L’Anthurium può essere moltiplicato anche mettendo una porzione di pianta in acqua, ma è importante chiarire un aspetto fondamentale: nella maggior parte dei casi non si tratta di una talea di fusto classica, bensì di una divisione della pianta madre.
L’anthurium è una pianta tropicale dotata di radici carnose e spesso di radici aeree, caratteristiche che le permettono di adattarsi temporaneamente alla coltivazione in acqua. Tuttavia, il semplice taglio di uno stelo senza radici raramente porta a risultati soddisfacenti. Per ottenere una nuova pianta è necessario che la porzione separata abbia già un piccolo apparato radicale.
La propagazione in acqua è quindi possibile, ma deve partire da una sezione sana e ben formata.
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Come fare una talea di anthurium
Il periodo migliore per intervenire è la primavera o l’inizio dell’estate, quando la pianta è in fase di crescita attiva. Si estrae delicatamente l’anthurium dal vaso e si osserva con attenzione l’apparato radicale, individuando una porzione che presenti almeno una foglia sana e radici proprie ben sviluppate.
Con uno strumento affilato e disinfettato si separa la sezione scelta, evitando strappi che potrebbero danneggiare i tessuti. A questo punto la nuova porzione può essere collocata in un contenitore trasparente con acqua a temperatura ambiente. È essenziale che siano immerse solo le radici, lasciando fuori dall’acqua il colletto e le foglie per prevenire marciumi.
L’acqua deve essere cambiata ogni 3–4 giorni. Se possibile, è preferibile utilizzare acqua povera di calcare. Il contenitore va posizionato in un ambiente luminoso ma senza sole diretto, con luce diffusa e buona umidità ambientale.
Quanto tempo serve per far radicare l’anthurium in acqua
Se la divisione è stata eseguita correttamente, i primi segnali di adattamento compaiono generalmente entro 2–4 settimane. Le radici già presenti iniziano a rafforzarsi e possono svilupparne di nuove.
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È importante sapere che l’anthurium non è una pianta a crescita rapidissima. La produzione di nuove foglie può richiedere alcune settimane in più. La pazienza è determinante: forzare la pianta con fertilizzanti precoci o cambiamenti frequenti di posizione può compromettere l’equilibrio radicale.
L’acqua rappresenta una fase temporanea utile per monitorare lo stato delle radici, ma non costituisce l’ambiente ideale a lungo termine.
Trasferire l’anthurium dalla acqua al terriccio
Quando le radici appaiono attive, chiare e consistenti, è consigliabile trasferire la pianta in un substrato drenante e arioso. L’anthurium predilige un terriccio leggero, simile a quello utilizzato per orchidee, composto da corteccia, torba e materiali inerti come perlite.
Il passaggio deve essere delicato. Dopo il trapianto, si mantiene il terreno leggermente umido ma mai saturo. Un eccesso di acqua nel substrato è tra le cause principali di marciume radicale.
Nei primi giorni dopo il trasferimento è utile mantenere un ambiente umido e stabile, evitando sbalzi di temperatura. In condizioni corrette, la pianta riprenderà gradualmente la crescita vegetativa.
Errori nella propagazione dell’anthurium
Uno degli errori più comuni è tentare di propagare un semplice stelo privo di radici. Senza una base radicale, la probabilità di successo è molto bassa. Altro errore frequente è lasciare la porzione separata in acqua stagnante per troppo tempo, favorendo lo sviluppo di muffe e marciumi.
Anche l’esposizione al sole diretto può danneggiare i tessuti giovani, causando ingiallimenti o disidratazione. È fondamentale garantire temperatura stabile, buona luminosità indiretta e un controllo costante dello stato delle radici.
La moltiplicazione dell’anthurium in acqua è quindi possibile e può dare soddisfazione, purché venga eseguita partendo da una divisione corretta e rispettando le esigenze fisiologiche della pianta. Con attenzione e condizioni adeguate, è possibile ottenere nuove piante sane e vigorose.
