La tecnica per ingigantire i fiori della portulaca grandiflora

La Portulaca grandiflora può riempire una balconiera di corolle coloratissime, ma non sempre i fiori raggiungono le dimensioni che ci si aspetterebbe. In alcuni casi rimangono piccoli, si aprono solo parzialmente oppure vengono prodotti in grande quantità ma con un diametro piuttosto contenuto.

La grandezza dei fiori dipende prima di tutto dalla varietà coltivata, quindi non è possibile trasformare una Portulaca a fiore piccolo in una varietà dalle corolle enormi. Si può però intervenire affinché i boccioli prodotti raggiungano al meglio le dimensioni previste geneticamente.

Una tecnica interessante consiste nel diradare selettivamente i boccioli sui rami più forti, evitando che ogni germoglio porti contemporaneamente un numero eccessivo di fiori. È un intervento semplice, da utilizzare senza esagerare e soprattutto insieme a sole abbondante e una corretta gestione della pianta.

Selezionare i boccioli

Quando un ramo di Portulaca grandiflora produce molti boccioli ravvicinati, la pianta deve distribuire le proprie risorse tra numerosi fiori contemporaneamente.

Per favorire corolle più sviluppate si possono scegliere alcuni dei germogli più robusti e lasciare soltanto i boccioli meglio formati, eliminando quelli molto piccoli, deformati o eccessivamente ravvicinati.

Non serve intervenire su tutta la pianta. Il diradamento può essere effettuato soltanto su alcuni rami, così da confrontare facilmente il risultato con quelli lasciati crescere liberamente.

L’eliminazione deve avvenire quando i boccioli sono ancora piccoli, pizzicandoli delicatamente oppure utilizzando forbicine pulite. Ridurre leggermente il numero di fiori permette alla pianta di concentrare una parte maggiore delle risorse disponibili sui boccioli rimasti.

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L’aumento delle dimensioni sarà comunque moderato e dipenderà fortemente dalla cultivar.

Il sole è decisivo

Il diradamento serve a poco se la Portulaca viene coltivata in mezz’ombra.

Questa specie richiede molto sole diretto per produrre corolle ben sviluppate e soprattutto per aprirle completamente. In una posizione poco luminosa i fiori possono apparire più piccoli semplicemente perché rimangono parzialmente chiusi.

Un balcone esposto a sud o in una zona dove arrivano diverse ore di sole offre generalmente le condizioni più favorevoli.

La Portulaca grandiflora possiede foglie carnose e una notevole capacità di affrontare temperature elevate, quindi è particolarmente adatta alle posizioni dove molte altre piante fiorite faticano durante l’estate.

Se però un esemplare è stato coltivato per settimane all’ombra, il passaggio al pieno sole deve essere graduale per evitare scottature sulla vegetazione.

Pochi rami deboli

Una pianta troppo fitta può produrre numerosi rami sottili che competono tra loro per luce e risorse. Le parti molto deboli, allungate o quasi prive di foglie possono essere eliminate, lasciando spazio ai fusti più carnosi e ben illuminati.

Non serve effettuare una potatura drastica. L’obiettivo consiste nel mantenere una vegetazione abbastanza aperta perché il sole possa raggiungere buona parte dei germogli.

I rami sani accorciati possono essere utilizzati anche come talee, dato che la Portulaca radica con una certa facilità nelle condizioni adatte. Una pianta meno congestionata produce spesso germogli più robusti, capaci di sostenere meglio le successive infiorescenze.

Nutrire senza troppo azoto

Per sostenere la produzione dei fiori si può utilizzare un fertilizzante destinato alle piante fiorite, seguendo le dosi riportate sulla confezione.

L’errore sarebbe aumentare molto l’azoto nella speranza di ottenere fiori più grandi. Una disponibilità eccessiva di questo elemento può favorire soprattutto la produzione di vegetazione, con numerosi fusti e foglie ma senza un vantaggio proporzionale sulle corolle.

Durante la piena fioritura serve una nutrizione equilibrata, evitando concimazioni troppo ravvicinate.

La Portulaca non è una pianta da alimentare continuamente: un substrato adeguato e concimazioni moderate sono sufficienti per accompagnare la produzione dei boccioli.

Acqua senza eccessi

Le foglie carnose permettono alla Portulaca grandiflora di conservare una parte dell’acqua ricevuta. Un terreno costantemente zuppo non aiuta quindi a ottenere fiori più grandi e può creare problemi alle radici.

Il substrato dovrebbe essere leggero e drenante, lasciando asciugare almeno parzialmente il terreno tra un’irrigazione e quella successiva.

Durante giornate molto calde un piccolo vaso può comunque perdere acqua rapidamente. Una forte disidratazione proprio mentre il bocciolo si sta formando può limitarne lo sviluppo o causarne la caduta.

Serve quindi regolarità, senza passare continuamente da terreno completamente secco a substrato saturo.

Togliere i fiori vecchi

Le corolle della Portulaca durano poco, ma la pianta può produrne continuamente di nuove. Quando i fiori appassiscono, le parti ormai secche possono essere eliminate. Questo permette di mantenere più pulita la vegetazione e di individuare facilmente i nuovi boccioli da selezionare.

Se l’obiettivo è ottenere semi, qualche fiore dovrà naturalmente essere lasciato completare il proprio ciclo. Per puntare invece sulla continuità della fioritura, si può evitare che tutti i rami siano impegnati contemporaneamente nella produzione di capsule e semi.

La tecnica del diradamento funziona quindi meglio su una Portulaca già sana e coltivata nelle condizioni corrette. Selezionare alcuni boccioli, lasciare molto sole ai rami più forti e mantenere una nutrizione moderata può favorire corolle più sviluppate e completamente aperte.

Non modifica la genetica della varietà, ma permette ai fiori di esprimere meglio le dimensioni che quella specifica Portulaca è realmente capace di raggiungere.


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