Se hanno preso una gelata improvvisa il modo per recuperare le piante esiste

Una gelata improvvisa può cogliere di sorpresa anche chi cura le piante con attenzione. Temperature sotto lo zero, vento freddo o sbalzi termici repentini possono causare danni visibili o più subdoli, che emergono solo dopo alcuni giorni.

Intervenire nel modo corretto è fondamentale: agire troppo in fretta o nel modo sbagliato rischia di peggiorare la situazione.

Ogni pianta reagisce al freddo in modo diverso, per questo è utile distinguere gli interventi in base alla tipologia.

Piante da appartamento colpite dal freddo

Le piante da interno soffrono molto il freddo perché non sono abituate a temperature basse, soprattutto se la gelata è avvenuta vicino a finestre, porte o durante un trasporto. I sintomi più comuni sono foglie molli, annerite o traslucide.

La prima cosa da fare è spostare la pianta in un ambiente stabile, con temperatura compresa tra 18 e 22 gradi, evitando fonti di calore diretto. L’irrigazione va sospesa temporaneamente, perché le radici stressate dal freddo assorbono meno acqua e rischiano il marciume.

Albero di giada

albero di giada gelata

L’albero di giada è una succulenta e soffre molto il gelo. Dopo una gelata improvvisa le foglie possono diventare traslucide o mollicce, segno di danno cellulare. Non vanno rimosse subito: si attende che secchino naturalmente.

Se il freddo ha colpito anche il fusto, è necessario tagliare fino al tessuto sano, lasciando cicatrizzare bene il taglio. L’annaffiatura deve essere molto ridotta per diverse settimane.

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Pothos

pothos-foglie-secche

Il pothos reagisce al freddo con foglie afflosciate e macchie scure, soprattutto se la temperatura è scesa sotto i 10 gradi. È importante attendere alcuni giorni prima di intervenire: le foglie completamente molli non si riprenderanno e vanno tagliate solo quando sono secche, usando forbici pulite. Se il fusto è ancora verde e turgido, la pianta può rigenerarsi facilmente. La luce deve essere abbondante ma indiretta, e l’acqua va data solo quando il terriccio risulta asciutto in superficie.

Cactus di Natale

Il cactus di Natale, a differenza di altri cactus, non tollera temperature basse prolungate. Dopo il freddo può mostrare rami flosci e perdita dei boccioli. È fondamentale riportarlo gradualmente a una temperatura mite, senza sbalzi.

cactus di natale gelata

Dopo il freddo, i segmenti possono apparire molli, flosci o leggermente traslucidi, e nei casi più gravi tendono a staccarsi. È fondamentale riportare la pianta in un ambiente con temperatura stabile e luminosa, evitando però fonti di calore diretto che causerebbero ulteriore stress.

Le annaffiature devono essere sospese temporaneamente, poiché le radici rallentano l’assorbimento dell’acqua dopo uno shock termico. Le parti danneggiate non vanno rimosse subito: è preferibile attendere che risultino completamente secche prima di intervenire con tagli netti e puliti.

natalina gelata

Se la base della pianta e l’apparato radicale non sono stati compromessi, il cactus di Natale è in grado di riprendersi gradualmente, anche se la fioritura successiva potrebbe risultare ridotta o assente. Un substrato ben drenante e una gestione attenta dell’umidità favoriscono una ripresa più equilibrata nel tempo.

Piante ornamentali da esterno e da balcone

Le piante ornamentali da esterno sono spesso esposte alle gelate notturne. Dopo un episodio di freddo intenso, è importante non potare immediatamente. Le parti danneggiate possono infatti proteggere i tessuti interni da ulteriori sbalzi termici.

Quando le temperature tornano stabili, si può intervenire con una potatura leggera, eliminando solo ciò che è chiaramente secco. Un concime troppo precoce va evitato: meglio aspettare la ripresa vegetativa naturale.

Ciclamino

Il ciclamino è una pianta che ama il clima fresco, ma una gelata improvvisa può comunque danneggiarlo, soprattutto se coltivato in vaso all’esterno. Dopo il freddo intenso, foglie e fiori possono apparire afflosciati, macchiati o traslucidi, segno che i tessuti sono stati colpiti dal gelo. È importante spostare la pianta in un luogo luminoso e fresco, ma al riparo dalle temperature sotto lo zero, evitando ambienti troppo caldi che creerebbero ulteriore stress.

ciclamino gelata

Le parti rovinate vanno rimosse solo quando risultano completamente secche. Se il tubero non è stato danneggiato, il ciclamino è spesso in grado di riprendersi gradualmente, emettendo nuove foglie e fiori. Le annaffiature devono essere ridotte e sempre effettuate dal sottovaso, mantenendo il terreno appena umido e mai fradicio.

Edera

L’edera è considerata una pianta resistente, ma una gelata improvvisa e intensa può comunque provocare danni visibili, soprattutto alle foglie più giovani. Dopo il freddo, le foglie possono apparire annerite, flosce o con margini bruciati. In questi casi è importante non intervenire subito: l’edera spesso protegge i tessuti interni mantenendo le parti danneggiate. Solo quando le temperature si stabilizzano si può procedere eliminando le foglie completamente secche.

Se le radici non hanno subito danni, la pianta tende a emettere nuovi germogli con l’arrivo della stagione mite. L’irrigazione va ridotta al minimo nei giorni successivi alla gelata, evitando ristagni che, uniti al freddo, possono favorire marciumi. Un’esposizione luminosa ma riparata dal vento accelera il recupero.

Tradescantia Nanouk

La Nanouk è una pianta ornamentale molto sensibile al freddo e una gelata improvvisa può causare danni evidenti a foglie e fusti. Dopo l’esposizione a basse temperature, le foglie tendono a diventare molli, scolorite o con macchie brunastre, mentre i fusti possono perdere turgore. È importante spostare subito la pianta in un ambiente con temperatura stabile e interrompere le annaffiature per alcuni giorni, poiché il freddo rallenta l’attività radicale.

Le parti compromesse vanno eliminate solo quando risultano completamente secche, tagliando fino al tessuto sano. Se la base della pianta è rimasta integra, la Nanouk ha una buona capacità di rigenerarsi, emettendo nuovi getti con il ritorno di condizioni favorevoli. Una luce abbondante ma indiretta aiuta a stimolare la ripresa senza creare ulteriore stress.

Piante da orto e aromatiche

Le piante dell’orto e le aromatiche sono tra le più colpite dalle gelate improvvise. Foglie bruciate e crescita bloccata sono segnali evidenti. In molti casi, se le radici non sono state danneggiate, la pianta è in grado di emettere nuovi germogli.

È consigliabile rimuovere solo le parti completamente compromesse e proteggere il terreno con pacciamatura naturale, che aiuta a stabilizzare la temperatura del suolo. L’irrigazione deve essere moderata e fatta solo nelle ore più calde della giornata.

Limone

Il limone è particolarmente sensibile alle gelate, soprattutto quando coltivato in vaso. Dopo una gelata improvvisa, le foglie possono arricciarsi, ingiallire o cadere, mentre i rami più giovani possono annerirsi. È fondamentale non intervenire subito con potature drastiche: il danno reale diventa evidente solo dopo alcuni giorni. La pianta va spostata, se possibile, in una posizione luminosa e riparata dal vento, evitando ambienti troppo caldi che causano stress.

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Le parti secche possono essere eliminate solo quando è chiaro quali rami sono rimasti vitali. L’irrigazione deve essere ridotta e ripresa gradualmente, mentre le concimazioni vanno sospese fino alla completa ripresa vegetativa. Se l’apparato radicale non è stato colpito dal gelo, il limone è spesso in grado di recuperare nel tempo, producendo nuova vegetazione con l’arrivo di temperature più miti.

Basilico

Il basilico è una delle piante aromatiche più sensibili al freddo e una gelata improvvisa può comprometterlo rapidamente. Dopo l’esposizione a basse temperature, le foglie diventano scure, molli e acquose, segno che i tessuti sono stati danneggiati in modo irreversibile. È opportuno attendere qualche giorno prima di intervenire, eliminando solo le parti completamente secche e verificando se il fusto alla base conserva una colorazione verde. Se l’apparato radicale non è stato colpito, la pianta può tentare una ripresa, anche se spesso il basilico danneggiato dal gelo fatica a rigenerarsi. Le annaffiature vanno sospese temporaneamente e riprese solo quando il terreno risulta asciutto.

Rosmarino

Il rosmarino è una pianta aromatica più resistente, ma gelate intense possono causare bruciature sulle foglie e disseccamento dei rami più giovani. Dopo il freddo la pianta può apparire spenta, ma nella maggior parte dei casi i tessuti interni restano vitali. È importante non potare subito: i rami danneggiati svolgono una funzione protettiva. Solo con temperature stabili è possibile intervenire eliminando le parti secche. Un terreno ben drenato e annaffiature molto moderate favoriscono il recupero.

Erba cipollina

L’erba cipollina risente del gelo con l’ingiallimento e il collasso delle foglie, che spesso si afflosciano completamente. Questo non indica necessariamente la morte della pianta, poiché le radici sono in grado di resistere alle basse temperature. Dopo una gelata è sufficiente tagliare le foglie danneggiate vicino al terreno e ridurre l’apporto idrico. Con l’arrivo di condizioni più miti, la pianta tende a emettere nuovi germogli in modo naturale.


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Gianluca Grimaldi
Gianluca Grimaldi
Da sempre sono appassionato di fiori e piante, di giardinaggio e di tutto quello che è "verde". Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".