Come innaffiare la Monstera: la guida definitiva

Se vuoi imparare ad annaffiare correttamente le tue piante di Monstera, sei nel posto giusto!

I problemi di annaffiatura sono comuni e possono davvero avere un impatto sulla salute delle tue piante, quindi è fondamentale farlo bene.

L’annaffiatura della Monstera è uno degli aspetti più importanti della sua cura, ma è anche una delle cause più comuni di problemi.

Scopriamo insieme come innaffiare la monstera nel modo giusto!

Come capire che ha bisogno d’acqua

La cosa più importante da fare è controllare regolarmente la pianta e annaffiare solo quando la pianta ha bisogno di acqua, piuttosto che annaffiare così a caso.

Mantenere sana la Monstera consiste in un delicato equilibrio: devi dare abbastanza acqua senza inzuppare il terreno, ma non devi neanche farla seccare troppo.

Ma come capisci che la tua monstera ha bisogno d’acqua?

Controlla il terreno ogni due o tre giorni: affonda un dito nel terreno per sentire se è bagnato.

Solleva il vaso: se è molto leggero, ha bisogno d’acqua.

Inoltre, quando le piante di Monstera iniziano a disidratarsi, inizieranno ad arricciare le foglie.

Annaffiare dall’alto

Annaffiare dall’alto è il metodo classico per annaffiare in generale quasi tutte le tue piante d’appartamento.

Porta la tua Monstera in un lavandino e usa un annaffiatoio a collo lungo per versare delicatamente l’acqua sulla superficie del terreno.

Evita di bagnare inutilmente le foglie. Le foglie bagnate in case poco ventilate possono a volte incoraggiare la tua pianta a sviluppare malattie.

Aggiungi acqua un po’ alla volta, lasciando che ogni ondata d’acqua venga assorbita dal terreno prima di aggiungerne altra.

Il terreno molto secco spesso respinge l’acqua inizialmente, quindi la prima dose d’acqua può scorrere attraverso il terreno e fuori dai fori di drenaggio senza essere assorbita dal terreno.

L’aggiunta di acqua un po’ alla volta assicura che il terreno assorba l’acqua e diventi uniformemente umido.

È fondamentale che tutta l’acqua in eccesso defluisca perché lasciare la Monstera in un terreno molto inzuppato è uno dei modi più comuni per causare il marciume delle radici.

Annaffiare dal basso

L’annaffiatura dal fondo del vaso si fa mettendo il vaso con i fori in pochi centimetri d’acqua in un lavandino o in una bacinella.

Il terreno attirerà l’acqua verso l’alto per capillarità, inzuppando tutto il terreno in modo uniforme.

L’irrigazione dal fondo è più lenta, poiché possono essere necessari alcuni minuti affinché una pianta assorba acqua sufficiente per essere uniformemente umida.

Il vantaggio di questo metodo è che è un modo delicato di annaffiare la tua Monstera.

Il rovescio della medaglia è che ci vuole più tempo e puoi inserire solo un piccolo numero di piante in un lavandino o in una bacinella.

Se hai molte piante, diventa un’attività che richiede molto tempo.

Svuota sempre il sottovaso

Anche se è forte la tentazione di innaffiare le piante lasciando il sottovaso o il coprivaso, non è sempre una cosa buona.

Dopo aver innaffiato la tua Monstera, l’acqua in eccesso finirà nel sottovaso o nel coprivaso.

Così lascerai il fondo del vaso completamente immerso nell’acqua, insieme alle radici che sono presenti in questa parte del terreno.

Ricordati sempre di svuotare il sottovaso o il coprivaso dopo l’annaffiatura per evitare il marciume.

Non annaffiare secondo un programma preciso

Il modo peggiore per innaffiare una Monstera è farlo secondo un programma preciso, anche quando non ce n’è realmente bisogno.

Anche se è davvero facile prendere l’abitudine di annaffiare le tue piante in un determinato giorno, alle tue piante non piacerà questo trattamento perché potrebbero ricevere troppa o pochissima acqua.

Innaffiare secondo un programma è un modo sicuro per finire con una pianta malata o marcia.

È meglio controllare le tue piante ogni due o tre giorni.

Osserva le piante che potrebbero aver bisogno di acqua e ricontrolla qualche giorno dopo per assicurarti che ottengano ciò di cui hanno bisogno.

Adriana Capasso
Nata a Napoli e laureata in Lettere. Convinta che prendersi cura degli esseri viventi, imparando a conoscerli sia, alla fine, prendersi cura di se stessi. Parlo delle piante, ovviamente.