Un Albero di Giada può avere moltissime foglie e apparire comunque spoglio. Succede quando la vegetazione si concentra sulle estremità dei rami, mentre il centro della chioma rimane occupato quasi esclusivamente da fusti legnosi.
Questa forma compare spesso dopo diversi anni di crescita libera. I rami si allungano verso la luce, le punte continuano a produrre foglie e la parte interna riceve progressivamente meno luminosità. Il risultato è una specie di corona verde intorno a un centro vuoto.
La struttura può essere modificata sfruttando la capacità della Crassula ovata di produrre nuovi germogli dopo un taglio. Il lavoro va però eseguito sui punti giusti, senza trasformare una pianta sana in un insieme di fusti completamente spogli.
Capire il vuoto
Prima di tagliare bisogna individuare perché il centro si è svuotato.
Se i rami sono lunghi, ben verdi alle estremità e quasi privi di foglie nella parte interna, la causa è spesso una combinazione tra crescita verso l’esterno e poca luce dentro la chioma.
Un Albero di Giada posto sempre con lo stesso lato verso una finestra può inoltre sviluppare una massa vegetale molto più abbondante da una parte.
Il centro non va riempito legando i rami verso l’interno. Conviene invece favorire nuovi punti di ramificazione più vicini al tronco.
Sono sempre felice di aiutarti ad avere finalmente il "Pollice Verde". Se vuoi ricevere i miei consigli posso inviarteli ogni giorno direttamente su WHATSAPP! Contattami qui e salva il mio numero in rubrica! Ti aspetto!
Accorciare selettivamente
I rami più lunghi possono essere accorciati tornando verso un punto nel quale siano ancora presenti nodi sani.
La Crassula tende a produrre nuovi germogli vicino alla zona del taglio. Eliminando la parte terminale si riduce la dominanza dell’apice e alcune gemme laterali possono iniziare a svilupparsi.
Non serve tagliare tutti i rami alla stessa altezza.
Un intervento selettivo, distribuito sulla chioma, permette di mantenere una parte del fogliame mentre si stimola contemporaneamente la nascita di ramificazioni più interne.
Su un esemplare molto grande si può procedere gradualmente, sistemando prima le zone più vuote.
Tagliare sopra i nodi
Lungo i rami sono riconoscibili i punti dai quali nascono coppie di foglie. Il taglio può essere effettuato poco sopra uno di questi nodi, lasciando una porzione di fusto sana al di sotto.
Da quella zona possono svilupparsi uno o più germogli laterali. Quando inizieranno a crescere, produrranno nuove coppie di foglie e contribuiranno a riempire lo spazio precedentemente vuoto.
Il numero dei germogli non può essere stabilito in anticipo. Alcuni tagli producono una sola nuova direzione, altri stimolano due ramificazioni.
Servono forbici pulite e una superficie di taglio netta, soprattutto sui rami già abbastanza spessi.
La luce nel centro
La potatura da sola non risolve il problema se la nuova vegetazione continua a ricevere poca luce.
Il vaso dovrebbe stare in una posizione molto luminosa, con un’esposizione adeguata a una succulenta. Il sole diretto può essere utilizzato da esemplari già acclimatati, aumentando l’esposizione gradualmente.
Una chioma molto fitta nella parte esterna può ombreggiare il centro. Accorciare alcune punte permette alla luce di penetrare maggiormente tra i rami e raggiungere le nuove gemme.
Ruotare periodicamente il vaso aiuta inoltre a evitare che tutta la crescita venga orientata verso una sola finestra.
Sfruttare le talee
I rami tagliati non devono essere necessariamente eliminati.
Le porzioni più sane possono essere trasformate in talee, lasciando asciugare la superficie del taglio prima di inserirle in un substrato adatto alle succulente.
Quando il vaso principale è abbastanza ampio, qualche talea può essere collocata negli spazi periferici più vuoti, purché non venga creata una massa eccessivamente affollata.
Per un vecchio Albero di Giada con tronco già ben strutturato, però, il risultato più interessante deriva normalmente dai germogli prodotti direttamente sui rami accorciati.
Questi mantengono infatti la continuità con la struttura legnosa della pianta.
Acqua dopo la potatura
Riducendo una parte della chioma diminuisce temporaneamente anche la quantità di acqua persa attraverso le foglie.
Il terreno può quindi impiegare più tempo ad asciugarsi rispetto a prima del taglio. Non bisogna compensare la potatura con annaffiature abbondanti nel tentativo di accelerare la nascita dei germogli.
La Crassula conserva acqua nelle foglie e nei fusti. Il substrato deve poter asciugare bene prima di una nuova irrigazione. Un apparato radicale sano e ben aerato è molto più utile alla ramificazione rispetto a un terreno continuamente umido.
Aspettare le nuove gemme
Dopo il taglio la risposta non è immediata. Sui nodi vicini possono iniziare a comparire minuscole punte verdi, spesso così piccole da essere difficili da individuare nei primi giorni.
Questi germogli dovranno poi allungarsi e produrre diverse coppie di foglie prima che il centro appaia realmente più pieno.
Una volta che un nuovo ramo ha raggiunto una certa lunghezza, un’ulteriore cimatura può favorire un’altra biforcazione e aumentare ancora la densità della chioma.
L’infoltimento dell’Albero di Giada è quindi un processo di costruzione. Accorciare alcuni rami esterni, lasciare nodi vitali e garantire luce alla parte centrale permette di spostare progressivamente la crescita verso l’interno. Una pianta apparentemente piena soltanto alle estremità può così tornare a sviluppare una struttura compatta senza ricorrere a una potatura drastica.
