Tra fine settembre e l’inizio dell’autunno può capitare di notare che alcune piante producono meno foglie, impiegano più tempo ad asciugare il terriccio e sembrano quasi essersi fermate. Se però la chioma rimane verde, soda e senza macchie sospette, non significa necessariamente che ci sia un problema.
Il rallentamento può dipendere soprattutto da giornate più corte, temperature più basse e minore quantità di luce disponibile. Anche molte piante coltivate in casa percepiscono questi cambiamenti, soprattutto quando vengono tenute vicino alle finestre.
In questa fase è importante non cercare di forzare la crescita aumentando acqua e concime. Piante come Ficus, Pothos, Zamioculcas e Sansevieria possono semplicemente iniziare a utilizzare le risorse più lentamente rispetto ai mesi estivi.
Meno luce
Uno dei primi cambiamenti dell’autunno riguarda la durata delle giornate. Anche se la pianta rimane sempre nello stesso punto della casa, la quantità di luce naturale che riceve può diminuire sensibilmente.
Questo è particolarmente evidente per gli esemplari sistemati a qualche metro dalla finestra. Un angolo che in estate risultava abbastanza luminoso può diventare molto più buio nel giro di poche settimane.
La luce è una delle risorse utilizzate dalla pianta per sostenere la crescita. Quando diminuisce, è normale osservare una produzione più lenta di nuove foglie.
Un Pothos, per esempio, può continuare a mantenere perfettamente sane le foglie già presenti ma allungare i nuovi getti con maggiore lentezza. Anche un Ficus elastica può interrompere temporaneamente la successione delle nuove foglie pur mantenendo una chioma apparentemente normale.
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Non è necessario spostare continuamente il vaso. Se la posizione è diventata molto buia, può essere utile avvicinarlo gradualmente a una finestra luminosa, evitando però un passaggio improvviso al sole diretto intenso.
Temperature più basse
Anche le temperature influenzano il ritmo della pianta. Con l’arrivo delle notti più fresche, soprattutto vicino a vetri e finestre, il substrato può raffreddarsi maggiormente e le radici possono lavorare più lentamente.
Questo non significa che la pianta stia necessariamente soffrendo. Un rallentamento graduale può essere semplicemente una risposta al cambio di stagione.
Una Sansevieria, per esempio, può produrre nuovi getti molto più lentamente quando diminuiscono luce e temperatura. Lo stesso può accadere con la Zamioculcas, che già normalmente alterna lunghi periodi senza crescita visibile a fasi in cui produce diversi getti quasi contemporaneamente.
Bisogna invece fare attenzione agli sbalzi più marcati. Correnti fredde, vetri gelidi o un vaso lasciato all’esterno durante notti troppo fredde possono provocare danni che non vanno confusi con un normale rallentamento stagionale.
Foglie che diventano improvvisamente molli, traslucide o scure meritano quindi un controllo più attento.
Acqua assorbita più lentamente
Quando la pianta cresce meno, generalmente utilizza anche meno acqua. È proprio in questo periodo che continuare con la stessa frequenza di annaffiatura dell’estate può creare problemi.
Un vaso che ad agosto asciugava in pochi giorni potrebbe rimanere umido per molto più tempo a fine settembre. Questo cambiamento dipende dalla minore evaporazione, dalla riduzione della crescita e dalle temperature più basse.
Prima di annaffiare conviene quindi controllare il terriccio e non basarsi sul numero di giorni trascorsi dall’ultima bagnatura.
Anche il peso del vaso può essere utile. Se il contenitore risulta ancora pesante e il substrato è fresco sotto la superficie, è preferibile aspettare.
Questo accorgimento è particolarmente importante per piante come Sansevieria e Zamioculcas, che conservano riserve d’acqua nei propri tessuti e possono soffrire molto più facilmente per un terreno costantemente saturo che per qualche giorno in più di asciutto.
Anche Ficus e Pothos possono richiedere annaffiature meno frequenti rispetto ai mesi più caldi, pur senza essere lasciati intenzionalmente completamente secchi per periodi molto lunghi.
Crescita in pausa
Non tutte le piante entrano in una vera dormienza durante l’autunno, soprattutto quelle tropicali coltivate in appartamento. Molte possono però attraversare una fase di crescita molto più lenta.
La Zamioculcas rappresenta un buon esempio. Può rimanere apparentemente immobile per settimane o mesi e poi produrre improvvisamente nuovi getti. Durante la fase di pausa, rizomi e radici continuano comunque a sostenere la pianta.
Anche un Ficus può smettere temporaneamente di produrre nuove foglie quando cambiano luce e temperatura. Finché le foglie mature rimangono sane e il fusto è consistente, non è necessario intervenire immediatamente.
In questa fase anche il concime può essere ridotto. Aumentare le dosi nella speranza di ottenere nuove foglie non sostituisce la luce disponibile e può accumulare sali nel terriccio proprio mentre la pianta sta utilizzando meno nutrienti.
È preferibile osservare il ritmo reale della crescita. Se nuovi germogli continuano a comparire, anche lentamente, una concimazione leggera può ancora accompagnare la pianta. Se invece l’attività si è quasi fermata, può essere opportuno distanziare o sospendere temporaneamente.
Quando preoccuparsi
Un rallentamento stagionale non dovrebbe essere accompagnato da un deterioramento rapido della pianta.
Se le foglie rimangono sode, ben colorate e saldamente attaccate, il terriccio non emana cattivi odori e le radici visibili appaiono sane, una crescita più lenta può essere del tutto normale.
Diverso è il caso in cui compaiano contemporaneamente ingiallimenti diffusi, foglie molli, caduta rapida della chioma, base del fusto scura o terreno che rimane fradicio per molti giorni.
In queste situazioni è necessario controllare soprattutto radici, drenaggio e gestione dell’acqua, perché il problema potrebbe non dipendere soltanto dalla stagione.
Anche la presenza di parassiti va esclusa osservando la pagina inferiore delle foglie, i nodi e le parti più nascoste.
Con il cambio di stagione, quindi, una pianta che smette temporaneamente di produrre nuove foglie non deve essere automaticamente considerata in difficoltà. Meno luce, temperature più fresche e consumo d’acqua ridotto possono semplicemente modificare il suo ritmo.
L’intervento più utile è spesso quello più semplice: osservare la pianta, adattare le annaffiature e lasciare che Ficus, Pothos, Zamioculcas, Sansevieria e molte altre piante da appartamento seguano gradualmente il nuovo ritmo dell’autunno.
