delle radici e può portare progressivamente a rami deboli, ingiallimenti e zone secche.

Il vaso deve quindi avere fori liberi e non dovrebbe rimanere immerso nell’acqua del sottovaso.

Con l’arrivo di settembre le annaffiature vanno adattate alla velocità con cui il terreno asciuga, non mantenute automaticamente sui ritmi di luglio e agosto.

Nutrire con moderazione

Una pianta che cresce poco non deve ricevere immediatamente dosi elevate di fertilizzante.

Se il Rosmarino vive in vaso da tempo e il substrato è ormai povero, una concimazione moderata può accompagnare la formazione dei nuovi germogli. Conviene però utilizzare quantità contenute e rispettare sempre le indicazioni del prodotto.

Troppo azoto può produrre rami teneri e molto allungati, poco coerenti con la crescita compatta tipica del Rosmarino.

Prima del concime vanno sistemati luce, spazio radicale e gestione dell’acqua. Senza queste condizioni, aumentare i nutrienti difficilmente risolve il rallentamento.

Aspettare la ripresa

Verso la fine dell’estate il Rosmarino può attraversare una fase di transizione. Dopo il caldo più intenso, le temperature leggermente inferiori possono favorire una nuova crescita delle punte.

I primi segnali sono piccoli germogli verde chiaro che compaiono lungo i rami e vicino alle estremità precedentemente fiorite.

Se la pianta continua a fiorire ma cresce poco, quindi, non serve interrompere bruscamente il suo ciclo. Si possono eliminare gradualmente i fiori secchi, accorciare soltanto i rametti ancora verdi, garantire molto sole e verificare che radici e substrato abbiano condizioni adeguate.

La nuova vegetazione arriverà soprattutto quando la pianta avrà terminato parte della fioritura e troverà temperature più miti e un apparato radicale capace di sostenere nuovi germogli.


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