Durante un’ondata di calore può sembrare che le formiche si siano moltiplicate nel giro di pochi giorni. Compaiono in lunghe file sui pavimenti, attraversano i balconi, entrano in cucina e si concentrano intorno ai vasi o ai punti nei quali viene distribuita l’acqua.
In realtà, non sempre si verifica un aumento improvviso del numero di individui. Il caldo modifica soprattutto l’attività della colonia, rendendo le operaie più visibili mentre cercano acqua, cibo e zone più adatte a sopportare le temperature elevate.
Per ridurre la loro presenza è quindi necessario capire che cosa le sta attirando. Eliminare soltanto le formiche che si vedono non risolve il problema, perché la maggior parte della colonia rimane protetta all’interno del nido.
Il caldo aumenta l’attività
Le formiche sono animali ectotermi, quindi la loro temperatura corporea e il livello di attività dipendono dalle condizioni esterne. Quando le temperature aumentano entro limiti tollerabili, diventano più rapide e intensificano gli spostamenti.
Le operaie escono più spesso dal nido, esplorano superfici più ampie e creano nuovi percorsi verso le fonti di nutrimento. È soprattutto questa maggiore attività a dare l’impressione che le formiche siano diventate improvvisamente più numerose.
Anche la vita interna della colonia può accelerare durante i periodi caldi. Le larve vengono nutrite, il cibo viene trasportato con maggiore frequenza e le operaie lavorano per mantenere condizioni adatte nelle diverse zone del formicaio.
Quando il calore diventa eccessivo, però, le formiche possono ridurre le uscite nelle ore centrali e muoversi soprattutto al mattino presto, alla sera o durante la notte.
Cercano più acqua
Con l’aumento delle temperature, il terreno perde rapidamente umidità e le fonti d’acqua naturali si riducono. Le formiche sono quindi costrette a esplorare nuovi punti per evitare che la colonia rimanga in un ambiente troppo asciutto.
Sul balcone vengono spesso attirate dall’acqua presente nei sottovasi, dal terriccio appena irrigato, dai rubinetti che gocciolano e dalle piccole perdite dell’impianto di annaffiatura.
In casa possono comparire vicino ai lavandini, alle docce, alle ciotole degli animali e agli stracci umidi. Anche una quantità minima d’acqua può diventare interessante durante una fase di caldo prolungato.
Per questo motivo, durante le ondate di calore, è importante asciugare le superfici bagnate e svuotare i sottovasi dopo l’irrigazione. Non bisogna però lasciare le piante senz’acqua: è sufficiente evitare ristagni e perdite continue.
Trovano più cibo
Il caldo accelera il deterioramento degli alimenti e rende più intensi gli odori prodotti da frutta matura, bevande zuccherate e residui organici. Le formiche riescono a individuare rapidamente queste fonti e a creare un percorso stabile tra il cibo e il nido.
Sul balcone possono essere attirate da briciole, pattumiere non chiuse correttamente, ciotole degli animali e frutti caduti dalle piante. In cucina bastano poche gocce di una bevanda zuccherata o un contenitore lasciato aperto.
Anche le piante possono offrire una fonte di nutrimento. Afidi, cocciniglie e altri parassiti producono una sostanza zuccherina chiamata melata, particolarmente gradita alle formiche.
Quando si osservano file di formiche che salgono lungo i fusti o raggiungono la parte inferiore delle foglie, bisogna quindi controllare attentamente la pianta. La loro presenza potrebbe indicare un’infestazione già in corso.
I nidi diventano inadatti
Durante le ondate di calore, gli strati superficiali del terreno possono diventare troppo caldi e secchi. Le formiche cercano allora zone più profonde, ombreggiate o protette nelle quali trasferire parte dell’attività.
I vasi rappresentano spesso un rifugio favorevole, soprattutto quando il terriccio rimane fresco dopo l’annaffiatura. Le formiche possono entrare dai fori di drenaggio e scavare tra le radici, senza nutrirsi direttamente della pianta.
Anche fessure nei muri, pavimentazioni sollevate, intercapedini e spazi sotto i mobili da esterno possono offrire temperature più stabili.
Dopo irrigazioni abbondanti o temporali può verificarsi anche il problema opposto: un nido allagato può costringere la colonia a spostarsi rapidamente verso aree asciutte, comprese le abitazioni.
Perché entrano in casa
Le formiche entrano generalmente attraverso crepe, giunti delle finestre, spazi sotto le porte e piccoli passaggi intorno a tubi e cavi. Una volta individuata una fonte di acqua o cibo, lasciano una traccia chimica che permette alle altre operaie di seguire lo stesso percorso.
La comparsa di una lunga fila non indica quindi necessariamente la presenza del nido dentro casa. Il formicaio potrebbe trovarsi in giardino, in un vaso, sotto la pavimentazione o all’interno di una parete esterna.
Pulire il percorso aiuta a rimuovere parte della traccia, ma non basta se la fonte che le attira rimane disponibile.
Come limitarne la presenza
La prima operazione consiste nell’eliminare briciole, residui zuccherini, frutta troppo matura e mangime lasciato nelle ciotole. Le superfici devono essere pulite e i contenitori alimentari chiusi.
Sul balcone vanno svuotati i sottovasi, controllati i rubinetti e osservate le piante alla ricerca di afidi e cocciniglie. Le crepe e le fessure utilizzate come passaggio possono essere sigillate dopo aver verificato il percorso delle formiche.
Durante le ondate di calore, quindi, le formiche non sempre aumentano improvvisamente di numero: diventano soprattutto più attive e si spostano alla ricerca di acqua, cibo e riparo. Riducendo queste fonti e individuando il percorso verso il nido è possibile limitarne la presenza in modo più duraturo.
