Una pianta di pomodoro può apparire vigorosa al mattino e mostrare foglie molli e rivolte verso il basso nel pomeriggio. Questo comportamento è frequente durante l’estate, soprattutto nell’orto sul balcone.
Le foglie afflosciate non indicano sempre una vera carenza d’acqua. Nelle ore più calde la pianta può perdere umidità più velocemente di quanto le radici riescano ad assorbirne, assumendo temporaneamente un aspetto appassito.
Per capire se sia necessario intervenire bisogna osservare la pianta alla sera, controllare il terriccio e valutare il vaso. Aggiungere acqua senza verifiche può peggiorare il problema invece di risolverlo.
COSA SCOPRIRAI
La reazione al caldo
Durante il pomeriggio il sole, il vento caldo e le superfici del balcone aumentano la perdita d’acqua attraverso le foglie. La traspirazione diventa intensa e le radici possono non riuscire a compensarla con la stessa rapidità.
La pianta riduce temporaneamente la tensione interna dei tessuti e le foglie appaiono più morbide. In alcuni casi si abbassano anche i germogli giovani.
Se il pomodoro recupera il proprio aspetto durante la sera o nelle prime ore del mattino, il fenomeno è generalmente legato al caldo. Non è quindi necessario annaffiare ogni volta che le foglie si abbassano.
La situazione va controllata quando la pianta rimane afflosciata anche dopo il tramonto. Potrebbe esserci una reale mancanza d’acqua, un problema alle radici oppure un substrato che trattiene troppa umidità.
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Anche il vento può accentuare l’appassimento. Su balconi molto esposti, infatti, l’aria calda asciuga rapidamente foglie e terriccio.
Controllare il terreno
Prima di prendere l’annaffiatoio bisogna toccare il substrato. I primi centimetri possono sembrare asciutti mentre la parte più profonda è ancora umida, soprattutto nei vasi grandi o poco drenanti.
È utile infilare un dito nel terriccio oppure utilizzare un piccolo bastoncino di legno. Se esce quasi pulito e asciutto, la pianta può aver bisogno d’acqua. Se invece presenta terra umida aderente, conviene aspettare.
Un terriccio costantemente bagnato può provocare sintomi simili alla sete. Le radici prive di ossigeno assorbono meno acqua e la chioma perde tonicità, anche se nel vaso è presente molta umidità.
Va controllata anche la velocità con cui l’acqua attraversa il contenitore. Se scorre subito lungo i bordi senza bagnare la zolla, il substrato potrebbe essersi ritirato eccessivamente. In questo caso bisogna irrigare lentamente, in più passaggi.
Se invece l’acqua rimane a lungo in superficie, il terreno può essere troppo compatto. Un substrato adatto ai pomodori deve trattenere umidità ma lasciare circolare aria intorno alle radici.
Annaffiare al mattino
L’orario migliore per annaffiare i pomodori sul balcone è la mattina presto. In questo modo la pianta dispone di acqua prima dell’aumento delle temperature.
L’irrigazione deve essere profonda. Bisogna bagnare lentamente fino a quando una piccola quantità d’acqua fuoriesce dai fori inferiori, evitando di inumidire soltanto la superficie.
Il sottovaso va svuotato dopo l’irrigazione. Lasciare acqua stagnante sotto il contenitore mantiene le radici in un ambiente poco ossigenato e può favorire marciumi.
Durante le ondate di calore può essere necessario controllare il vaso ogni giorno, ma non bisogna seguire un calendario rigido. La frequenza dipende da vaso, esposizione e vento.
Anche gli sbalzi tra terreno completamente secco e annaffiature molto abbondanti vanno evitati. Questa alternanza può favorire foglie afflosciate, caduta dei fiori e spaccature sui pomodori.
Proteggere il vaso
Nell’orto sul balcone il problema spesso non riguarda soltanto la chioma. Un vaso scuro esposto al sole può surriscaldarsi molto e trasferire calore direttamente alla zolla.
Le radici del pomodoro lavorano male quando il contenitore diventa rovente. La pianta riceve quindi meno acqua proprio nelle ore in cui la chioma ne richiede di più.
Si può schermare il vaso con un coprivaso chiaro, lasciando libero il drenaggio. In alternativa, il contenitore può essere protetto con un pannello o collocato dietro una fioriera, senza togliere sole alla chioma.
Una pacciamatura leggera con paglia o materiale vegetale pulito aiuta a rallentare l’evaporazione. Lo strato non deve però essere troppo spesso né toccare direttamente il fusto.
Nei balconi esposti a sud o a ovest può essere utile una schermatura leggera durante le ore più calde. Non si deve però lasciare il pomodoro costantemente all’ombra, perché ha bisogno di molta luce per fiorire e maturare i frutti.
Quando preoccuparsi
Le foglie afflosciate richiedono maggiore attenzione quando non recuperano la sera, diventano gialle, presentano macchie oppure iniziano a seccarsi dai margini.
Bisogna controllare anche il colletto, la consistenza dei fusti e l’eventuale presenza di parassiti. Afidi e ragnetto rossopossono indebolire la pianta e aumentare la perdita d’acqua.
Un vaso diventato troppo piccolo può contenere molte radici e pochissimo terriccio. In queste condizioni l’acqua viene consumata rapidamente e il pomodoro può appassire ogni giorno, anche se viene irrigato con regolarità.
Se la zolla è completamente occupata dalle radici e il terreno asciuga in poche ore, può essere necessario trasferire la pianta in un contenitore più capiente, senza rompere il pane radicale.
Quando invece il terriccio è bagnato ma la pianta resta molle, bisogna sospendere le irrigazioni e verificare il drenaggio. La soluzione non consiste nell’aggiungere altra acqua, ma nel permettere alle radici di tornare a respirare.
Osservare la ripresa serale, controllare il terreno e proteggere il vaso dal surriscaldamento permette di distinguere un normale adattamento al caldo da un problema reale. In questo modo si evitano interventi eccessivi e si mantiene la pianta produttiva per tutta l’estate.
